Cronaca
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Giornata della memoria, a Cremona il ricordo degli 800 ebrei nelle ex caserme scampati ad Auschwitz

http://www.youtube.com/watch?v=VAilI5dECj8

E’ il giorno della Memoria. Si ricorda la Shoah, il genocidio scientifico con cui si sono sterminati sei milioni di ebrei, giovani, vecchi, donne, bambini. Treblinka, Buchenwald, Auschwitz, Birkenau, Dachau, Mauthausen, Sobybor. Nomi tremendi che ricordano l’olocausto.

Qualcuno si salvò dai campi di sterminio. In fuga dall’orrore, dopo il ’45, ottocento ebrei polacchi, ucraini e ungheresi arrivarono a Cremona. Stipati su camion della Croce Rossa furono ospitati nell’ex caserma Sagramoso (antico monastero del Corpus Domini), nella caserma Pagliari (già monastero di San Benedetto) e nella La Marmora dove si trova adesso il parcheggio di via Villa Glori. Arrivavano quasi tutti da Auschwitz.

Erano famiglie, uomini, donne, bambini. Finalmente liberi, lontani da quell’orrore che avevano visto, sentito, vissuto. Lontani dello sterminio e dalle camere a gas. Nelle caserme cremonesi si fermarono tre anni., fino al 1948 quando venne fondato lo stato d’Israele e diversi se ne andarono in Grecia per imbarcarsi verso la terra promessa delle scritture. Altri scelsero gli Stati Uniti.

Cremona li accolse con calore. Dentro al campo gli ebrei si organizzarono per una vita difficile ma la più dignitosa possibile. Dentro le camerate le famiglie vivevano divise solo da alcune tende. Ma funzionavano le scuole, i servizi, una mensa con buoni cibo che garantivano pasti caldi e sufficienti dopo tanto penare, una infermeria-ospedale, persino una palestra dove ritemprare il corpo.

A Cremona si trovarono bene, tanto è vero che sui giornali dell’epoca si legge che quando lasciarono la città, in segno di ringraziamento vollero sfilare sul corso salutando i cremonesi.

Siamo tornati nelle ex caserme che ospitarono gli ebrei. Restano il ricordo e alcune scritte in ebraico: Bet-sefer che significa scuola, bet-serfer ‘al shem Ch.N.Bialik , un’altra scuola dedicata al poeta ebreo Bialik, Friseur, barbiere scritto in polacco e in yiddish e sport club, la palestra.

 

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