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Il Grande Fiume chiude a Motta con "Attraverso il furore"

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Ultimo appuntamento con il Festival del Grande Fiume, rassegna di spettacoli organizzati in riva al Po. La chiusura è affidata alla compagnia Massimiliano Civica e allo spettacolo dal titolo ‘Attraverso il furore’. Tre sermoni tedeschi di Meister Eckhart intrecciati con tre storie di Armando Pirozzi. L’evento a Motta Baluffi alle 21.30, zona Ronchetto. In caso di pioggia al teatro di Solarolo Monasterolo.

Attraverso il furore intreccia tre sermoni del predicatore domenicano Meister Eckhart con tre brevi quadri scritti dal drammaturgo Armando Pirozzi, incentrati sul dialogo tra un uomo e una donna. Marcello Sambati legge i tre sermoni di Meister Eckhart, mentre Valentina Curatoli e Diego Sepe interpretano i personaggi delle tre storie. Lo spettacolo è ispirato dai Sermoni Tedeschi ma non vuol esserne un commento o una traduzione scenica. È la descrizione dell’incontro tra figure colte nel momento del confronto, imprevedibile e paradossale, con questa voce così forte, il tentativo di porsi in ascolto di una parola ancora in grado di sconvolgere profondamente.

Contemporaneo di Dante, il domenicano Meister Eckhart divise la sua vita fra la predicazione e l’insegnamento della teologia, di cui fu magister a Parigi. Nei suoi sermoni in volgare la lingua tedesca appare per la prima volta innervata dai termini della speculazione metafisica, che ritroveremo sino a Hegel e a Heidegger. Con una naturalezza che non finisce di stupire, Eckhart illumina nei sermoni le immagini elementari, quelle che appartengono all’esperienza anche del più umile tra i suoi ascoltatori, e insieme le collega e articola senza perdere nulla della sua tensione speculativa. È proprio di Eckhart, come dei più grandi mistici, la massima concretezza, la virtù di seguire la vita e la crescita delle immagini con l’amorosità di un giardiniere. Ed è propria di Eckhart anche l’audacia del «distacco», la capacità di guidare la teologia negativa verso la vertigine del nulla.

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