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Calcioscommesse, gli ungheresi: ghiotti 'affari' in Italia e a Singapore

Calcioscommesse

Novità nelle indagini cremonesi sul calcioscommesse è rappresentata dal gruppo degli ungheresi, che ha progressivamente, e parzialmente, sostituito quelli degli slavi (i cui membri sono conosciuti anche come zingari) nel ruolo di braccio operativo in Europa dell’organizzazione con radici a Singapore. Il tutto in un clima, come più volte emerso nel corso delle precedenti fasi della lunga inchiesta, in cui non sarebbero mancate nemmeno minacce e ed esibizione di pistole per far capire che non si trattava ‘di un gioco’.

QUESTI I MEMBRI DELLA ‘CELLULA’ UNGHERESE FINITI IN ARRESTO

ZOLTAN KENESEI (cittadino ungherese – già detenuto in Ungheria)
MATYAS LAZAR (cittadino ungherese già detenuto in Ungheria – carcere)
LAZLO SCHULTZ (cittadino ungherese già detenuto in Ungheria – carcere)
LASLO STRASSER (cittadino ungherese – carcere)
ISTVAN BORGULYA (cittadino ungherese – carcere)

CHI SONO GLI UNGHERESI

IL CAPO ZOLTAN KENESEI

Zoltan Kenesei viene indicato come colui che rivestiva il ruolo dirigenziale di ‘azionista’ dell’organizzazione che, capeggiata a Singapore da Eng Tan Seet, si spartiva a livello mondiale le zone per le combine. Zoltan è il capo degli ungheresi. E’ stato arrestato nel giugno 2011 in Ungheria proprio per aver manipolato in quello Stato numerose partite. Alloggiava, spesso con i suoi sodali, sul suolo italiano, in numerose occasioni dall’ottobre 2010 al maggio 2011, intrattenendo 178 contatti telefonici con lo slavo Hristijan Ilievski, al quale era strettamente collegato; tutti, secondo gli investigatori, finalizzati alla manipolazione delle partite del campionato italiano. Tra le altre cose è coinvolto nella combine Lecce-Lazio. In occasione di Bari-Sampdoria alloggiava, il 22 aprile 2011, in un hotel di Torre del Mare (Bari) proprio quando era presente nello stesso albergo Ilievski.

LAZAR MATYAS

Matyas Lazar, assieme a Zoltan Kenesy, Borgulya e Schultz, viene indicato come parte attiva nella manipolazione di Lecce-Lazio. Già dal 2004 soggiornava frequentemente, e per lunghi periodi, in territorio italiano per finalità ricollegate dagli investigatori con la manipolazione di partite di calcio, incontrandosi con soggetti coinvolti in combine o alloggiando nelle stesse località. Anche lui si trovava all’hotel di Torre del Mare in occasione di Bari-Sampdoria. L’1 maggio 2011 alloggiava presso un albergo di Milano unitamente a Strasser, ad Antonio Bellavista e a Mauro Bressan, in relazione alla manipolazione della partita Novara-Siena.
Il 5 maggio 2011 alloggiava invece nell’hotel di Torre del Mare (Bari), così come Strasser e Ilievski, due giorni prima della partita Palermo-Bari, nella quale lo stesso Ilievski risulta coinvolto. Ciò dopo aver effettuato insieme a quest’ultimo una parte del viaggio verso Bari, che veniva proseguito insieme nel ritorno il 6 maggio fino a Bologna dove Lazar, Strasser e Ilievski pernottavano nella notte tra il 6 ed il 7 maggio in un hotel. Strasser e Lazar pernottavano l’8 maggio 2011 a Como, località frequentata dagli “zingari” e da Bressan, giorno in cui Gegic, ricordano gli investigatori, inviava a Bari l’associato Vittorio Gatti per recuperare i proventi del fallimento dell’accordo per la partita Palermo-Bari.

L'incontro all'aeroporto

LASZLO STRASSER E L’INCONTRO A MALPENSA

Il 4 novembre 2011, dopo aver pernottato in un albergo di Cardano al Campo (Varese), Strasser incontra l’indagato Beng Huat Choo, proveniente da Singapore, all’aeroporto di Milano-Malpensa, spostandosi insieme in una camera d’albergo all’Hotel Sheraton. Poche ore dopo c’è il ritorno a Singapore dopo una evidente consegna di denaro. Il suo nome compare nelle carte relativamente Palermo-Bari, Lazio-Genoa, Novara-Siena.

GLI SPALLONI CON 600MILA EURO: LAZSLO SCHLUTZ E ISTVAN BORGULYA ALIAS ‘GABOR’

Lazslo Schultz e Istvan Borgulya, alsias Gabor, erano entrambi attivi sia in Ungheria che in Italia per organizzare combine. Coinvolti nel caso di Lecce-Lazio: gli investigatori parlano di un loro viaggio in Italia in macchina per portare i 600mila euro destinati alla corruzione dei giocatori. Entrambi, in stretto contatto telefonico con lo slavo Ilievski, lasciavano Lecce il giorno dopo la partita.

Michele Ferro

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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