Cronaca

La provincia invecchia: anziani il doppio dei giovani. Un bimbo su 4 ha genitori stranieri

L'inverno demografico colpisce duro: dal 2008 a oggi i nuovi nati sono crollati di oltre il 36%, toccando il minimo di 2.208 neonati nel 2025. "Zero nati" a Derovere e Tornata. Cresce l'indice di vecchiaia

Il servizio di CR1
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Culle sempre più vuote e residenti sempre più anziani, in un territorio che riesce a reggere il colpo soprattutto grazie al contributo della popolazione straniera.
È un quadro allarmante quello che vede ritratta la Provincia di Cremona, dove l’inverno demografico continua a farsi sentire con impatti diretti sul mercato del lavoro e sulla tenuta del welfare locale.

Come detto, il dato più preoccupante vede al centro le nascite.
Nel 2025 in provincia sono venuti al mondo soltanto 2.208 bambini, fissando il tasso di natalità a 6,2 nati ogni mille abitanti.
Un calo costante che continua dal picco del 2008, quando i neonati furono oltre 3.400: in meno di vent’anni la provincia ha perso oltre il 36% dei nati.

A livello locale, il primato per numero assoluto va a Cremona con 423 nati, seguita da Crema (185) e Casalmaggiore (115). Ci sono però trenta comuni con meno di cinque nati e due centri — Derovere e Tornata — dove nel 2025 non si è registrato nemmeno un fiocco.

Tra chi sta cercando di aiutare ad invertire la rotta anche A2A, multiutility che ha nel cremonese un territorio prediletto.

“Ci siamo resi conto sin dal 2023 – spiega Mauro Ghilardi, Chief People and Transformation Officer di A2A – che c’è un problema in questo Paese, quello del declino demografico;  abbiamo quindi cercato di dare il nostro contributo. Abbiamo quindi lanciato un piano che prevede aiuti consistenti dal punto di vista sia economico sia di tempo alle nostre famiglie”.

“Giusto per rendere l’idea – aggiunge – se una persona nascesse oggi in una famiglia in A2A, prima dei 18 anni riceverebbe più di 25mila euro in contributi. Speriamo che questo piccolo segnale possa aiutare anche province come quella di Cremona a arrestare un poco questo trend”.

Di pari passo con la denatalità corre l’invecchiamento della popolazione.
Al 1° gennaio 2026 le persone con più di 65 anni erano il 25,8% dei residenti totali, contro l’11,5% di under 15. Solo gli over 75 superano quota 48 mila, contro meno di 41 mila ragazzi.

L’indice di vecchiaia provinciale raggiunge i 223,4 anziani ogni 100 giovani, ben al di sopra della media lombarda.
In alcuni piccoli centri poi il rapporto è estremo: a Voltido e San Martino del Lago si contano oltre cinque anziani per ogni ragazzo.

Le proiezioni Istat al 2050 ipotizzano che gli over 65 rappresenteranno quasi un terzo dell’intera popolazione provinciale, mettendo a dura prova l’organizzazione dei servizi sociali e la popolazione attiva.

In questo scenario, la presenza straniera si conferma una componente determinante per l’equilibrio demografico. Gli stranieri residenti in provincia superano i 46 mila (pari al 13% della popolazione totale), compensando in gran parte il saldo naturale negativo.

Il dato è evidente soprattutto nelle nuove generazioni: il 27,3% dei nati nel 2025 (più di un bambino su quattro) ha genitori stranieri. In comuni come Soresina i nati da genitori stranieri superano il 50% del totale, mentre a Cremona città rappresentano circa il 32%. Una risorsa lavorativa e sociale essenziale per il futuro di una provincia che cambia volto.

Numeri e tendenze che pongono sfide concrete agli amministratori locali e alla pianificazione dei servizi per i prossimi decenni.

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