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L’Ascom: «I saldi in città hanno tenuto meno bene, invece, i bilanci fuori»

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Alla luce dei dati negativi pubblicati dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza, Alessandro Bandera, presidente del Gruppo Federmoda di Cremona (Ascom), ha tratteggiato per la nostra città una situazione in netta controtendenza.

«Trascorso il primo mese dei saldi, arrivato agosto che si contraddistingue per le città che si svuotano, è possibile tracciare un primo bilancio delle vendite e elaborare una stima dell’andamento nel nostro territorio. Emergono risultati in chiaroscuro. I negozianti della città sono soddisfatti, meno bene è andata altrove dove sembra confermata la tendenza nazionale al ribasso. Su una sola cosa sono tutti concordi: il primo week end ha portato a un buon volume d’affari. Un inizio positivo che poi solo a Cremona è stato confermato. Qui il trend si è mantenuto su discreti livelli e si è evitato il crollo che ha accompagnato le vendite promozionali in tanti comuni, dal cremasco fino al casalasco. Il quadro che emerge dai primi giorni di saldi estivi è quello di una lieve ripresa rispetto ad un 2010 molto negativo, anche se solo a Cremona la crescita appare sufficiente. Il comparto, almeno all’ombra del Torrazzo, ha retto, anche se continua la stagnazione dei consumi.
Poi l’indagine si fa più approfondita e riduce, di fatto, il divario dei territori. Perché Cremona ha sofferto di più nei primi mesi dell’anno. Qui le vendite sono crollate. I saldi hanno semplicemente riequilibrato, almeno in parte, la situazione.
Anche se, in un quadro economico sofferente, non ci si poteva attendere certo una stagione di saldi particolarmente effervescente ma almeno era auspicabile che, ovunque e non solo in città, si realizzasse una sostanziale tenuta rispetto ai ricavi dello scorso anno. Va ricordato il tanto lavoro fatto da Ascom e dai negozianti per incrementare le vendite. Ricordo il successo del progetto Saldi Chiari che vede il gruppo moda a fianco delle associazioni dei consumatori per garantire i clienti. “I consumatori – spiega -sono attenti ed interessati, sanno riconoscere la qualità e hanno le idee chiare circa il prodotto desiderato. Non è solo il prezzo, a fare la differenza ma devono essere garantite anche la bontà del prodotto e la riconoscibilità del marchio. E, inoltre, deve esserci la massima trasparenza sul ribasso e sulla vera convenienza dell’acquisto”.
Non ha prodotto invece risultati omogenei l’organizzazione delle serate di shopping sotto le stelle che ormai numerosissime vengono programmate ad animare l’estate. Per quanto riguarda Cremona i “giovedì sera” rappresentano, senza dubbio, dei picchi nelle vendite. Ma, altrove, in provincia, lo shopping sotto le stelle è riuscito a sostenere i consumi».

Alessandro Bandera

 

 

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