Rifiuti, reflui e caccia: controlli a tappeto della Polizia Provinciale
Denunciato il presunto responsabile di ripetuti abbandoni di rifiuti, accertate violazioni anche nella gestione dei reflui zootecnici e nell’utilizzo di diserbanti. Sul fronte venatorio 200 cacciatori controllati e 40 verbali
Abbandono di rifiuti, controlli nelle aziende agricole e vigilanza sull’attività venatoria. Sono questi i tre fronti sui quali la Polizia Provinciale di Cremona ha concentrato la propria attività nelle ultime settimane, con servizi sul territorio, attività investigative e controlli mirati, effettuati anche nelle ore serali.
Il bilancio comprende un’indagine conclusa con il deferimento all’Autorità Giudiziaria del presunto responsabile di ripetuti abbandoni di rifiuti, accertamenti su reflui zootecnici e prodotti diserbanti e un’intensa attività di vigilanza venatoria, con 200 cacciatori controllati e 40 verbali elevati.
RIFIUTI ABBANDONATI
L’attività investigativa svolta ha portato al deferimento all’Autorità Giudiziaria del presunto responsabile di ripetuti abbandoni di rifiuti in aree periferiche e poco frequentate del territorio comunale di Cremona.
Gli agenti della Polizia Provinciale hanno seguito la vicenda attraverso servizi di osservazione e pedinamento, anche in abiti civili, riuscendo a ricostruire gli spostamenti del soggetto e le modalità con cui raggiungeva le aree nelle quali venivano successivamente abbandonati i rifiuti. A completare il quadro investigativo sono state le immagini raccolte attraverso sistemi di videosorveglianza, che hanno consentito di documentare gli episodi e di acquisire ulteriori elementi a riscontro dell’attività investigativa.
Per le violazioni accertate sono previste sanzioni fino a 18.000 euro, oltre alle ulteriori conseguenze previste dalla normativa, tra cui la sospensione della patente di guida nei casi connessi all’utilizzo di un veicolo per il trasporto e l’abbandono dei rifiuti. È inoltre previsto l’obbligo di provvedere alla rimozione dei rifiuti e al ripristino dell’area interessata.
“L’abbandono dei rifiuti non è soltanto un problema di degrado, ma un danno concreto al territorio” sottolinea la Comandante della Polizia Provinciale, Commissario Capo Chiara Fusari. “In questo caso abbiamo seguito gli episodi nel tempo, ricostruito gli spostamenti e raccolto elementi attraverso un lavoro meticoloso e articolato. È la dimostrazione che anche le aree periferiche e rurali, apparentemente più difficili da controllare, non sono zone franche”.
CONTROLLI IN AGRICOLTURA: REFLUI ZOOTECNICI E DISERBANTI
L’attività di controllo ha interessato anche il comparto agricolo, con verifiche mirate sulla gestione dei reflui zootecnici e sull’utilizzo dei prodotti diserbanti. Nel corso degli accertamenti sono state riscontrate violazioni nella gestione dei reflui di allevamento, in alcuni casi con interessamento dei corsi d’acqua e condotte non conformi nell’impiego di prodotti diserbanti sui terreni agricoli.
Gli agenti hanno proceduto all’accertamento e alla contestazione delle violazioni, adottando i provvedimenti previsti dalla normativa con sanzioni da mille a duemila euro. Si tratta di controlli particolarmente importanti in un territorio a forte vocazione agricola, dove una gestione non corretta dei reflui o dei prodotti utilizzati sulle coltivazioni può determinare conseguenze che vanno oltre il singolo terreno, interessando suolo, acque ed ecosistemi.
CACCIA: 200 CACCIATORI CONTROLLATI E 40 SANZIONI
Intensa anche la vigilanza venatoria nella prima fase della stagione di caccia. La Polizia Provinciale ha intensificato i servizi sul territorio provinciale con il supporto delle Guardie Volontarie Venatorie e Ittiche Provinciali (GVVIP), coordinate dalla Polizia Provinciale, garantendo una presenza capillare nelle principali aree interessate dall’attività venatoria. Sono stati 200 i cacciatori controllati e 40 le sanzioni contestate nelle prime due settimane di caccia.
Le violazioni accertate hanno riguardato, tra l’altro, il mancato utilizzo del capo ad alta visibilità, il mancato pagamento delle tasse obbligatorie, il mancato rispetto delle distanze di sicurezza da abitazioni e strade, la mancata annotazione sul tesserino venatorio regionale della giornata di caccia o della selvaggina abbattuta e l’esercizio dell’attività venatoria in orari non consentiti. Nei casi previsti, gli operatori hanno proceduto anche al sequestro della selvaggina abbattuta.
I controlli non si sono limitati alle ore diurne, ma sono stati effettuati anche nelle fasce orarie serali, ampliando la presenza degli operatori e la capacità di verificare il rispetto delle disposizioni nelle diverse fasi della giornata.
Tra gli interventi effettuati nel corso dei controlli venatori, particolare rilievo assume il caso di un cacciatore deferito all’Autorità Giudiziaria per il mancato rispetto dell’obbligo di utilizzare le lenti correttive prescritte. Durante il controllo è emerso che il cacciatore era impegnato nell’attività venatoria senza utilizzare le lenti correttive prescritte determinando così l’inottemperanza alla prescrizione imposta dall’Autorità di Pubblica Sicurezza. La condotta è stata contestata e il cacciatore è stato deferito all’Autorità Giudiziaria competente.
L’attività di vigilanza ambientale e venatoria è stata coordinata dal Vicecomandante della Polizia Provinciale, Vice Commissario Paolo Trentarossi. “Un controllo efficace non significa semplicemente essere presenti, ma sapere dove, quando e cosa andare a verificare” evidenzia. “La conoscenza del territorio ci consente di orientare i servizi, modificare le modalità di intervento e concentrare le risorse laddove è maggiore la necessità di controllo non una vigilanza formale, ma un’attività dinamica, costruita sull’osservazione e sulla capacità di individuare le situazioni che richiedono un intervento”.
Per questo, fin dall’inizio della stagione, “abbiamo intensificato i servizi e li abbiamo estesi anche alle ore serali” continua il vice comandante. “La sicurezza nell’attività venatoria non riguarda soltanto il cacciatore, ma tutti coloro che frequentano il territorio: agricoltori, operatori, residenti e persone che si trovano nelle stesse aree. Il rispetto delle distanze, degli orari e delle prescrizioni non è un dettaglio burocratico, ma una condizione essenziale per consentire che l’attività venatoria si svolga senza mettere a rischio gli altri”.
Per Trentarossi i 200 cacciatori controllati e le sanzioni elevati “rappresentano il risultato tangibile di questa attività, ma dietro i numeri c’è soprattutto un metodo di lavoro: presenza, osservazione, verifica e intervento. La prevenzione funziona quando chi opera sul territorio è in grado di intercettare le criticità prima che possano trasformarsi in situazioni più gravi; quando invece la violazione è accertata, il nostro compito è intervenire con la necessaria fermezza“.
I servizi della Polizia Provinciale proseguiranno sia sul fronte ambientale sia su quello venatorio, attraverso controlli mirati, attività investigative e una presenza costante sul territorio, con l’obiettivo di prevenire e contrastare le condotte illecite e tutelare ambiente, sicurezza e territorio provinciale.