Cronaca

In tanti per Gian Carlo Ruggeri, il “macellaio gentile”: Cremona si stringe nel suo ricordo

Grande emozione per l’evento dedicato a Gian Carlo Ruggeri, il “macellaio gentile”: uno spettacolo ideato da familiari e amici per ripercorrerne la storia, il lavoro e i legami con la comunità

Un momento dell'evento
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Non è stato soltanto un appuntamento per ricordare una persona scomparsa. È stato soprattutto un abbraccio collettivo, quello che domenica nel tardo pomeriggio ha riunito tantissime persone nel nome di Gian Carlo Ruggeri, conosciuto da tutti come il “macellaio gentile”.

Familiari, amici, conoscenti e persone che negli anni hanno incrociato il suo cammino hanno risposto in massa all’invito, riempiendo Cortile Federico II e trasformando l’evento in un momento di partecipazione autentica e di memoria condivisa. Il momento, organizzato proprio per ricordare Gian Carlo, ha riportato al centro non soltanto la sua attività professionale, ma soprattutto il carattere, le relazioni e quel modo gentile di stare accanto agli altri che ne aveva fatto una presenza riconoscibile e amata. In prima fila la moglie Marinella, le figlie Silvia e Laura. Tra il pubblico anche Barbara Manfredini, Chicca Galli (che ha collaborato alla realizzazione dell’evento) e il sindaco di Castelvetro (dove Ruggeri abitava) Silvia Granata. Letture e riflessioni di Massimo Cauzzi accompagnate dal sassofono del Maestro Pietro Montaldi.

Il soprannome scelto per l’appuntamento dice già molto: “il macellaio gentile”. Un uomo legato al proprio mestiere, ma ricordato prima di tutto per i rapporti umani costruiti nel tempo, per la disponibilità e per la capacità di entrare nella quotidianità delle persone.

E così, oggi, a parlare sono state soprattutto le presenze. Tante persone insieme, in un’atmosfera carica di emozione, per mantenere vivo il ricordo di Gian Carlo e restituire attraverso la musica, le parole e lo spettacolo alcuni frammenti della sua storia.

Un successo di pubblico che racconta anche qualcosa di più profondo: quando una persona ha saputo lasciare un segno vero, il tempo non cancella i legami. E la grande partecipazione di oggi ne è stata la testimonianza più concreta. L’appuntamento era stato promosso proprio da familiari, amici e parenti con l’obiettivo di ricordare Gian Carlo Ruggeri e la sua storia.

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