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TALENTI CREMONESI ALL’ESTERO (11) Andrea Ishii, tra Giappone e Australia «Tornerei per famiglia e amici, ma qui la qualità di vita è superiore»

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Cina, Germania, Stati Uniti, Europa e ora Australia, una delle mete che in questi anni attira sempre più giovani provenienti da tutto il mondo. Andrea Reisuke Ishii, 28 anni, mamma cremonese e papà giapponese, vive qui, a Melbourne, e lavora per una importante azienda italiana nel comparto asiatico-pacifico. Un altro interessante contributo alla rubrica Talenti cremonesi all’estero. Persone diverse, paesi diversi, lavori diversi, ma un’unica sensazione, a metà tra la spinta al cambiamento e la necessità di tornare alle origini.

Non è difficile entrare in Australia: il visto da turista o quello Working Holiday  (che permette di stare nelle terra dei canguri per 12 mesi e lavorare per mantenere il proprio soggiorno) si ottengono su internet nel giro di 48 ore. Stabilirsi in Australia, invece, è un po’ più complesso: per lavorare in pianta stabile serve la sponsorizzazione, una certificazione richiesta dall’azienda solo per lavori altamente specializzati che rientrano in un elenco stilato dal Governo. Un sistema complesso di permessi a tempo che, alla fine, però può dare indubbie soddisfazioni professionali. E’ il caso di Andrea Reisuke Ishii, 28 anni, nato a Cremona da mamma cremonese e papà giapponese, ha lasciato Cremona ormai sei anni fa. «Ho lasciato Cremona per andare in Giappone. Essendo italo-giapponese e avendo sempre vissuto in Italia ho deciso di andare a scoprire e e sviluppare la metà orientale che è in me. Tutto è iniziato quasi per gioco, ancora non mi rendo conto di questo grande cambiamento. Ho la sensazione che il tempo si sia fermato, ma in realtà sono passati 6 anni e quando ci penso la cosa mi spaventa un po’». Sei anni fa il trasferimento in Giappone, poi la scelta di andare “down under” per cercare di costruirsi un futuro in terra australiana. Un inizio caratterizzato da tanti sacrifici economici e professionali con la spada di Damocle del rinnovamento continuo del visto, un finale più che soddisfacente con l’ingresso nell’azienda San Pellegrino come supply chain coordinator Asia-Pacific. «La vita nel quotidiano è cambiata totalmente – racconta -. In Giappone più frenetica e stressante, in Australia adesso è più attiva, rilassante e a misura d’uomo. Sono molto contento di tutte le scelte che ho fatto, soprattutto di aver lasciato il Giappone per venire in Australia».
Il capitolo su Cremona è in chiaro scuro. «A me Cremona è sempre piaciuta da impazzire – dice Andrea – e non ho mai sentito il bisogno di andare via per cercare qualcosa di nuovo. Avendo vissuto in altri stati, completamente diversi, ho però iniziato a riconoscerne anche alcuni limiti. Complessivamente è la mia città preferita: quando si è via si capisce che ci sono cose insostituibili del proprio paese. Posti e amici conosciuti all’estero possono diventare parte della “lista dei migliori”, ma non saranno mai paragonabili a quelli di Cremona. Tornerei a vivere nella mia città per stare con mia mamma, mio papà, mia sorella e con gli amici perché mi mancano tutti incredibilmente. Però farei molta fatica: lo stile e la qualità di vita che ci sono in Australia sono mille volte superiori e qui la politica lavora ancora per i cittadini, non il contrario». E nell’ipotesi di non essere mai partito? «Se fossi rimasto a Cremona sarei stato felice comunque, ma avrei rimpianto per tutta la vita il fatto di avere gia 28 anni e non essere diventato italo-giapponese come lo sono ora».

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