Cronaca

Si indaga sulle cause della morte del 19enne romeno a Stagno Lombardo

L'ipotesi di un colpo di calore tra le cause della morte del giovane riaccende il dibattito sulla sicurezza nel settore agricolo

Carabinieri e tecnici di Ats nei pressi del campo della tragedia

Una giovane vita tragicamente finita a due chilometri dal Po, nel Comune di Stagno Lombardo. Il romeno di 19 anni era impegnato nella raccolta di pomodori. Il suo giovane cuore lo ha tradito in un’infuocata domenica d’agosto con temperature attorno ai 40 gradi.
Con l’elicottero è stato trasportato all’ospedale di Cremona, ma non c’è stato nulla da fare. Sembra fosse alloggiato a Monticelli d’Ongina, nel piacentino. Ora le indagini, avviate dai carabinieri della compagnia di Casalmaggiore e dai tecnici del Servizio Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro di ATS Valpadana, dovranno accertare quanto accaduto.

Sembra comunque certa la regolarità del rapporto di lavoro. L’autorità giudiziaria potrebbe disporre l’autopsia per chiarire le cause del decesso. Non si esclude un colpo di calore causato da disidratazione o un colpo apoplettico, un ictus legato a un problema cardiaco congenito.
Tante le reazioni.  
Il sindaco di Stagno Lombardo, Roberto Mariani, ha espresso il suo dolore e ha inviato le condoglianze ai familiari.La morte del giovane romeno è un’altra ferita destinata a rimanere aperta”, dice Antonella Forattini, capogruppo PD in Commissione Agricoltura alla Camera.La risposta della ministra del Lavoro Calderone all’audizione delle Commissioni Agricoltura e Lavoro lascia aperti i nodi legati ai decessi in agricoltura. Sul fronte del caldo estremo, la ministra ha richiamato il protocollo nazionale”, dice Forattini, “ma colpisce l’assenza di un sistema di monitoraggio sugli infortuni e sui decessi riconducibili alle ondate di calore”.

Anche in Lombardia c’è un’ordinanza regionale per la tutela dei lavoratori contro il caldo: vieta le attività all’aperto esposte al sole dalle 12.30 alle 16 fino alla 23 settembre. L’allarme per il malore che ha colpito il 19enne romeno è scattato prima delle 16. Saranno le indagini a chiarire se l’ordinanza è stata rispettata. Intanto i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil del settore agricoltura, in un comunicato, scrivono che non si tratta di fatalità: dignità e sicurezza devono venire prima di tutto.  I sindacati confermano che valuteranno tutte le iniziative per tutelare i familiari del lavoratore scomparso, augurandosi che al più presto vengano accertate le responsabilità di una tragedia che poteva e doveva essere evitata, come ci dice Marco Spadari della Fai Cisl: “Esprimiamo il nostro profondo cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia del giovane lavoratore. Siamo di fronte all’ennesima tragedia che colpisce il mondo del lavoro e ci impone una riflessione seria. In agricoltura si lavora spesso in condizioni complicate, difficili, soprattutto nel periodo estivo ed è fondamentale che la salute e la sicurezza delle persone vengano sempre messe al primo posto. Un ragazzo di 19 anni non può perdere la vita mentre lavora, questo deve interrogare tutte istituzioni, imprese e parti sociali affinché la sicurezza resti sempre una priorità concreta e non solo un principio”.

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