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Ennesima forzatura della Provincia sull'acqua: i presidenti delle 'sette sorelle' non si sono pronunciati sul tipo di società

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Ennesima forzatura dell’amministrazione provinciale sulla vicenda dell’acqua. I presidenti delle società che gestiscono il servizio idrico nel cremonese (le ‘sette sorelle’) non si sono pronunciati a favore della società mista, come invece è emerso dalla nota stampa inviata dalla ieri dall’ufficio comunicazione della Provincia. I presidenti delle società si sono anzi espressi sulla necessità di dare vita ad un unico soggetto gestionale pubblico nell’immediato. Starà poi ai sindaci del cremonese scegliere se aprire al privato o meno.
Il clamoroso retroscena è emerso oggi, a 24 ore dall’incontro convocato dal presidente Salini con i presidenti delle ‘sette sorelle’. L’incontro si è tenuto ieri pomeriggio e poco dopo il termine dell’abboccamento l’ufficio stampa dell’amministrazione ha inviato la sua nota stampa. Questo il passaggio saliente del documento di Corso Vittorio Emanuele: “I presenti hanno innanzitutto concordato sul fatto che conservare il patrimonio di competenze ed esperienze relative agli attuali gestori territoriali significa di per sé avallare la scelta dell’Ufficio d’Ambito di costituzione di un soggetto giuridico misto, a prevalenza di capitale pubblico, in quanto soluzioni diverse pregiudicherebbero proprio la possibilità per le aziende di continuare ad essere coinvolte direttamente nella gestione dell’acqua”.
Approfondimenti odierni con i partecipanti all’incontro hanno decisamente ridimensionato il passaggio. Conferma indirettamente Franco Albertoni, presidente di Aem Spa: “Non ci siamo pronunciati sul tipo di modello societario (pubblico o privato; ndr). Non l’abbiamo fatto semplicemente perché non siamo tenuti a farlo, non compete a noi decidere il tipo di soggetto. Quel tipo di decisione spetta ai sindaci”.
Nel corso dell’incontro, aggiunge Albertoni, “si è deciso, per quanto riguarda l’immediato, di lavorare per costituire un unico soggetto gestionale pubblico mettendo assieme i rami gestionali delle aziende, così da costituire lo schema di gestione pubblica o l’ossatura di una società gestionale privata se sarà questa la scelta”.
La costituzione  di una società pubblica unica, conclude Albertoni, “è l’obiettivo da perseguire nell’immediato. Per il resto non abbiamo espresso giudizi di merito su forme societarie perché non non spetta a noi farlo”.

 

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