Cronaca

Nuovo ospedale, l’iter avanza: inizio lavori nel 2029, conclusione in 5 anni

Il 2027 sarà dedicato alla predisposizione della gara, il 2028 alla redazione del progetto esecutivo. Se tutto filerà liscio in termini di pareri delle autorità competenti, il cantiere potrebbe partire all'inizio del 2029

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“Siamo arrivati a un punto estremamente importante perchè siamo a un passo dalla redazione del progetto definitivo”. Il direttore generale di Asst Cremona Ezio Belleri ha aggiornato sull’avanzamento dell’iter per il nuovo ospedale i capigruppo del Consiglio comunale nell’Ufficio di Presidenza convocato martedi da Luciano Pizzetti.

«Quello trascorso è stato soprattutto un anno di verifiche tecniche, pareri, autorizzazioni e adeguamenti progettuali – spiega Belleri –. Passaggi necessari per arrivare alla validazione e all’approvazione del progetto. Oggi possiamo ricostruire con precisione il lavoro svolto e indicare le prossime scadenze».

La riunione ha offerto anche l’occasione all’Asst di chiarire visivamente quale sarà l’impatto del fabbricato destinato a Polo tecnologico, dopo che negli scorsi mesi sono circolate sui social immagini che lo facevano apparire molto più invadente nel paesaggio circostante.

Dopo che un anno fa (il 23 settembre 2025) è stato consegnato il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) rafforzato, l’ottobre successivo sono stati avviati due percorsi distinti: la Conferenza dei Servizi e la verifica tecnica del progetto, affidata a un Raggruppamento Temporaneo di Imprese terzo e indipendente, composto da NO GAP Controls e Inarcheck e individuato tramite gara di ARIA S.p.A.

La Conferenza dei Servizi si è conclusa il 14 gennaio 2026, con l’acquisizione dei pareri e delle prescrizioni degli enti coinvolti. La verifica tecnica è proseguita nei mesi successivi e le osservazioni emerse hanno richiesto adeguamenti del progetto, recepiti nelle versioni del PFTE trasmesse il 4 febbraio, il 21 marzo e il 2 luglio 2026.

Nel mese di agosto si è conclusa anche la verifica tecnica. Il rapporto ha individuato alcune non conformità residue, analizzate dal Responsabile Unico del Progetto per definire, per ciascuna, le attività necessarie e la fase nella quale affrontarle.

«Le verifiche servono a individuare gli aspetti che devono essere approfonditi o adeguati prima dell’approvazione del progetto – sottolinea Belleri –. Le osservazioni emerse sono state analizzate e progressivamente recepite. Ora il percorso è definito: completare le attività necessarie, procedere alla validazione e arrivare all’approvazione del PFTE».

Nel frattempo, il 30 luglio scorso, è stata avviata con il Comune di Cremona la procedura di verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) relativa ai parcheggi previsti dal progetto. Il parere del Comune è atteso entro il 30 ottobre 2026.

E proprio ieri, 5 ottobre 2026 il progetto è stato presentato al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il cui parere è atteso entro il 30 novembre.

Il primo traguardo indicato dal cronoprogramma è l’approvazione del PFTE entro il 31 dicembre 2026, con decreto del Direttore Generale Belleri. A quel punto il PFTE nella sua forma definitiva potrà essere presentato a Regione Lombardia (entro febbraio 2027) e successivamente trasmesso al Ministero per la Salute.

La prima parte del nuovo anno sarà dedicata alla redazione della gara per individuare la ditta esecutrice, con affidamento dei lavori previsto a gennaio 2028. Poi la redazione del progetto esecutivo che occuperà l’intero 2028, con avvio dei lavori che potrebbe avvenire a marzo 2029.

«Queste date sono il riferimento sul quale programmiamo il lavoro e ne verifichiamo l’avanzamento – precisa Belleri –. Per un intervento di questa complessità, ogni passaggio è legato al completamento di quello precedente. Il cronoprogramma non è quindi un calendario statico: viene verificato nel tempo e, quando necessario, riprogrammato sulla base dell’effettivo avanzamento del procedimento».

