Un racconto di Mario Manzo
Tiro mancino
Un racconto di Mario Manzo
Studio 8 di Radio Fragolina.
Ore 8:37.
«… Ma lei è sicuro, mago Brago? Con questa preghiera mi passano i balordoni?»
«Se sono sicuro?! E che mi pagano a fare qui a Radio Fragolina, la tua radio dalla sera alla mattina? Il tuo problema non sono i balordoni, ma è il diavolo Ciunto che te li fa venire! Caramella bella, indossa il guanto sinistro che, ricordo, potete acquistare sul sito di Radio Fragolina. Io eviterò i movimenti con la mano per non sprecare energia magica, ma tu *devi*, o il rituale non funzionerà. Ora muovi le dita e ripeti con me: Ciunto l’Emunto-»
«C-Ciunto l’Emunto-»
«-Io al camposanto-»
«Io al-no, è troppo stupido…»
«Ripeti! Io al camposanto-»
«Io al camposanto…»
«Con questo guanto ora ti mando!»
«Con questo guanto… ora ti… mando! Non riesco a credere di aver davvero de-»
«Caramella bella, hai risolto il problema! Richiama tra tre giorni e fammi sapere. E non dimenticare, se ti sono piaciuto, di offrirmi un caffè con una piccola donazione sul sito di Radio Fragolina».
*Mago Brago è il tuo scudo, caramelle… passo e chiudo! *click-tu tu tu*
«Avanti il prossimo! Chi è in linea?»
«Ciao mago Brago, sono Giuliana da Pizzighettone…»
«Mago Brago è il tuo scudo. Dimmi tutto, caramella bella!»
Ore 9:21.
«… Caramellina, le carte parlano chiaro. Lo vedi l’Appeso all’altezza del tropico del Cancro? Matteo ti tradisce!»
«Mago Brago, ma come? È vero che da quando stiamo insieme ho preso quindici chili, ma per il resto-»
«Ma non è colpa tua, caramella bella! È il diavolo Ciunto che ti fa apparire più brutta di quello splendore che sei! Hai già comprato il guanto sinistro? Allora indossalo e ripeti con me…»
Ore 10:34.
“«… Regia, c’è tempo per un’ultima chiamata? Ma sì, mago Brago è il vostro scudo! Chi è in linea?»
«Mago Brago, hai rotto le palle».
La prima cosa a cui pensò il fattucchiero è che il timbro vocale di quest’ultima caramella suonava come se un tizzone ardente fosse in grado di parlare.
«S-scusi?! Come ha detto che si chiama?»
«Sai benissimo chi sono, Brago. Di certo non una delle tue casalinghe annoiate. Mi nomini almeno dieci volte al giorno».
«Ciunto l’Emunto? Ma questo è uno scherzo, caramelle ascoltatrici! Questo è un-»
«Brago, non fare il finto tonto. Hai mai detto alle tue caramelle come ci siamo conosciuti? Lo sanno come passate tu e i tuoi amichetti i sabati sera in golena? Voi, un caprone e due vergini?»
«Caramelline, questo è un tiro mancino, non credet-»
«Tiro mancino! Hai centrato il punto, Brago. Quel pezzo di fango che ti ha insegnato il rituale con la formulina del camposanto e i movimenti delle dita sta ridendo alle tue spalle da mesi. Non devi usare la mano sinistra, ma la destra! Se usi la mano mancina non scacci me, ma mandi la gente da me. All’inizio lo trovavo divertente, ma ora non so più in quale buco infuocato infilare tutti questi disperati, e la Direzione si lamenta. Smettila, hai capito? Altrimenti, te lo prometto, quel guanto te lo infil-»
«Caramelline in ascolto, questo cafone è posseduto da Ciunto! Ora svolgerò il rituale in diretta e scacceremo il demonio. Indosso il guanto, ripetete con me: Ciunto l’Emunto..»
«No, zitto, Brago!»
Cerchio 8° dell’inferno.
ore 66:66.
Brago si risveglia prono, paralizzato. Realizza presto di essere senza braghe. Un tentacolo disegna ghirigori sulla sua natica destra: al tatto, ricorda il tessuto dei suoi famosi guanti. L’appendice striscia dolce verso l’interno coscia. Il mago sobbalza quando una voce che ricorda il crepitare di un tizzone ardente gli sussurra all’orecchio:
«Benvenuto al camposanto, Brago. Mettiamo alla prova il tuo scudo: come ben sai, per i diavoli ogni promessa è debito».
