Lotta ai microinquinanti, l’esperienza di Water Alliance – Acque di Lombardia fa scuola
Il direttore generale di Padania Acque, Stefano Ottolini, ha presentato in un convegno presso il Politecnico l’esperienza della Rete dei Laboratori, modello virtuoso di sinergia e condivisione di competenze tra i gestori lombardi
Si è tenuto oggi presso il Politecnico di Milano il convegno “Microinquinanti 2026 – Testimonianze, soluzioni e prospettive per il Servizio Idrico Integrato”, promosso da LE2C (Lombardy Energy Cleantech Cluster) in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale (DICA) del Politecnico e Water Alliance -Acque di Lombardia.
L’evento ha riunito i principali attori della ricerca, della regolazione e della gestione industriale dell’acqua per fare il punto sulle sfide legate ai microinquinanti emergenti, quali PFAS, residui farmaceutici, microplastiche e prodotti per la cura della persona, e sull’adeguamento alle nuove e più stringenti normative europee.
Dopo i saluti istituzionali affidati a Riccardo Bellato (Presidente di LE2C), Raffaele Pini (Portavoce di Water Alliance), Nicola Dell’Acqua (Presidente di ARERA) e Attilio Frangi (Direttore del DICA – Politecnico di Milano), la sessione plenaria del mattino ha approfondito le metodologie di campionamento, le nuove strategie di monitoraggio, la valutazione del rischio e trattamento dei microinquinanti.
IL MODELLO WATER ALLIANCE: SINERGIA E INNOVAZIONE ANALITICA AL SERVIZIO DEL TERRITORIO LOMBARDO
Al centro del dibattito sulla gestione operativa e sul monitoraggio si è inserito l’intervento del Direttore Generale di Padania Acque S.p.A., Stefano Ottolini, che ha illustrato il modello Water Alliance per i laboratori e l’analisi dei microinquinanti.
Water Alliance – Acque di Lombardia, che unisce i 13 gestori in house del servizio idrico regionale a servizio di circa 8,5 milioni di cittadini, rappresenta un unicum a livello nazionale. All’interno di questo percorso, la Rete dei Laboratori costituisce un esempio virtuoso e un’eccellenza nella sinergia tra le aziende retiste, capaci di mettere a fattor comune know-how specialistico, protocolli operativi condivisi e strumentazioni tecnologiche avanzate per anticipare gli obblighi normativi e garantire un controllo rigoroso sulla risorsa idrica.
«Sui microinquinanti emergenti non possiamo rincorrere l’emergenza o limitarci a un adeguamento formale alla norma. Il valore di Water Alliance risiede esattamente nella capacità di fare squadra tra gestori pubblici, mettendo in comune tecnologie analitiche di altissima precisione, investimenti e competenze specialistiche. L’adozione rigorosa dei Water Safety Plan e il dialogo operativo con il mondo accademico e i centri di ricerca scientifica ci consentono di passare da un controllo reattivo a una prevenzione industriale strutturata. È così che garantiamo concretamente la sicurezza igienico-sanitaria dell’acqua potabile e proteggiamo i corpi idrici del territorio».
L’evento è proseguito con una tavola rotonda tra istituzioni, autorità di regolazione, mondo della ricerca e gestori del servizio idrico a confronto sulle strategie necessarie per l’evoluzione del settore.
Nel pomeriggio si sono svolte due sessioni tecniche parallele dedicate rispettivamente alle acque potabili e alle acque reflue, durante le quali sono stati presentati casi studio, esperienze applicative e soluzioni innovative sviluppate da gestori, aziende e centri di ricerca.