Il 2028 sarà dedicato alla progettazione esecutiva e alle attività necessarie per arrivare all’apertura del cantiere. Le diverse fasi si svilupperanno in larga parte contemporaneamente e comprenderanno la verifica e la validazione del progetto esecutivo e le autorizzazioni, tra cui il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) per la geotermia e il permesso di costruir

La realizzazione della nuova struttura proseguirà fino al 2034. Seguiranno collaudi, accreditamento e trasferimento delle attività sanitarie, per arrivare all’entrata in funzione del nuovo ospedale nel 2035.

«La gara non coincide con l’apertura del cantiere – chiarisce Belleri –. Nel mezzo ci sono la progettazione esecutiva, le verifiche e le autorizzazioni. Sono passaggi che vogliamo rendere chiari, perché consentono di capire cosa deve ancora accadere e come si sviluppa il percorso che porta all’avvio dei lavori».

Il quadro economico dell’attuale PFTE è pari a 438,2 milioni di euro e comprende le opere edilizie e impiantistiche, la progettazione, la direzione lavori e le imposte.

Il valore – ha spiegato Belleri – non è direttamente confrontabile con i 330 milioni di euro indicati negli atti di programmazione che hanno preceduto il concorso internazionale per il progetto architettonico. Quella cifra rappresentava una stima iniziale, basata su prezzi antecedenti al 2020, formulata quando il progetto non era ancora stato individuato, nella fase di valutazione delle diverse soluzioni progettuali.

I 438,2 milioni di euro derivano invece dal computo metrico realizzato nell’ambito dell’attuale Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, elaborato sulla base di un progetto che ha raggiunto un livello di definizione significativamente più avanzato.

«Il confronto tra i 330 e i 438,2 milioni deve tenere conto del momento in cui i due valori sono stati elaborati – chiarisce Belleri –. Il primo risale alla fase precedente al concorso internazionale, quando il progetto non era ancora stato individuato e i prezzi di riferimento erano antecedenti al 2020. Oggi disponiamo invece del quadro economico dell’attuale PFTE, costruito su un progetto definito a un livello molto più avanzato».

 

UN PROGETTO REALIZZATO IN DUE FASI

La realizzazione del Nuovo Ospedale è articolata in due fasi, per consentire all’attuale struttura di rimanere pienamente operativa durante i lavori.

La prima comprende la costruzione del nuovo monoblocco ospedaliero e delle opere necessarie al suo funzionamento: parcheggio interrato, polo tecnologico e viabilità di accesso al Pronto Soccorso.

Una volta completato il nuovo ospedale e trasferite le attività sanitarie, sarà possibile intervenire sulle aree che si renderanno disponibili. La seconda fase comprende le demolizioni previste, la realizzazione del Parco della Salute, dell’elisuperficie e della viabilità pubblica, oltre alle funzioni complementari dedicate a formazione, nido e ricerca.

Non si tratta quindi di due progetti distinti, ma di un unico intervento articolato secondo una sequenza che consente di garantire la continuità dell’attività ospedaliera.

La programmazione regionale degli investimenti sanitari 2025–2031, approvata da Regione Lombardia con DGR XII/4939 del 4 agosto 2025, individua per la prima fase di realizzazione del Nuovo Ospedale di Cremona un importo di 438,2 milioni di euro.

Il provvedimento ha natura programmatoria e definisce l’impegno regionale alla copertura della prima fase dell’intervento. Il percorso di finanziamento sarà perfezionato attraverso gli specifici provvedimenti attuativi previsti nelle successive fasi dell’iter.

L’aggiornamento all’Ufficio di Presidenza del Consiglio comunale riprende la modalità di confronto già seguita nel 2025, quando il percorso sul Nuovo Ospedale era partito proprio da questa sede per coinvolgere progressivamente istituzioni e comunità.

