Commenta

Servizio idrico integrato, entro fine anno adottati i Piani d'ambito

acqua-evidenza

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza (a favore PdL, Lega Nord e PD; contrari IdV e SEL) una risoluzione (presentata da Dario Bianchi, Lega Nord) che impegna la Giunta ad intervenire, per le parti di competenza, sugli aspetti del Servizio Idrico Integrato attualmente non disciplinati.

Il documento impegna la Giunta regionale a supportare gli Uffici d’Ambito territoriali in maniera da arrivare entro il 31 dicembre 2012 all’adozione o alla revisione dei propri Piani d’ambito.

Il documento chiede inoltre alla Giunta un sollecito intervento presso il Governo “per sottrarre Enti locali e società in house al vincolo del Patto di stabilità per la realizzazione delle opere infrastrutturali”, in conformità con la direttiva CEE; di intervenire “con particolare urgenza” presso Province, Comuni e Uffici d’Ambito che risultano “in più grave ritardo”; a comunicare le rilevazioni in corso con Finlombarda sulle caratteristiche economico-finanziarie delle aziende operanti in Lombardia per la gestione del Servizio Idrico Integrato. Infine, su proposta del PD, la giunta fornirà una verifica periodica alla Commissione consiliare competente sulle opere infrastrutturali. A tale scopo la Commissione promuoverà “un incontro plenario con tutti i soggetti attuatori delle politiche e le aziende operanti nel settore affinché siano illustrati chiaramente gli obiettivi e vengano condivisi collegialmente impegni e responsabilità”.

Alla data del 31 dicembre 2011 – secondo la relazione sull’attuazione delle leggi regionali presentata dalla Giunta risultavano costituiti gli Uffici d’Ambito di Bergamo, Brescia, Cremona, Monza e Brianza, Pavia e Varese. In corso le procedure di costituzione per Lecco e Mantova. Non costituiti quelli di Como, Lodi, Milano provincia e Sondrio.

Sempre al 31 dicembre 2011 risultavano mai approvati i Piani d’Ambito di Sondrio e Varese, revisionato quello di Brescia e aggiornato quello di Milano Città. Risultano procedere con piani d’ambito approvati nel tempo Bergamo (2004), Lecco (2010), Lodi (2006), Mantova (2004), Milano provincia e Monza Brianza (2005), Pavia (2008).

Dispiaciuto per la mancata unanimità ottenuta dalla risoluzione si è detto Mauro Parolini (PdL), Presidente della Commissione Agricoltura, parchi e risorse idriche il quale ha però sottolineato come “il documento, frutto di un lungo lavoro della Commissione, definisca con chiarezza i problemi ancora aperti, il metodo di intervento e i tempi certi per il loro superamento”.

Secondo Dario Bianchi, due i punti chiave: salvaguardare la scelta del modello “in house”  e mantenere l’attuale indirizzo politico che pone i cittadini, tramite gli enti locali, al centro delle scelte decisionali.

Nel suo intervento l’assessore regionale all’Ambiente, energia e reti, Marcello Raimondi ha sottolineato come la risoluzione “abbia stimolato un confronto nel merito, fornendo un quadro oggettivo della situazione e imprimendo una sicura direzione del lavoro da svolgere per superare la frammentazione”. Raimondi ha, inoltre, ricordato il nuovo stanziamento di  40 milioni di euro, a favore del sistema della depurazione.

Sostegno alla risoluzione anche dal PD che, per bocca del consigliere Enrico Brambilla, ha auspicato che “l’approvazione del documento possa dare un’accelerazione al percorso dell’integrazione dei servizi idrici in tutte le Province”.

Giulio Cavalli pur riconoscendo lo spirito costruttivo della risoluzione ha motivato il voto contrario del gruppo SEL in quanto “è mancata la presa di responsabilità politica, soprattutto  sul tema dell’esito del referendum”.

“Siamo stati vittima di un effetto ottico  – ha dichiarato Gabriele Sola (IdV)- ; stavamo positivamente confrontandoci sulla tematica, ma l’intervento dell’assessore Raimondi ha fatto emergere un atteggiamento negativo. Per questo non possiamo dare il nostro appoggio politico al documento”

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti