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Zanibelli (Udc): «Se in trent’anni la Strada Sud non è stata fatta un motivo ci sarà»

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La Strada Sud continua a far discutere i politici cremonesi. In attesa che anche il Consiglio Comunale affronti l’argomento, il capogruppo Udc Zanibelli scrive un intervento. «L’UDC considera il progetto strada sud non prioritario, una posizione che ancor prima di essere critica nel merito, ci sembra essere una posizione di responsabilità, che chiede agli amministratori di avere il coraggio di rinunciare a progetti annunciati a fronte di un contesto sociale ed economico profondamente mutato e con la prospettiva che, quando e se si uscirà dal vortice della crisi in corso, comunque non sarà né meglio né come prima della crisi».

Caro Direttore,
Se la strada Sud da trent’anni è presente nei piani regolatori delle amministrazioni che si sono avvicendate, e ancora oggi non è realizzata un motivo ci sarà? Se oggi a fronte di un progetto che appare avanzare con più determinazione sorgono comitati spontanei del si e del no che raccolgono migliaia di firme significherà che su questo progetto le valutazioni ed i pareri possono essere diversi? Poiché i pareri dei cittadini e l’ascolto sono fondamentali, ma il dovere e la responsabilità delle scelte sono di chi amministra, come UDC ci è sembrato giusto metter un freno alla fregola decisionale dell’Assesore all’urbanistica e della giunta e chiedere che il progetto strada sud venga considerato non prioritario e fattibile solo a vale di tutta una serie di approfondimenti che ad oggi non sono disponibili.
Le ragioni sono molteplici e anzitutto partono da una constatazione ineludibile: trattasi di un’opera di grande impatto economico, che ridisegna la struttura viabilistica ed urbanistica della città, e che pertanto non può nascere come progetto fine a se stesso ma se ne deve vedere la congruenza e la consistenza con un piano del territorio(PGT) che è in fase di studio. Un nuovo PGT deve eventualmente comprendere delle infrastrutture, le compensazioni che ne derivano, la coerenza con un disegno di sviluppo della città nel medio lungo termine e non può nascere già condizionato dai vincoli di una struttura importante come la strada sud.
Vi sono poi gli impatti ambientali su una zona protetta, come pure la necessità di definire vincoli precisi alla lottizzazione dei terreni tra via Giordano e la nuova arteria.
Necessitano ulteriori approfondimenti sull’inquinamento atmosferico, come pure sulla tipologia del traffico attuale per capire in che misura la nuova strada allegerirà effettivamente via giordano.
Vi è la necessità piuttosto di interventi urgenti sul tratto via del sale piazza Cadorna che rappresenta il vero collo di bottiglia all’origine dei picchi di traffico.
Serve inoltre avere un’idea certa dell fattibilità dell’intero progetto, perché va ricordato che quello di cui si parla oggi è un primo troncone, che rischia fortemente di rappresentare una incompiuta non funzionale a ciò che eventualmente dovrebbe servire.
Non va infine trascurato l’impegno economico, già di per sé oneroso per il comune e sicuramente non sostenibile in assenza di un finanziamento di Centropadane, non ancora accordato.
Già queste argomentazioni dovrebbero bastare per rimandare la decisione sulla fattibilità, una volta terminato il processo di approfondimento sulle questioni ancora aperte.
Va infine aggiunto che in un momento di crisi economica, aggravato dalle due recenti manovre finanziarie, sia a carico delle casse del Comune, sia a carico dei cittadini, vi è la necessità di fissare delle priorità sia nell’ambito stretto degli investimenti in opere pubbliche, sia, più in generale sulla allocazione delle risorse.
Per quanto riguarda il piano opere pubbliche penso sia largamente condiviso – e lo stesso Sindaco si è più volte espresso in tal senso – che le priorità sono la sistemazione di via Dante per mettere in sicurezza, completare e abbellire la nuova viabilità a senso unico, confermata scelta valida anche ai fini della riduzione degli incidenti (anche se in contrasto con il programma elettorale del Sindaco che prevedeva il ripristino del doppio senso di marcia), la realizzazione di una via di fuga dietro la stazione per alleggerire via Dante e viale T.Trieste del traffico pesante dei pulmann extraurbani, gli interventi per la soppressione dei passaggi a livello. La strada sud, se deve venire,  viene dopo.
Per quanto riguarda più in generale la allocazione delle risorse, ci chiediamo se prima di affrontare un impegno economico di questa rilevanza, non sia il caso di dare priorità alle risorse per favorire la crescita e lo sviluppo di attività ecomiche che diano prospettive occupazionali, agli interventi per far fronte alla disoccupazione, gli aiuti alle famiglie in difficoltà, alle agevolazioni per la casa, ai sussidi per i giovani in cerca di occupazione.
Queste sono le ragioni per cui l’UDC considera il progetto strada sud non prioritario, una posizione che ancor prima di essere critica nel merito, ci sembra essere una posizione di responsabilità, che chiede agli amministratori di avere il coraggio di rinunciare a progetti annunciati a fronte di un contesto sociale ed economico profondamente mutato e con la prospettiva che, quando e se si uscirà dal vortice della crisi in corso, comunque non sarà né meglio né come prima della crisi.

Angelo Zanibelli
Capogruppo UDC

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