I prossimi appuntamenti saranno con i dipendenti dell’ASST Cremona, il 20 ottobre, e con la Conferenza dei Sindaci, il 27 ottobre. Il confronto sarà poi esteso a Terzo Settore e volontariato, ordini professionali, studenti, Comitati di Quartiere e cittadini.

«Riprendiamo il percorso avviato lo scorso anno, partendo ancora una volta dalle istituzioni per arrivare progressivamente a tutta la comunità – conclude Belleri –. Oggi mettiamo sul tavolo fatti, date, passaggi conclusi e quelli ancora da affrontare. È su questi elementi che vogliamo continuare a raccontare l’avanzamento del progetto».

I contenuti presentati saranno pubblicati sui canali istituzionali dell’ASST Cremona e messi a disposizione della stampa.

“Mesi fa facemmo un primo incontro per avviare il confronto sul nuovo ospedale”, ha dichiarato Luciano Pizzetti. “Quello di oggi è servito a fare il punto sul prosieguo dei lavori insieme a tutti i capigruppo consiliari. È un atto di coinvolgimento e di restituzione in progress rispetto ad un’opera che offrirà migliori opportunità di cura ai cittadini. Ringrazio il dottor Belleri e tutto il suo staff per il lavoro che stanno facendo. Continueremo il monitoraggio e nei prossimi mesi convocherò un nuovo incontro di aggiornamento”.

LE REAZIONI POLITICHE

Tutte positive (con toni preoccupati per lo stato di conservazione dell’attuale struttura sanitaria e per la sua adeguatezza espressi da Paola Tacchini, M5S) le reazioni degli esponenti politici riuniti.

Alessandro Portesani (Novità a Cremona) ha chiesto se rispetto al progetto iniziale siano state apportate modifiche per contenere la spesa e, nel caso, quali siano state. “Nessun cambiamento è stato determinato dalla volontà di tagliare i costi – ha risposto Belleri – ma è stato dettato solo da un’ottimizzazione delle scelte. Faccio un esempio: c’era un piano in più all’inizio ma è stato eliminato perchè uno sviluppo orizzontale degli ambienti è di grande aiuto agli operatori, migliora gli aspetti organizzativi e quelli legati alla movimentazione dei pazienti”. Analoghe ragioni per gli spostamenti della Radioterapia e i percorsi del Pronto Soccorso.

Rispondendo a Marco Olzi (FDI) sulle necessità emerse dopo il drammatico periodo del Covid, Belleri ha evidenziato come il nuovo ospedale sia funzionale anche in prospettiva: la capienza è tarata su un fabbisogno di 460-520 posti letto, con un centinaio di stanze già attrezzate per due letti in modo da rispondere ad esigenze di grande flessibilità nel caso si verificassero situazioni come nella fase pandemica.

Roberto Poli (Pd) ha riportato alcune delle preoccupazioni emerse sia tra i cittadini che in amministrazione, sull’impatto del cantiere nelle zone circostanti, sulla viabilità futura che sarà diversa da oggi, e sul taglio delle piante, mentre Rosita Viola (Sinistra per Cremona) si è detta scettica circa la puntualità degli enti sovraordinati nell’espressione dei pareri. Bene dal punto di vista ambientale – ha aggiunto – la scelta dell’energia geotermica per le necessità della struttura.

Andrea Segalini (Cremona sei tu), medico ospedaliero, ha infine espresso l’opinione di chi vive dall’interno i problemi dell’attuale ospedale, apprezzando l’idea di sviluppare quello nuovo in orizzontale. “Chi è fuori non riesce a capire la difficoltà quotidiana di spostare pazienti su barelle tra 7 piani. Il progetto è quello di un ospedale che ha una visione anche in prospettiva, quando sarà sempre più necessario tenere separati i pazienti e anche su questo la nostra struttura attuale ha dei grossi limiti. Non siamo nel terzo mondo, ma abbiamo oggettivamente delle difficoltà in una struttura che ha bisogno di un rinnovamento continuo. Il nuovo ospedale potrà anche essere ragione di attrattiva per il personale sanitario”.

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