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Italia Nostra: «Il Pgt non tutela il paesaggio e prevede troppe case»

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Il 15 luglio era stata fissata la chiusura della fase partecipativa pubblica alla redazione della Variante Generale al Pgt, approvato nel 2009 dal Comune di Cremona. Un giorno prima, il vicesindaco Malvezzi, nonché Assessore all’Urbanistica, ha prorogato al 30 settembre il termine per la presentazione delle osservazioni. Associazioni, gruppi e singoli cittadini hanno potuto e potranno ancora inviare i propri contribuiti ad una Variante che – nelle intenzioni dell’amministrazione – ha lo scopo di «accompagnare e mettere in relazione le trasformazioni che si stanno realizzando, alla luce della nuova idea di città che l’Amministrazione ha proposto ai cittadini e che con tenacia e determinazione sta attuando pur nella limitatezza delle risorse economiche a disposizione».

Ebbene, ecco il contributo della sezione cremonese di Italia Nostra, associazione che si occupa della tutela del territorio. E’ una critica a 360° sulla politica di urbanizzazione dell’amministrazione. Italianostra, infatti, si dice «preoccupata per l’involuzione amministrativa che da alcuni anni a questa parte sembra caratterizzare il governo dell’attività urbanistica cittadina». Il documento parte dai dati statistici presenti nei documenti programmatici, elaborati dal Comune nel novembre 2010 e nel febbraio 2011. «Questi documenti sono poveri di informazioni statistiche – denuncia Italianostra -. Sarebbe utile sapere come sia variata la distribuzione della popolazione nel medesimo periodo nei vari quartieri della città. Sarebbe utile sapere quale sia stata, negli ultimi decenni, l’incidenza dell’espansione urbana sulla erosione del terreno agricolo. Inoltre, nessuna informazione viene fornita sulla qualità e quantità del traffico».

Le nuove infrastrutture viabilistiche (l’autostrada Cremona-Mantova, «in realtà Cremona-Calvatone», osserva Italinostra, il “terzo ponte”, la “gronda nord”, cioè il raccordo tra la Castelleonese e il casello di San Felice, la “strada sud”, ossia il completamento della vecchia circonvallazione urbana) sono giudicate «sproporzionate alle risorse disponibili e del tutto esuberanti rispetto alle effettive necessità urbane». La proposta di Italianostra per un intervento di natura infrastrutturale riguarda prioritariamente la tematica dei passaggi a livello, «al cui superamento – fa notare l’Associazione – stranamente non si pensa».

Per quanto riguarda la tutela del paesaggio, Italianostra fa notare la frammentarietà e lacunosità della vincolistica esistente, derivante per la maggior parte dall’applicazione sul territorio comunale della “legge Galasso” (anno 1985). «Tale legge – spiega Italianostra – vincola le sponde dei principali corsi d’acqua, dimenticandone tre: il colatore Riglio, il Naviglio Civico e il colatore Morta. Particolarmente grave risulta la mancata saldatura tra i vincoli concernenti l’area golenale del Po e l’area di S. Sigismondo».

Allarme anche per il consumo di territorio agricolo, realizzato «attraverso l’espansione produttiva (lungo la Castelleonese e nell’area del Canale), la costruzione di nuove strade, la creazione di nuove urbanizzazioni e servizi di dubbia utilità (ad esempio, l’ostello della Gioventù)», e per la politica sui cosiddetti “contenitori”: strutture monumentali, soprattutto nel centro storico, abbandonati o semi-abbandonati. «L’ipotesi di allontanare dal centro cittadino le funzioni dirigenziali pubbliche per dirottarle nei nuovi poli suburbani di via Sesto e di via Mantova – sostiene Italia Nostra, lascia perplessi soprattutto laddove si pensi alla unanimità di consensi che ha finito per raccogliere l’operazione di rinunciare al decentramento degli uffici giudiziari e di avviare nella sede tradizionale (Palazzo Persichelli) l’ampliamento e la riqualificazione».

Infine, particolare attenzione è posta da Italia Nostra alla necessità di semplificare i percorsi urbani, citando a titolo esemplificativo la possibilità di agire su «sottopasso ciclo pedonale alla linea ferroviaria per Codogno, ponticello ciclopedonale sul Morbasco tra via della Luna e via Lugo, sottoportico pedonale per collegare Corso Garibaldi con il parcheggio La Marmora, ponticello ciclopedonale sul Morbasco a sud-ovest del depuratore comunale».

Una richiesta «doverosa di inversione di rotta nella gestione dell’urbanistica cittadina» che Italia Nostra spera possa contribuire al miglioramento della Variante.

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