Corre l’invecchiamento: nel cremonese 233 nonni ogni cento ragazzi
Gli over 75 sono oltre 48mila, mentre i giovani sotto i 15 anni meno di 41mila. Preoccupano l’accelerazione del fenomeno e le implicazioni per le comunità
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C’è un dato, tra i tanti, che racconta l’invecchiamento della popolazione cremonese: gli anziani over 75, al 1° gennaio 2026, sono oltre 48mila (48.213) superando ampiamente il numero dei giovani con meno di 15 anni, poco meno di 41mila (40.968).
Cremona è una provincia sempre più anziana, con una media di oltre 223 anziani per ogni 100 ragazzi. Questo è quanto ci racconta l’indice di vecchiaia, che misura il rapporto, espresso come percentuale, tra la popolazione anziana (65 anni e oltre) e la popolazione giovanile (0-14 anni), ossia ci indica quanti anziani ci sono per ogni 100 giovani.
Del resto la composizione della struttura della popolazione non lascia dubbi: a fronte di un 11,5% di giovani con meno di 15 anni c’è, al 1° gennaio 2026, un 25,8% di over 65. Ben oltre il doppio. Sempre più anziani, per cui aumenta la speranza di vita, arrivata a 83,5 anni e sempre meno giovani, con un calo costante della natalità. Ma sono i numeri e la velocità di queste trasformazioni a destare stupore. Nel 2019 i giovani erano il 12,8% della popolazione, mentre gli anziani costituivano il 24,3%, determinando un indice di vecchiaia pari a 190,6, ossia quasi 191 anziani per 100 giovani. Sette anni dopo l’indice di vecchiaia, calcolato sulla popolazione con oltre 65 anni, è arrivato a quota 223,4 salendo di quasi 33 punti, uno scarto maggiore rispetto a quello che si registra tra il 2022, quando l’indice di vecchiaia era fissato a 165 e il 2019 (190,6). Basta considerare che solo 10 anni fa, nel 2016, l’indice di vecchiaia per la provincia di Cremona era pari a 175, ossia 175 anziani per ogni 100 giovani.
Nel solo arco di un anno, ossia tra il 1° gennaio 2025 e la stessa data del 2026, in provincia di Cremona i ragazzi con meno di 15 anni si riducono da 41.729 a 40.968, (-761, vale a dire -1,8%) mentre le persone con 65 anni e oltre aumentano, passando da 90.457 a 91.539 con un incremento di 1.082 anziani pari al +1,2%. Nell’ultimo anno l’indice di vecchiaia della provincia di Cremona, 223,4 anziani per ogni 100 giovani, supera nettamente quello medio regionale che si fissa a 203, pur in crescita costante dal 156,6 del 2016. Inoltre, giova considerare che la gran parte dell’aumento degli over 65 è sempre maggiormente determinato dai più anziani. Tra gli over 65 i due terzi della crescita negli ultimi sette anni (+5.017, +5,8%) è dovuta a coloro che hanno più di 75 anni (+3.288, pari al +7,3%).
L’osservazione dell’indice di vecchiaia a livello comunale rivela differenze territoriali nettissime, con due estremi nel comune di Voltido: più di 5 anziani per ogni ragazzo, ossia 106 over 65 per 19 under 15.
All’inizio del 2026 in una decina di comuni della provincia di Cremona l’indice di vecchiaia supera quota 300, con, oltre a Voltido: San Martino del Lago (536), Volongo (397), Scandolara Ripa d’Oglio (391), Isola Dovarese (361), Scandolara Ravara (349), Pessina Cremonese (341), Credera Rubbiano (339), Derovere (336) e Cella Dati, con 304 anziani per ogni 100 giovani. Per contro, nel territorio provinciale, sono solo otto i comuni con un indice di vecchiaia inferiore al 150, con il valore relativamente più basso a Castel Gabbiano, con 123 anziani per ogni 100 giovani ma anche: Malagnino (130) Martignana di Po (137), Ricengo (138), Casaletto di Sopra (144), Cremosano (146), Agnadello (147) e Casaletto Vaprio, con 149 anziani per ogni 100 giovani.
Complessivamente ben 75 dei 113 comuni cremonesi contano almeno 2 anziani per ogni giovane. Tra questi Crema, con un indice di vecchiaia di 251 punti, e Cremona con un’incidenza degli anziani solo di poco inferiore, ossia 247 anziani per ogni 100 giovani. Tra gli altri centri maggiori, quelli con oltre 5 mila abitanti, si registrano valori eccentrici dai 286 anziani per 100 giovani di Pizzighettone ai 167 di Spino d’Adda. Nel mezzo, con indici di vecchiaia decrescenti: Soncino (253), Castelleone (223), Rivolta d’Adda (218), Pandino (210) e Offanengo (201). Indici di vecchiaia relativamente inferiori si registrano a Bagnolo Cremasco (196), Castelverde (194), Casalmaggiore (192) e Soresina, con 177 over 65 per ogni 100 giovani under 15.
Negli scenari demografici definiti dall’Istat, che prevedono l’evoluzione della popolazione, nel 2050 gli anziani over 65 costituiranno quasi un terzo della popolazione residente (32,4%) a fronte dell’11,9% di giovani fino a 14 anni. Tradotto in un ipotetico indice di vecchiaia arriveremmo, nella media provinciale, a 273, ossia 273 anziani per ogni 100 giovani. Uno scenario assai inquietante per tutte le implicazioni sulla vita delle nostre comunità, senza considerare il sistema di welfare e il mercato del lavoro con una riduzione della popolazione attiva (15-64 anni), che scenderebbe sotto il 56% del totale della popolazione (oggi è il 62,7% del totale).
Su una popolazione provinciale prevista di 356.800 persone avremmo 115.724 anziani, 42.406 giovani e meno di 199mila persone considerate come popolazione attiva. Con un invecchiamento della popolazione anche tra gli anziani stessi: oggi dei 91.539 over 65 coloro che hanno più di 75 anni sono già 48.213, oltre la metà del totale degli over 65, mentre gli over 80 sono 28.528.
Nel 2050, nello scenario mediano definito dall’Istat, gli over 75 potrebbero essere 70.629 e, tra questi gli ultraottantenni arriverebbero a quota 46.441. In altri termini il futuro demografico, ci riserva quasi 116 mila persone con oltre 65 anni e, di questi, oltre 46 mila ultraottantenni, ben più numerosi dei soli 42 mila ragazzi con meno di 15 anni. Un mondo nuovo che cambierà il volto delle nostre comunità.
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