Un commento

Banca Cremonese e Credito Cooperativo di Creta, Cremona e Piacenza si fondono per dare vita a una 'superbanca'

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Da sinistra: Giovanni Nani, Antonio Davò, Paolo Innocenti

Nelle immagini, la conferenza stampa (foto Francesco Sessa)

Asse bancario tra Cremona e Piacenza per dare vita ad un istituto di credito che si estende da Cremona a Piacenza a Parma toccando marginalmente anche le province di Brescia e Pavia. Queste le finalità del progetto di fusione tra Banca Cremonese e Banca di Credito Cooperativo di Creta, progetto approvato dai rispettivi consigli di amministrazione e presentato oggi alla stampa.
Obiettivo, ha riassunto il direttore generale di Banca Cremonese Paolo Innocenti, è la costituzione di una  “banca solida, con un patrimonio di vigilanza di 115 milioni di euro (total capital ratio 14,36%), una compagine sociale di oltre 6.800 soci, 215 dipendenti e 31 filiali distribuite in cinque province (Cremona, Piacenza, Parma, Brescia, Pavia). Le masse intermediate passeranno a 875 milioni di euro di raccolta diretta ed 866 milioni di impieghi che permetteranno di mantenere una eccellente capacità di self funding”.
Tecnicamente l’operazione si configura come una fusione per incorporazione della BCC di Creta in Banca Cremonese, anche se questo non andrebbe a pregiudicare l’autonomia del Credito Cooperativo Piacentino nella sua area di competenza ed il rispetto del marchio storico della Banca che vanta una tradizione ultra centenaria ed un forte radicamento territoriale.
I tempi dell’operazione non saranno però brevi. Diverse sono le tappe obbligate da percorrere e la decisione finale spetterà ai soci delle due BCC che dovranno dare il loro assenso all’operazione nell’ambito di una assemblea straordinaria. In lineari massima, il progetto potrebbe andare in porto dopo l’estate.
La proposta di fusione, partita dalla BCC di Creta, ha raccolto il favore di Banca Cremonese che con l’operazione rafforza la propria presenza in territorio piacentino ad oggi presidiato con due sole filiali. Si tratta di una svolta nella propria strategia territoriale che non considerava come prioritaria la valutazione di possibili aggregazioni bensì mirava nell’immediato ad un consolidamento nelle nuove aree di insediamento dopo l’apertura nel 2011 delle filiali di Parma e Casalmaggiore.
“Stavamo valutando da tempo diverse ipotesi di aggregazione – ha detto in proposito il presidente della BCC di Creta Giovanni Nani – con l’obiettivo di rafforzare la nostra struttura cooperativa senza tuttavia derogare al mantenimento della rappresentatività della banca e del territorio all’interno di nuovi assetti societari e soprattutto alla tutela del personale. In Banca Cremonese abbiamo trovato da subito una piena sintonia di valori e approccio al territorio e siamo soddisfatti dei termini dell’accordo raggiunto. Ora naturalmente la parola passa ai Soci”.
“Siamo pronti ad accogliere la BCC di Creta – ha fatto eco il presidente di Banca Cremonese Antonio Davò -. Insieme daremo vita ad una nuova Banca nella quale potranno convivere comunità e territori molto affini, accomunati dagli stessi valori – quelli del Credito Cooperativo – con l’obiettivo di portare avanti il progetto comune di sostenere e far crescere l’economia locale. Anche se in realtà la nostra Banca non valutava come priorità strategica realizzare nel breve periodo fusioni, l’aggregazione con la BCC di Creta ci permette di rafforzarci in un territorio al quale abbiamo sempre guardato con interesse per le potenzialità che offre. Ai soci, clienti e dipendenti della BCC di Creta vogliamo assicurare la massima attenzione a mantenere e preservare la rappresentatività della loro banca all’interno dei nuovi assetti societari”.
Così, infine, il direttore generale della BCC di Creta Stefano Sfulcini: “Il progetto di fusione al quale abbiamo lavorato offrirà nuove prospettive alla nostra banca che diverrà un’area territoriale con una propria autonomia ma in grado di contare su un solido supporto organizzativo, patrimoniale e di risorse messo a disposizione da Banca Cremonese. Insieme potremo raggiungere risultati migliori, garantire una maggiore stabilità valorizzando al meglio il potenziale, in particolare quello umano, espresso dall’unione delle due banche.”

 

Ecco le schede delle due realtà interessate alla fusione:

Banca Cremonese, che ha festeggiato lo scorso anno il centenario di fondazione ed inaugurato la nuova sede direzionale di Cremona, opera con 24 sportelli prevalentemente in provincia di Cremona.
Lo scorso dicembre ha aperto la nuova filiale di Casalmaggiore raggiungendo così l’obiettivo di estendere la propria operatività anche in territorio casalasco.
4.100 soci, 98 milioni di euro di patrimonio, 748 milioni di euro di impieghi, 766 di raccolta diretta è una Banca dinamica in continua crescita.
Particolarmente rilevante, accanto all’attività bancaria tradizionale, quella che Banca Cremonese svolge in qualità di impresa a responsabilità sociale. Oltre un milione di euro è stato erogato lo scorso anno per sostenere progetti di utilità per il territorio e la comunità locale nei diversi ambiti: sociale, culturale, della salute, a favore della scuola, dei giovani e dei diversamente abili.
Banca Cremonese è presieduta da Antonio Davò ed è diretta da Paolo Innocenti.

La BCC di Creta – Credito Cooperativo Piacentino, rappresenta una realtà fortemente radicata sul territorio. Fondata nel 1897, 17,5 milioni di euro di patrimonio, 118 milioni di euro di impieghi e 109 di raccolta diretta, ad oggi ha oltre 2.700 soci ed opera con 7 sportelli di cui 6 in provincia di Piacenza (Borgonovo Valtidone, Castel San Giovanni, Nibbiano, Pecorara, Ziano Piacentino, Piacenza) ed uno in provincia di Pavia (Roverscala).
La BCC di Creta, che ha sede a Castel San Giovanni, è associata alla Federazione Emilia Romagna delle Banche di Credito Cooperativo ed è presieduta dal 1991 da Giovanni Nani. Stefano Sfulcini ne è invece il direttore generale.

 

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Commenti
  • sandra

    Di solito queste operazioni celano un salvataggio. Dei cremonesi verso i piacentini o viceversa? Mah!