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Eleonora Abbagnato all’Arena danza solo due pezzi del GalaE l’omaggio a Stradivari?

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Succede anche nei migliori Gala. Alla fine, il pubblico esce dal teatro dicendo: «però non è che si è proprio sprecato!». Ma queste serate di danza spesso sono così: fior fior di ballerini che salgono sul palco più volte del danzatore protagonista della serata. Così, anche all’Arena Giardino per il Gala Internazionale curato da Daniele Cipriani con Eleonora Abbagnato, all’interno del Festival di Mezza Estate. La bravissima etoile dell’Opera di Parigi ha danzato solo due pezzi, entrambi con il ballerino Hervé Moreau, Rendez-Vouz e la chiusura La Dama delle Camelie. Intense, ma poche apparizioni per una platea che era all’Arena solo per vedere la classe e la grazia di questa stella italiana del balletto.

Un pubblico elegantissimo ha riempito solo la prima parte della tribuna. Prevalentemente femminile, tutto tacchi e vestitini. Signore distinte, ragazzine col portamento da ballerine. La serata si è aperta con le videoproiezioni di Massimo Siccardi, unico elemento di omaggio al grande Maestro Antonio Stradivari. Chiavi di violino su Cremona, il Duomo tra le corde dello strumento ad arco. Sul palco, una custodia aperta di violino e Aran Andrew Bell, dodicenne tutto salti e pirolette, interprete di Petit Pan. A seguire, il passo a due di Maria Iakovleva e Kirill Kurlaev dell’Opera di Vienna nel Pipistrello ideato da Roland Petit, coreografo scomparso pochi giorni fa che scelse la 13enne Eleonora Abbagnato per interpretare Aurora nella sua Bella Addormentata. Un pezzo elegantissimo tra Bella, che ha finalmente imparato a sedurre, e Johann, marito infedele intenzionato a riconquistare la moglie perduta. Le gambe lunghissime di Maria Iakovleva, in una tutina rosa che avrebbe castigato chiunque, disegnavano linee perfette tra le braccia sicure di Kurlaev. Finalmente Eleonora Abbagnato, applaudita appena varcata la quinta per Randez-Vous, una danza di coppia sensuale dai ritmi tangheri che, tra incastri e giri, è culminata con l’uccisione di lui, interpretato da Hervé Moreau. Splendido il pezzo Deja-Vu, coreografia originale e civettuola danzata da Shirley Esseboom e da Persevale Perks, entrambi del Nederlands Dance Theatre. Lei leggerissima, lui possente ma plastico, sulle note di Arvo Part e le coreografie di Hans Van Manen, si sono esibiti con continui cambi di ritmo tra sequenze in sincrono e ricercate figure. Brevissima La morte del Cigno, fugace apparizione senza troppi virtuosismi di Maria Iakovleva nel tutù di piume. Duetto maschile per Le Combat des anges con Hervé Moreau e il talentuoso Mick Zeni, primo ballerino nel corpo di ballo alla Scala di Milano, sostituto di Benjamin Pech infortunato. Ancora un inciso video sul lavoro artigianale per la costruzione del violino perfetto, poi Aran Andrew Bell in gilè e con in testa un cilindro di nuovo nel Pipistrello, un fuoriprogramma di giri e di salti, e Moszkoswski Waltz con Maria Iakovleva e Kirill Kurlaev, coreografia classicissima ma dinamica. Finale per Eleonora Abbagnato nella Dama delle Camelie. L’etoil, in tutù nero e sulle punte, ha ballato il corteggiamento e l’amore consumato con il suo Armando Duval, ancora una volta interpretato da Hervé Moreau. Per chiudere, le immagini dell’Abbagnato in una bottega di liuteria e tra le teche contenenti i gioielli cremonesi nella Sala dei Violini del Comune di Cremona.

Tutto qui. Un’ora e mezza di spettacolo con poca, pochissima danza e tanto, troppo video. Un omaggio a Stradivari che di Stradivari però aveva ben poco, almeno per quanto riguarda il balletto. Pochi spunti coreografici di spessore per dei ballerini di indubbia bravura. Una grandissima Eleonora Abbagnato che non si è spesa molto sul palcoscenico. Solo un mix di cavalli di battaglia totalmente decontestualizzati e scollegati tra loro nel grande contenitore del Gala internazionale. E, abbandonando l’Arena, quella sensazione: si poteva fare di più.

Greta Filippini

Foto Francesco Sessa (fotofrancescosessa.xoom.it)

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