Pensione più lontana per gli italiani. Andrea Bosio (Inas Cisl): “Ma sono possibili revisioni”
Uscita anticipata, quota 41: nel dibattito politico in corso sulla legge di Bilancio sono diverse le misure allo studio. Nuove scadenze per i docenti.
Si allontana l’età della pensione di vecchiaia per gli italiani: nel 2029 si andrà in pensione a 67 anni e sei mesi mentre nel 2031 si dovranno aspettare i 67 anni e 8 mesi: è quanto l’effetto dell’aspettativa di vita che si allunga per gli italiani che determina e allunga i nuovi limiti anagrafici per andare in pensione. Anche la pensione anticipata, di anzianità, è più lontana: nel 2029 con 43 anni e 4 mesi di contributi.
“Ovviamente, le tendenze demografiche e la speranza di vita degli italiani incidono sulle pensioni a meno di un intervento della politica che sterilizzi (come già successo) gli effetti dell’aspettativa di vita sul sistema previdenziale”, spiega Andrea Bosio, patronato Inas Cisl di Cremona. Novità per anche per il personale scolastico. “Il 21 ottobre c’è la scadenza per il personale scolastico per presentare le dimissioni, questo per accedere alla pensione il primo settembre 2027”, dice ancora Bosio.
Nel dibattito politico in corso sulla legge di Bilancio ci sono diverse misure allo studio, per le quali non c’è ancora un testo di legge definitivo: un’ipotesi guida del Governo propone di permettere l’uscita anticipata a 64 anni con circa 25–40 anni di contributi anche a chi ricade nel sistema misto, a patto di accettare il ricalcolo interamente contributivo dell’assegno. Quota 41 per tutti, non solo per i precoci, per cui già esiste, ossia la proposta di accedere alla pensione indipendentemente dall’età con 41 anni di contributi. Si valuta inoltre l’innalzamento delle pensioni minime fino a circa 700–800 euro mensili.