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Cremona, ancora premi ai dirigenti mentre a Parma il sindaco li revoca E al Regio pagano tutti, anche assessori e consiglieri

Quando Oreste Perri ha preso in mano il Comune di Cremona, in tanti hanno salutato  – anche a sinistra –  l’uomo “non politico” in grado di mettere mano alla città. Ora la delusione sembra essere generale: le nomine sono state fatte con i soliti criteri, in Comune i dirigenti fanno il bello e il cattivo tempo, a Cremona comandano sempre gli stessi, la città è in piena crisi. Dopo le polemiche sui premi alle posizioni organizzative e ai dirigenti, sul sito del Comune sono state pubblicate le indennità di risultato del Segretario Generale e del Direttore Generale. 12 mila euro all’avvocato Pasquale Criscuolo per il 2011 (100% del premio quantificabile) e 27 mila euro al dottor Massimo Placchi (90% del premio massimo). Mentra a Parma la tendenza pare opposta. Basta guardare il passo d’avvio del sindaco grillino di Parma – anche lui non politico ma in grado di non guardare in faccia nessuno – per capire che si può cambiare marcia non adeguandosi all’andazzo come fatto a Cremona.

DIRIGENTI
Nel mirino del sindaco Federico Pizzarotti ci sono le cosiddette posizioni organizzative del Comune, un’ottantina di funzionari ai quali è stata attribuita questa qualifica per gestire l’organizzazione di un determinato ufficio, e di conseguenza, di altri dipendenti.
Nei giorni scorsi l’attenzione del sindaco è caduta su di loro, tanto da aver convocato una riunione con i vertici della macchina organizzativa per prendere provvedimenti sul loro inquadramento. Provvedimenti – il condizionale è d’obbligo – che sembrerebbero drastici, e che dovrebbero portare ad un azzeramento delle p.o., come vengono chiamate in gergo tecnico.
Questo non significa assolutamente che ci sarà qualcuno che perderà il posto di lavoro, anche perché si sta parlando di dipendenti comunali a tutti gli effetti e non più di quegli incarichi fiduciari utilizzati dalle passate amministrazioni, revocabili senza troppe complicazioni. Ci sarà invece – se la decisione andrà in porto – una bella fetta di funzionari che si vedrà ridurre lo stipendio di circa 300 euro al mese.

TEATRO
Niente più privilegi per i politici e per il loro entourage alle tanto attese prime d’opera nel Teatro Regio di Parma. Nella nuova era a Cinque Stelle del tempio lirico cittadino, il sindaco Federico Pizzarotti darà un taglio prima di tutto ai biglietti omaggio per consiglieri comunali e assessori della giunta, che nelle precedenti amministrazioni venivano elargiti in ogni occasione, dalle rassegne come il Festival Verdi alla stagione lirica. Una decisione analoga era avvenuta solo a Berlino, nel febbraio scorso. E fece notizia in tutta Europa. “I consiglieri e gli assessori pagheranno regolarmente i biglietti, se vorranno assistere alle recite”, ha chiarito Pizzarotti, che manterrà solo il palco destinato al presidente della Fondazione Teatro Regio, che tradizionalmente spetta al sindaco. Dopo il taglio dei posti auto gratuiti per i consiglieri comunali nei parcheggi sotterranei cittadini e la riduzione degli stipendi, le forbici del Movimento 5 stelle puntano quindi anche al Teatro Regio. Gli scorsi anni l’amministrazione comunale metteva a disposizione dei consiglieri un biglietto gratis per ogni rappresentazione a teatro: uno o due i palchi riservati, più uno fisso per i membri della giunta, in cui i rappresentanti delle forze politiche della città si alternavano, invitando a proprio piacere, a seconda delle presenze o delle assenze di altri colleghi, anche fidanzati, amici o parenti. Ma a quanto sembra, a parte eventuali inviti specifici da parte del sindaco e presidente della Fondazione Regio, anche per i consiglieri comunali della Cultura la poltrona a teatro non sarà più garantita.

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