Al Filo la magia dell’Oriente e l’omaggio a Leonardo da Vinci con lo Yamamoto Nō Theater
Ultima tappa italiana del tour della compagnia diretta dal Maestro Akihiro Yamamoto con il supporto dell’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone e il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano
Il fascino del Giappone nello spettacolo andato in scena al Teatro Filodrammatici di Cremona ieri sera, ultima tappa italiana di un tour che rientra tra i festeggiamenti del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, portata a Cremona da Yamamoto Nō Theater, il più antico teatro Nō attivo a Osaka, fondato nel 1927, Bene culturale materiale del Giappone.
Uno spettacolo diretto dal Maestro Akihiro Yamamoto e accompagnato dalle sonorità jazz della Kurage Band di Sachiko Nakajima, prodotto con il supporto dell’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone e con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano e la consulenza scientifica di Rossella Menegazzo dell’Università degli Studi di Milano.
A fare gli onori di casa, il presidente della società Filodrammatica Cremonese Alessandro Zontini, che si è detto onorato di ospitare una compagnia tanto prestigiosa avvicinando il pubblico cremonese ad un’arte lontana e ricca di suggestioni che in questo caso ha affiancato al teatro tradizionale giapponese, un omaggio alla figura di Leonardo Da Vinci e al suo sguardo visionario, capace di attraversare arte, scienza, filosofia, trasformando la conoscenza in una continua ricerca sull’uomo e sul mondo.
Il Teatro Nō tradizionale, riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità è tra le più antiche forme teatrali del Giappone legate alla filosofia Zen e unisce canto, musica, danza, maschere e gesti essenziali, dando vita a una scena sospesa in cui il visibile e l’invisibile, il mondo terreno e quello degli spiriti si incontrano.
La prima parte della serata è stata dedicata al dramma SHŌJŌ parte del repertorio classico del Nō, interpretato dalla Scuola di Teatro Nō Yamamoto con accompagnamento musicale hayashi. Figura leggendaria delle profondità marine, Shōjō è uno spirito rappresentato attraverso il colore rosso, dalla lunga chioma alla maschera fino all’abito. Tradizionalmente rappresentato nelle occasioni di festa come augurio di abbondanza e prosperità, il dramma celebra la pietà filiale e una gioia incontenibile.
Protagonista della storia è Kofu, un figlio devoto che, seguendo un misterioso messaggio ricevuto in sogno, trova fortuna vendendo sakè. Un giorno incontra un enigmatico visitatore capace di bere senza mai ubriacarsi: è Shōjō, spirito delle profondità del mare. Quando riappare avvolto in un abito rosso brillante, Shōjō condivide il sakè con Kofu e danza gioiosamente, premiando infine la sua devozione con un’anfora che non si svuota mai.
La seconda parte ha presentato in prima assoluta una nuova creazione contemporanea della scuola Yamamoto dedicata al genio di Leonardo da Vinci. Un progetto che intreccia l’antica tradizione giapponese del Nō con le note della musica jazz della Kurage Band, formazione guidata dalla pianista e matematica Sachiko Nakajima, producer del Signature Pavilion “Playground of Life: Jellyfish Pavilion” di Expo 2025 Osaka, Kansai.
Una creazione contemporanea che mette in dialogo danza, recitazione, canto e musica della tradizione Nō con le sonorità jazz della Kurage Band, mostrando la capacità di una forma teatrale antichissima di trasformarsi, incontrare nuovi linguaggi e continuare a parlare al pubblico di oggi.
Al centro del dramma sono la creatività, il potere dell’arte di muovere il cuore umano e l’importanza di osservare e imparare dalla natura. Un giovane aspirante pittore giunge sulle rive di uno stagno, dove incontra un uomo misterioso. Attraverso ramoscelli, pietre e forme osservate nella natura, lo sconosciuto gli mostra che per creare non bastano la tecnica e l’abilità: occorre saper guardare e sentire. Mentre il giovane ascolta le sue parole, l’uomo scompare, lasciando emergere la figura di Leonardo da Vinci.
Appaiono allora gli spiriti di Leonardo e della Gioconda. Attraverso il suo enigmatico sorriso, l’opera suggerisce come l’arte possa oltrepassare il tempo e i confini, continuando nei secoli a parlare e a commuovere. È attraverso questa esperienza che il giovane pittore scopre un nuovo significato della creazione: osservare profondamente la natura e, insieme, imparare ad ascoltare il proprio cuore.
Tra rito, suono e immaginazione, l’omaggio a Leonardo diventa un ponte poetico tra Giappone e Italia, Oriente e Occidente, tradizione e futuro. Il genio rinascimentale viene evocato non soltanto come figura storica, ma come simbolo universale di creatività, curiosità e desiderio di conoscenza.
La realizzazione dello spettacolo è stata resa possibile grazie al fondamentale sostegno della Società Filodrammatica cremonese APS e la società Nuovacinefilo snc.
Galleria fotografica di Yuki Seli






