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“Giù le mani dall’A21” Monito degli azionisti all’Anas sul rinnovo della concessione

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Garantire efficienza nella gestione dell’autostrada A21; rispettare il principio della concorrenza nell’affidamento delle concessioni autostradali; permettere la realizzazione di importanti opere pubbliche senza l’utilizzo di fondi statali. E’ questo l’appello compatto lanciato al Governo dai territori di Brescia, Cremona e Piacenza, decisi a dare battaglia per assicurare rappresentanza alle comunità locali, servizi adeguati e costi contenuti ai cittadini. In sintesi, continuare la sfida affrontata con successo da Centro Padane, società che, in quarant’anni di gestione, ha dato prova di essere un ottimo partner. I punti di forza: bilancio solido, impiego delle più moderne tecnologie e innovazione costante. Con una marcia in più: l’ascolto dei territori di Brescia, Cremona e Piacenza per dare ai cittadini le opere pubbliche migliori in un’ottica di sviluppo, crescita economica e industriale.

Mentre si avvicina la scadenza della concessione (fine settembre), i rappresentanti delle istituzioni azioniste di Centro Padane si appellano al Governo e rilanciano sul futuro dell’autostrada.

Con lo scopo di ottenere chiarezza, il presidente della Provincia di Cremona Massimiliano Salini ha organizzato un vertice con tutti gli attori coinvolti. L’incontro si è svolto questa mattina presso la sede dell’Amministrazione provinciale di Cremona. Erano presenti Massimiliano Salini (presidente Provincia di Cremona), Oreste Perri (sindaco di Cremona), Giandomenico Auricchio (CCIAA di Cremona), Massimo Trespidi (presidente Provincia di Piacenza, e in rappresentanza della CCIAA di Piacenza), Francesco Bettoni (CCIAA di Brescia), Stefano Dotti (per la Provincia di Brescia), Giuliana Pezzi (per il Comune di Brescia), il presidente di Autostrade Centro Padane Augusto Galli e i vicepresidenti Vigilio Bettinsoli, Mauro Parolini e Alberto Sciumè.

Obiettivo del vertice: discutere e condividere il documento-appello, sottoscritto da tutti i soci istituzionali di Autostrade Centropadane, destinato al presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, al sottosegretario Gianni Letta, ai ministri Giulio Tremonti e Altero Matteoli, e al presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni.

L’appello al Governo è quello di intervenire il prima possibile affinché siano evitate soluzioni che “sottraggano l’affidamento della gestione autostradale – si legge nel documento – ad un reale confronto competitivo”, che si attiverebbe se venisse invece accolta la proposta di Centro Padane. Quest’ultima si è mossa già nel mese di giugno presentando “direttamente all’Anas (…) una proposta di affidamento in concessione della gestione dell’autostrada A21 Piacenza-Cremona-Brescia” che, dal punto di vista tecnico, prevede “una concessione di servizi in Project Financing”. Il confronto competitivo, i sottoscrittori del documento, sarebbe un’occasione unica per “misurarsi con il mercato, mettere a frutto un’esperienza pluridecennale di eccellenza nel settore” per sicurezza, innovazione e grande impiego di tecnologie avanzate ed “implementare ulteriormente i propri standard gestionali”.

Secondo la Finanziaria 2010, entro marzo 2010 Anas avrebbe dovuto avviare le procedure di evidenza pubblica per la designazione di nuovi concessionari delle tratte autostradali in scadenza a fine 2014. Tra queste il tratto oggi affidato a Centro Padane. Il termine è trascorso ma Anas non ha preso iniziative, se non la richiesta, alla stessa Centro Padane, di proseguire nella gestione a partire dal 1 ottobre.

La richiesta degli enti azionisti di Centro Padane è chiara: uscire con urgenza da questa situazione di stallo, perché “atteggiamenti ulteriormente dilatori da parte dell’Ente concedente – scrivono le istituzioni – o, peggio ancora, soluzioni che comportino un’acquisizione diretta della gestione, come in talune occasioni prospettato, determinerebbero un grave danno non solo per la nostra partecipata (…) ma anche per tutti gli enti e le istituzioni che sono divenuti azionisti di Centro Padane proprio per promuovere la valorizzazione delle proprie comunità e dei territori di riferimento”.

 

 

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