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I corsi tornano ai cremonesi Con pietre e granito, addio all’asfalto su Vittorio Emanuele e Matteotti

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Inaugurati i corsi Vittorio Emanuele e Matteotti, dopo i lavori di riqualificazione e pavimentazione. Tanti i cremonesi che hanno partecipato all’evento, coinvolti dalla banda itinerante, dalle ballerine della scuola Teatrodanza e da sei abili trampolieri. Un corteo vivace e colorato che ha sfilato per le vie del centro. Sul palco le autorità: il vicesindaco Malvezzi, l’assessore Zanibelli, il vicepresidente provinciale Lena, il Prefetto e, alla postazione di corso Matteotti, il sindaco Oreste Perri. Ecco la relazione conclusiva dei lavori.

Sono stati ultimati i lavori di rifacimento reti e di riqualificazione delle sedi stradali di corso Vittorio Emanuele II e corso Giacomo Matteotti. La tipologia di pavimentazione adottata è idonea sia al traffico veicolare che pedonale e costituisce un indubbio miglioramento, considerato che prima dell’intervento i due corsi, che storicamente consentivano l’accesso alla città da Mantova e da Piacenza, presentavano una pavimentazione in asfalto. Per quanto riguarda i materiali scelti, sono stati privilegiati materiali già presenti a Cremona, quali il granito e la pietra di Luserna, ma comunque ancora reperibili sul mercato, così da assicurare manutenzioni e sostituzioni.

Trattandosi di strade aperte al traffico veicolare, per garantire la durata nel tempo degli interventi realizzati, la stuccatura delle fughe è stata eseguita con resina che, essendo un materiale naturalmente elastico, risulta in grado di sostenere le sollecitazioni alle quali è soggetta la pavimentazione. Per consentire la formazione della pavimentazione in pietra, senza procedere alla formazione di pavimentazione provvisoria in asfalto per consentire l’assestamento del riempimento, è stato realizzato da professionista incaricato uno studio sui sottofondi.

Nello studio sono state prese in considerazione cinque tipologie di sottofondo: da questa analisi è emerso che la formazione di un sottofondo di cm 30 in mista cementata, garantisce idonei valori di portanza, anche se sottoposta al transito di veicoli pesanti. Tale soluzione rappresenta una valida alternativa alla classica soletta in cemento armato che, al contrario, costituisce un ostacolo in caso di fughe di gas, in quanto tendono a disperdersi nel terreno anziché arrivare in superficie.

Per quanto riguarda la pavimentazione, sono state realizzate delle piazzette in granito S. Fidelino di recupero in corrispondenza degli incroci, mentre la pavimentazione della sede stradale è stata realizzata con cubetti di Luserna cm 14/14, posati a 45°. Le piazzette sono delimitate da chiavi di granito Montorfano, sempre di recupero.

Trattandosi in buona parte di materiale di recupero, presente nel magazzino comunale, le dimensioni del materiale utilizzato sono variabili: per il S. Fidelino le lastre misurano cm 35÷45×60÷70, mentre le chiavi in Montorfano misurano cm 47÷50×60÷100.

Per quanto riguarda i marciapiedi, sono stati mantenuti gli esistenti, in lastre di granito Montorfano, già presenti a Cremona sin dalla seconda metà del 1800 e caratteristici della gerarchia delle strade adottata a quel tempo (strade con pavimentazione in lusso).

Considerato il grande valore del materiale utilizzato, sui marciapiedi si è proceduto semplicemente alla rimessa in quota delle lastre, mediante l’ausilio di ventose applicate a mezzo meccanico.

Per quanto riguarda la pavimentazione, sono state realizzate due piazzette interamente in granito, una nel tratto antistante il Teatro Ponchielli ed una all’incrocio con via Ponchielli, con lastre delle dimensioni di cm 30÷40×60÷70. Anche in questo caso, la pavimentazione della sede stradale è stata realizzata con cubetti di Luserna cm 14/14, posati a 45°.  La zona a parcheggio fronte palazzo Ala Ponzone è stata pavimentata con cubetti di Luserna cm 8/10 posati a ventaglio. Per separare le due tipologie di pavimentazione è stata posata una “fascia” in lastre di granito Montorfano cm 50×100. Anche in corso Vittorio Emanuele II i marciapiedi non sono stati modificati e si è proceduto alla semplice rimessa in quota delle in lastre di granito Montorfano.

Le nuove illuminazioni di corso Vittorio Emanuele e corso Matteotti sono state progettate coerentemente con le indicazioni contenute nel Piano dell’Illuminazione e recentemente adottato dall’Amministrazione Comunale e si integrano con gli interventi già realizzati ed in corso di ultimazione sulle principali arterie viabilistiche di penetrazione al centro città.

Per garantire la giusta valorizzazione formale e percettiva notturna degli spazi illuminati e mettere in risalto le caratteristiche delle nuove pavimentazioni, sono state impiegate sorgenti luminose a luce bianca a ioduri metallici, aventi temperatura di colore calda (circa 3000°K), ed elevata resa cromatica. Questo tipo di luce oltre a valorizzare al meglio il contesto notturno cittadino, grazie ad una maggiore luminosità percepita, rende la nostra città maggiormente sicura, invitando i cittadini a vivere questi ambienti anche durante la ore serali.

