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Mostro di Oslo, caccia ai complici Più sicurezza per Tamoil e Caorso?

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Le autorità norvegesi stanno approfondendo la vicenda. Anders Behring Breivik, il 32enne di Oslo arrestato per i due attentati nel paese scandinavo, afferma di aver fatto tutto da solo. Ma molti sono i risvolti da chiarire e gli investigatori sono alla ricerca di possibili complici. Resta da verificare se si tratta del gesto isolato di un folle o se ci sia un’organizzazione più estesa. Nel manuale di 1500 pagine del 32enne vicino all’estrema destra (nella foto) e nei messaggi contenuti (tutto è stato da lui diffuso via internet), oltre a sentimenti anti-islamici, anti-marxisti e anti-multiculturali, anche deliranti progetti di attentati e sabotaggi in Europa e in Italia con cellule indipendenti. Nel documento compaiono la Tamoil di Cremona e la centrale nucleare di Caorso (leggi l’articolo). Come prevedibile l’attenzione è alta.

Dalla prefettura fanno sapere di non aver ricevuto note ufficiali sui possibili pericoli a livello locale, ma ovviamente il livello stesso di attenzione, come avviene in questi casi, è salito. Nessun particolare provvedimento di sicurezza tuttavia. Rischi fondati al momento non ce ne sarebbero. Sulla qualità dei sistemi di sicurezza dell’impianto nucleare di Caorso è convinto il sindaco del paese, Fabio Callori: non c’è bisogno di interventi, con la partenza delle barre per la Francia per il riprocessamento sono rimasti solo i fusti con materiali a bassa radioattività (guanti e camici, ad esempio) e pertanto il danno sarebbe minore, cosa allontanerebbe Caorso dalle mire di terroristi. “Nel nostro caso – afferma il primo cittadino – stiamo usando tutte le misure precauzionali necessarie. C’è da dire, comunque, che quando si sentono queste cose l’attenzione non può che aumentare”.

Michele Ferro

 

 

 

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