2 Commenti

Demolito l'ex cinema Italia, al suo posto alloggi di prestigio con vetrate, terrazze e giardini pensili

http://www.youtube.com/watch?v=G1ExeUsze7U

Demolito l’ex Cinema Italia in via Anguissola. Gli operai hanno buttato giù la facciata, nei prossimi giorni sarà il turno del soffitto e, in una settimana, lo spazio che era occupato dalla sala cinematografica dovrebbe essere sgombro. Cosa sorgerà al suo posto? Una struttura abitativa di prestigio, con giardini privati e terrazze verdi e autorimesse nel seminterrato. Il progetto è dello studio d’architettura Michele Bianchi e Giorgio Palù di Cremona realizzato per conto della società “Sviluppo11 srl”  rappresentata dall’ingegner Luciano Rossini, che ha acquistato l’immobile da Camurri-Baldaro. L’immobile dell’ex cinema, nel suo complesso, appariva privo di caratteristiche particolari e meritevoli di salvaguardia e molte porzioni dello stesso risultavano ammalorate e con evidenti dissesti statici. Per questa ragione viene completamente demolito.

L’edificio in progetto viene destinato completamente alla funzione residenziale – si legge nella relazione tecnica e progettuale dello studio Bianchi e Palù – ricavando abitazioni ai piani sopraelevati e altresì le cantine e le autorimesse private, direttamente collegati dall’interno con scale e sistemi meccanizzati, saranno collocate al piano seminterrato.  Il progetto interviene pertanto con opere consistenti, modificando sostanzialmente l’impatto volumetrico attuale di tutto l’edificio: con il progetto proposto vengono ricavati alloggi con riscontro d’aria e affacci privilegiati arricchiti da grandi terrazze e tetti giardino”.

“Il nuovo edificio viene organizzato con una logica che propone la tipologia condominiale a tagli medio-grandi: il progetto in tal modo ricava 4 alloggi al piano primo, due (di cui un duplex) fronte via Anguissola, sopraelevati rispetto alla strada cosi da garantire la privacy dagli occhi indiscreti dei passanti e due duplex interni alla corte che affacciano direttamente sul giardino privato; ai piani secondo, terzo, quarto quattro appartamenti (di cui tre duplex) di varie dimensioni si organizzano in modo libero nello spazio aprendosi all’intorno con logge, terrazze e giardini pensili. Al piano seminterrato  sono collocate le autorimesse, per l’esattezza in numero di dodici, di cui nove doppie e tre triple, numero otto cantine, un locale contatori, un locale raccolta rifiuti e un locale tecnico. – si legge ancora nella relazione –  Il progetto si sviluppa all’interno del lotto con una forma ad H; restando confermata la cortina stradale lungo via Anguissola, prende forma l’idea di creare una corte verde centrale, posizionando un corpo basso a sud e un ponte di collegamento N-S tra i due volumi. Il prospetto est è caratterizzato da una chiara lettura dell’intento geometrico e materico del progetto, mentre il prospetto nord verso via Anguissola attira l’attenzione per la sua bidimensionalità e per l’irregolarità delle aperture che trovano un filo conduttore proprio nel segno separatore dei due materiali principali: pietra con varie texture e cemento a vista”.

“L’intervento progettuale propone un edificio con un doppio affaccio – affermano i due progettisti – Il prospetto nord, aprendosi su via Anguissola con poche aperture irregolari e molta superficie materica si rapporta con la città e il contesto mentre il prospetto sud, caratterizzato da grandi aperture, terrazze e tetti verdi permette un rapporto diretto tra le singole unità abitative mantenendo buoni livelli di privacy con l’utilizzo di giochi di ombre e di soglie interno-esterno. La scelta progettuale di realizzare un edificio a basso impatto energetico e classificato “A” secondo le graduatorie energetiche (edificio a basso consumo energetico) determina la necessità di una volumetria compatta con aperture calibrate locale per locale soprattutto nel fronte esposto a nord; il risultato è un edificio dalle linee contemporanee e che si propone come edificio riconoscibile lungo la cortina edilizia”.

“Strutturalmente il nuovo edificio viene impostato con una struttura a travi-pilastri in cemento armato in modo da garantire i requisiti antisismici, mentre le murature di tamponamento sono studiate per soddisfare i parametri di contenimento dei consumi energetici; una pelle di cemento lisciato e trattato, graffiata da fasce di pietra e protetta da pareti verdi forma l’immagine architettonica del nuovo edificio. Parti vetrate e scorci in acciaio cor-ten danno trasparenza e calore ai particolari architettonici. – affermano ancora i due architetti Bianchi e Palù –  L’edificio è inoltre caratterizzato da finestre a taglio verticale e orizzontale che accentuano la modularità irregolare delle fronti. Tutti i vetri vengono previsti con prestazioni di tipo elevato, selettivi e basso emissivi, in modo da ridurre gli inconvenienti connessi con l’irradiazione solare. Tutte le coperture piane vengono previste opportunamente impermeabilizzate e destinate ad accogliere giardini e terrazze”.


IL CINEMA ITALIA

Il cinema Italia aveva aperto i battenti il 30 ottobre 1915 in via Anguissola per iniziativa di Dino Calza, il pioniere del cinematografo a Cremona con il suo locale in via Curzia. Era nato in piena prima guerra mondiale ma era il momento del boom del grande schermo. C’era il cinema dei Barnabiti, il Reale (ex Moretto, ex Roi Soleil) in via Goito (dove poi nel 1937 sorse il Supercinema, inaugurato l’anno successivo, demolito ed ora un cantiere perenne). In piazza Lodi, sempre in quegli anni c’era il Savoia, ed ancora il politeama Verdi (anche questo vuoto e senza destinazione pur in pieno centro, praticamente sul corso Campi), il Filo. Negli anni Quaranta nasce il cinema Impero, poi Anic e Roxy e poi Tognazzi, chiuso da due anni. Ed ancora si ricordano i grandi cinema all’aperto: l’estivo dove ora c’è il bar Dondeo, l’Auricchio, l’Arena Venezia, l’Arena Giardino, il parco. Tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta si assiste al nuovo boom del cinema: nel 1959 apre il Corso in via Antico Rodano (ora è un garage) proiettando “la Bella Addormentata” di Walt Disney; nel 1964 apre il Padus e nel 1962 si inaugura il nuovo cinema Italia che ha chiuso i battenti a metà degli anni Novanta diventando una sfortunata sala Bingo. Ora sarà una palazzina con una decina di appartamenti e terrazze a giardino.  Dopo la chiusura del Tognazzi, in centro resta attivo il solo cinema Filo. Nell’area ex Lucchini il Chaplin e all’area CremonaPo la multisala. Per la consueta programmazione estiva  c’è l’Arena Giardino.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Buonsenso

    Una demolizione di questo genere in centro città era davvero così esssenziale? Non si poteva recuperare in qualche modo? E’ stata verificata la presenza di amianto? Se si, che precauzioni sono state prese?

  • Annamaria Menta

    Riguardo la demolizione, potrei solo essere felice.

    Se non fosse per la norma che, dopo 50 anni, rende praticamente inviolabile quasi qualsiasi bruttura architettonica, ci sarebbe da demolire almeno il 20% del (fu) centro storico.

    Resto sempre affascinata dalle “supercazzole” descrittive dell’archistar, con termini sempre nuovi (almeno loro…) riesce a descrivere il solito copia-incolla casuale.
    Se non fosse che poi uno si affaccia dalla finestra di casa sua e intristisce per quello che tocca vedere, sarebbe encomiabile la capacità di far diventare “caratteristica dell’autore” la mancanza di carattere.