Cultura e spettacoli

Mina, il racconto del figlio Massimiliano Pani: “Continua ad ascoltare musica, non si è mai fermata”

La Tigre di Cremona torna con un nuovo album a 86 anni. Il figlio, intervistato dal Corriere della Sera, racconta una cantante ancora immersa nella musica

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“Non si è mai fermata”. È questa l’immagine di Mina che emerge dal racconto del figlio Massimiliano Pani nell’intervista pubblicata dal Corriere della Sera. Una Mina lontana dalle scene e dalla vita pubblica, ma tutt’altro che distante dalla musica. Anzi, continua ad ascoltare, scegliere, incidere e lavorare sui nuovi progetti, con la curiosità di sempre. È proprio il figlio, produttore dei suoi dischi, a raccontare la quotidianità artistica della Tigre di Cremona, che a 86 anni torna con un nuovo album, “Dilettevoli inedite eccedenze”, in uscita venerdì 9 ottobre.

Pani descrive una cantante ancora profondamente immersa nella musica. Mina ascolta continuamente nuovi brani: migliaia di canzoni che arrivano da autori affermati, ma anche da musicisti meno conosciuti. Tra queste sceglie quelle che la colpiscono, senza lasciarsi condizionare dalle mode o dalla necessità di seguire un percorso prestabilito. È anche da questa continua ricerca che nasce il nuovo album, una raccolta di dieci brani che mette insieme incisioni rimaste a lungo negli archivi e registrazioni più recenti.

“Dilettevoli inedite eccedenze” contiene infatti materiale di epoche differenti e conferma una caratteristica che ha accompagnato tutta la carriera di Mina: la capacità di attraversare generi, epoche e lingue diverse facendo sempre propria la canzone. Nel disco c’è “Eleanor Rigby” dei Beatles, riletta in una veste particolare, ma anche “Yes I Know My Way” di Pino Daniele, “Dans mon île” di Henri Salvador e “La mia serenata” di Jimmy Fontana. Non manca il dialetto siciliano con “I carrettieri”, mentre torna alla luce anche “Settembre” di Ivano Fossati.

Nel progetto trova spazio inoltre “Vento di passione”, ancora legato al repertorio di Pino Daniele. Una scelta che, nel racconto di Pani al Corriere della Sera, non nasce dalla volontà di costruire una semplice operazione nostalgia. Al contrario, dietro la selezione dei brani c’è il desiderio di recuperare canzoni che Mina considera ancora capaci di dire qualcosa e di dare loro una nuova interpretazione.

Il racconto di Massimiliano Pani restituisce così un’immagine privata di Mina molto diversa da quella della leggenda costruita negli anni. Da tempo la cantante ha scelto di non apparire più in pubblico, ma questo non significa che abbia abbandonato la musica. Il suo rapporto con le canzoni continua dentro lo studio e attraverso un lavoro quotidiano fatto di ascolti, scelte e registrazioni. È lì che, ancora oggi, Mina costruisce il proprio rapporto con il pubblico. E c’è un elemento che riguarda direttamente Cremona. La città che le ha dato il soprannome di Tigre di Cremona continua infatti a essere indissolubilmente legata alla sua storia artistica e alla sua identità. Un legame nato negli anni della giovinezza e diventato nel tempo uno dei marchi più riconoscibili della musica italiana. Il nuovo progetto non contiene soltanto musica.

Il libretto è arricchito da dodici immagini inedite, selezionate da Mina insieme a Mauro Balletti, fotografo che ha collaborato a lungo con la cantante. La copertina recupera invece una fotografia in bianco e nero del periodo di “Italiana”, risalente al 1982. Anche il titolo dell’album sembra raccontare bene questa operazione: andare a cercare negli archivi, recuperare materiale rimasto in disparte e riportarlo alla luce. Un lavoro che si inserisce in una storia discografica ancora aperta.

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