Contro isolamento e solitudine di malati e caregiver: il bilancio dell’AlzheimerFest
Grande partecipazione alla tappa cremonese dell’Alzheimer Fest, che sabato 3 ottobre ha portato al Parco del Morbasco una giornata di incontri, arte, musica, poesia, laboratori e relazioni.
Non una giornata per parlare di Alzheimer, ma una giornata per parlare di persone. È questo il significato della iniziativa, promossa da AIMA Cremona – Alzheimer Caffè, in collaborazione con CR2 Sinapsi e Cremona Solidale.
La giornata ha registrato una ampia partecipazione e le diverse proposte sono state accolte con interesse, con particolare attenzione agli incontri “L’energia dei curacari”, dedicato al benessere dei caregiver e alla relazione di cura, e “La fattoria dei beni e mali”, dedicato alla prevenzione.
Particolarmente partecipati anche “Curacari a quattro zampe – Animali che aiutano a vivere”, il laboratorio di mindfulness e l’esibizione di ballo, attività capaci di coinvolgere direttamente il pubblico e favorire relazione e condivisione. A completare il programma, il viaggio fotografico nella storia dell’Alzheimer Fest e la biblioteca essenziale “I Pollicini”.
Al centro della attenzione la figura del caregiver, il cui ruolo è fondamentale nei percorsi di cura, e il tema della comunità. La demenza, infatti, non riguarda soltanto la persona colpita e la sua famiglia, ma deve essere nella agenda dell’intera comunità, chiamata a contrastare isolamento e solitudine, a creare occasioni di partecipazione e ad accogliere al suo interno anche i fragili.
Il messaggio della giornata può essere riassunto in una frase: “La memoria può cambiare, ma la persona resta”. Dalla paura alla conoscenza, dalla solitudine alla relazione, dalla malattia alla persona: questo è il cambiamento culturale che AIMA Cremona ha voluto proporre e per l’affermazione del quale si impegna ogni giorno.