I nuovi impianti d’illuminazione privilegiano aspetti quali l’impatto ambientale ed il risparmio energetico, che grazie all’impiego delle più recenti e migliori tecnologie disponibili, viene conseguito in termini e quote importanti. Basti sapere che i nuovi impianti d’illuminazione di Corso Vittorio Emanuele e Corso Matteotti, pur garantendo superiori livelli d’illuminamento rispetto ai precedenti, conseguono rispettivamente un risparmio energetico di oltre il 60% ed il 50%; ciò grazie anche ad un sistema elettronico di controllo della luce, che riduce gli sprechi di energia durante le fasce orarie di minore fruizione degli spazi pubblici.

Gli apparecchi illuminanti impiegati sono identici come forma a quelli già posati sui principali assi viabilistici di penetrazione al centro storico (corso Garibaldi, corso Mazzini, corso Campi), in modo da armonizzarsi con l’arredo urbano esistente.

Per quanto riguarda l’illuminazione esterna del Teatro Ponchielli sono in corso i lavori di restauro delle lanterne storiche, che saranno a breve restituite alla cittadinanza completamente rinnovate ed ammodernate nella parte tecnologica, inserendo sorgenti luminose in grado di fornire luce brillante di alta qualità, in grado enfatizzare il colonnato della struttura.

AEM insieme all’Amministrazione stanno inoltre progettando di valorizzare mediante impianti d’illuminazione appositamente dedicati, le evidenze architettoniche più significative presenti sui due corsi, ovvero il Teatro Ponchielli, il Palazzo Ala Ponzone ed il Palazzo Fodri, a costituire un percorso di caratterizzazione e valorizzazione notturna del centro storico di Cremona.

Gli interventi eseguiti sull’illuminazione pubblica ma non solo, indicano chiaramente la strada che l’Amministrazione vuole percorrere nell’incrementare la sicurezza e la qualità della vita cittadina con attenzione al rispetto per l’ambiente. Altri interventi in tal senso sono in corso ad esempio sugli impianti semaforici, dove l’introduzione della tecnologia Led permette risparmi dell’ordine dell’80%. Con la tecnologia a stato solido, si stanno realizzando a Cremona anche alcuni impianti d’illuminazione pubblica, soprattutto nelle vie di scorrimento dove questa tecnologia stà dimostrando buone prestazioni gestionali.

Cremona riceverà a breve il riconoscimento Award Ecohitech, premio dedicato alle pubbliche amministrazioni che hanno investito in tecnologie eco-sostenibili, in ragione dei risultati e del forte impegno messo in campo nel miglioramento dell’illuminazione pubblica urbana.

 

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  • VIE DEI FORI IMPERIALI

    Da Roma la Marcegaglia, presidente degli industriali: Berlusconi vattene, non ci hai dato abbastanza.
    Fanno eco da Cremona i commercianti: la Giunta non ci ha dato niente.
    L’ultimo niente, dal parcheggissimo del Foro Boario al Duomo, da Porta Po a piazza Stradivari, passeggiate di cinque minuti sui corsi abbelliti coi soldi di tutti i cittadini, ai lati negozi d’ogni tipo: a voi renderli interessanti.

    Cremona 23 09 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • AI VIALI, AI VIALI

    Alla seconda inaugurazione, davanti al Fodri, arriva trafelato Oreste e prende la parola ma, più di ciò che dice, cattura l’attenzione che indossi visibilmente tutte e tre le fasce, sembra dietro consiglio di Misuracalzini: così nessuno te le prende a prestito e la gente lo vede.
    Per il resto, stupore che sia Malvezzi che Zanibelli diano la parola a Quattrocognomi presentandolo come il prefetto anziché Sua Eccellenza, che infiora il pistolotto di circostanza coi soliti 22 avverbi ogni 50 parole, come gli aggettivi di Zanolli in cronaca enogastronomica, insomma, pesci vivi serviti in tavola a temperatura ambiente a parte, ma di fronte alla bellezza delle due pavimentazioni non vorrei che ci perdessimo nelle minutaglie, cari lettori, questa benedetta maggioranza, per essere perfetta, non dovrebbe mai aprire bocca, perché riesce, anche con una particolare tipologia di matrimoni, a far passare in secondo piano le meravigliose realizzazioni, a dimostrare che nella vita quotidiana le parole malposte son peggio delle bombe.
    Avrà aiutato Arvedi coi soldi e la presenza, e soprattutto Bodini e Corada iniziando il buco, ma Piazza Arvedi oggi non è più il brutto anatroccolo e lascia presagire un gran futuro all’orrido Palazzo dell’Arte (dio mio), Tamoil ha cessato d’essere il cavallo di Troia, anche se tra un po’ ci lasceremo scippare il merito da Pizzetti, i conti sono a posto e Nolli anche se dissidente non è un compagno, i parcheggi ci sono ormai in ogni angolo, le zanzare son quasi sparite etc etc , perché dobbiamo dare un’immagine del contrario scegliendo con cura le parole?

    Cremona 25 09 2011 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • bruno

    La pavimentazione a lastre o cubetti, col tempo, causa smottamenti del terreno, tende a sconnettersi e, con l’uso, tende a lisciare la superficie. E’ compatibile questa pavimentazione con il traffico veicolare? Oppure si vuole inglobare le vie interessate nella Z.T.L.?