Anche Tamoil abbassa i prezzi: “Accogliamo gli appelli”. E Keropetrol: “Obbligati ad adeguarci”
La società del gruppo Oilinvest ha comunicato di accogliere le richieste di consumatori e istituzioni sui prezzi del carburanti, con ribassi fino a fine ottobre. "Subiamo le decisioni dei grandi", afferma Mainardi
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Anche Tamoil, che a Cremona ha uno dei più importanti depositi del nord Italia, ha deciso di adottare una serie di misure volte a mitigare il prezzo dei carburanti commercializzati presso la propria rete di distributori a marchio.
L’iniziativa si inserisce nel contesto delle attuali condizioni straordinarie determinate dalla situazione internazionale che continua a influenzare i mercati energetici e il settore dei trasporti, con significative ripercussioni sul potere di acquisto delle famiglie e sui costi sostenuti dagli operatori economici.
“Accogliendo gli appelli provenienti dalle istituzioni e dalle associazioni dei consumatori”, si legge in una nota “Tamoil Italia, società del gruppo internazionale Oilinvest, intende contribuire concretamente a sostenere la mobilità dei cittadini attraverso l’attuazione di interventi finalizzati al contenimento dei prezzi dei carburanti.
“Le misure adottate sono state concepite per generare benefici sia per i consumatori finali sia per la sostenibilità economica delle attività connesse alla rete distributiva. L’iniziativa resterà in vigore fino al 31 ottobre 2026.
“Tamoil – aggiunge la nota- conferma la propria volontà di operare come partner responsabile al servizio del Paese, dei propri clienti e degli operatori della rete, contribuendo, per quanto possibile, ad attenuare gli effetti delle attuali tensioni internazionali sul mercato dei carburanti.”
Presente sul mercato italiano da oltre quarant’anni, con una rete di oltre 1.500 stazioni di servizio e importanti infrastrutture logistiche distribuite sul territorio nazionale, Tamoil rinnova il proprio impegno a favore dei consumatori, dei partner commerciali e della comunità.
Ma oggi arriva anche il commento di Enrico Mainardi, a.d. di Keropetrol, l’azienda con base a Cremona che ha deciso di andare nella stessa direzione aperta da Eni, Ip, Q8 e adesso anche Tamoil. Per i distributori indipendenti, si tratta di una decisione sostanzialmente subita, “e anche abbastanza pericolosa – spiega Mainardi -. Innanzitutto perché pone un price cap senza considerare le variazioni degli indicatori, ma poi anche perché sostanzialmente noi, senza seguire alcun price cap, riusciamo a farlo solo ed esclusivamente perché alcune compagnie petrolifere – ad oggi per noi Socar – ci sta dando degli sconti per consentire di essere competitivi sul mercato. Diversamente noi saremmo completamente tagliati fuori, perché oggi questo price cap è sostanzialmente inferiore a quello che noi paghiamo il prodotto”.

Le multinazionali, spiega ancora Mainardi, “hanno la filiera, ad esempio Eni ha sicuramente fatto e fa dei grossi profitti con l’estrazione del greggio, con questi valori che ha il greggio; Ip e Kuwait non li faranno in Italia, ma sono proprietà di stati sovrani che estraggono prodotto come l’Azerbaijan e il Kuwait. E gli altri si adeguano”.
“Quello che chiediamo noi indipendenti – conclude Mainardi – è che il Governo non lasci l’iniziativa a delle società, per quanto siano pubbliche, che poi hanno degli effetti distorsivi sul mercato. Se vuole fissare un price cap lo deve fissare lo Stato con determinati parametri e mettendo tutti sullo stesso piano concorrenziale, perché altrimenti è ovvio che il discorso per alcuni è penalizzante”.