Cronaca

Stalking: terrorizzata con video hard e falsi profili. In Appello l’imputato patteggia

Subito dopo la prima condanna, l'uomo era tornato libero, ma aveva continuato a perseguitare la sua ex. Arrestato una seconda volta, ora dovrà affrontare un nuovo processo

Fill-1

Il 18 luglio di due anni fa il gup di Cremona aveva condannato a due anni di reclusione Murat, un cittadino turco di 54 anni che nel marzo del 2024 era finito in carcere per stalking nei confronti della sua ex, una cremonese di 35 anni, e per diffusione di materiale sessualmente esplicito.

Ieri in Appello l’imputato, processato in primo grado con il rito abbreviato, grazie ad un accordo tra le parti ha patteggiato un anno e sei mesi, ma non potrà ricorrere in Cassazione. I giudici hanno sospeso la pena  solo a condizione che l’uomo risarcisca la vittima, che nel procedimento era parte civile attraverso l’avvocato Michele Tolomini, con la somma di 25.000 euro.

Dopo la sentenza di primo grado, Murat, che nel frattempo aveva già trascorso cinque mesi in carcere, era stato liberato.

Lo straniero aveva intrattenuto una relazione sentimentale con la cremonese fino a quando, nel 2023, lei aveva deciso di interrompere la loro frequentazione. Da quel momento l’ex compagno aveva iniziato a tempestarla con centinaia di messaggi e chiamate, presentandosi sotto casa sua con atteggiamento minaccioso, e una volta addirittura presentandosi nel luogo di villeggiatura dove la donna stava passando le vacanze con la famiglia.

L’avvocato Michele Tolomini

Nonostante i continui tentativi di bloccare i contatti da ogni social e da ogni numero di telefono, lo stalker aveva continuato a creare falsi profili e nuove utenze con cui insultava e denigrava sia l’ex che tutta la sua famiglia, arrivando a contattare anche la madre della donna, minacciandola che avrebbe assunto un investigatore privato per sapere dove si trovasse la figlia.

Aveva anche iniziato a divulgare sui social network video sessualmente espliciti e fotografie intime della cremonese, creando quotidianamente numerosi profili falsi ed inviando i video a parenti ed amici. Un vero e proprio incubo, per la vittima, terrorizzata e costretta a cambiare radicalmente le proprie abitudini di vita, temendo per l’incolumità propria e dei suoi cari, fino a cambiare il numero di telefono, non uscire di casa e cambiare anche luogo di domicilio.

Alla fine la donna aveva deciso di sporgere querela e raccontare tutto agli investigatori della Mobile. Dopo giorni di ricerche in cui l’imputato aveva fatto credere tramite dei conoscenti di essersi trasferito negli Stati Uniti, la polizia di Cremona lo aveva rintracciato in un hotel nel centro cittadino bergamasco.

Nel marzo del 2025, nei confronti di Murat, la polizia aveva eseguito un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, in quanto l’uomo, imperterrito, aveva ripreso a perseguitare la sua vittima, continuando a contattare la giovane insistentemente e quotidianamente, minacciandola ed insultandola, e ad inviare a parenti e amici più stretti della ex fidanzata decine di richieste di amicizia da svariati profili Instagram “riferibili” alla stessa, arrivando a pubblicare foto e video che ritraevano la donna nuda o in atteggiamenti intimi e sessualmente espliciti, spesso accompagnati da frasi gravemente denigratorie.

La donna, in grave stato di ansia e annientata psicologicamente, era stata costretta a rivolgersi nuovamente agli investigatori della Squadra Mobile, che questa volta avevano rintracciato il turco in un appartamento del centro cittadino di Bergamo. Il gip ne aveva  disposto il ritorno in carcere.

Attualmente l’uomo è libero e dovrà essere processato per i fatti successivi alla sua prima condanna.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...