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In attesa della spending review sulla cultura, dal Comune fondi a Pareggiato e Ponchielli

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In attesa della spending review d’autunno sul settore culturale annunciata dall’assessore Nolli, dopo le polemiche sulle difficoltà dell’Istituto Musicale Claudio Monteverdi (“Aspettiamo ancora dal Comune 160mila euro del 2011 e una parte del 2012. Così non si può andare avanti”) e del teatro Ponchielli con dubbi sui contributi comunali per il 2012, ecco che dal Palazzo arrivano i finanziamenti. Giusto per tirare il fiato. Alla Fondazione Teatro Ponchielli il Comune ha stabilito di dare il quarto acconto per l’anno 2012: 200 mila euro. Il teatro Ponchielli “per poter dar corso alla gestione delle attività teatrali e concertistiche – si legge nella determina – ha necessità di fondi monetari che vengono periodicamente erogati come indicato in una convenzione tra il Comune e la Fondazione stessa”. Stesso discorso per il Pareggiato e la Scuola Civile di Musica dell’Istituto Superiore Monteverdi. Il Comune ha deliberato il terzo acconto per il contributo 2012 previsto dalla convenzione, ovvero 150 mila euro.

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  • Andrew

    Pensa quanti soldi non darebbero alla cultura musicale altrove (in paesi come la Francia in cui non esiste una politica socioeconomica che non sia vincolata ad una politica culturale) se avessero avuto la fortuna di avere la città di nascita di Monteverdi e del violino in un unico luogo!!! Questa è la vera richezza del nostro territorio, e in questo siamo unici al mondo!!

    • Giovanni Baldesio

      Infatti.
      Basterebbero Stradivari e Monteverdi.
      Ma purtroppo, per loro, non e’ cosi’. Ci sono GLI Amati e I Guarneri (il plurale non e’ casuale) e altri meno noti perche TROPPO GRANDI i primi, c’e’ Ponchielli, a Cremona opero’ Caudana. e poi Bianchi Cremonini e Protti (!) e ancora Cesari.
      E i Campi (altra famiglia altro settore!) e L’Anguissola (le?)?
      Taccio degli altri ma sarebbe sufficiente nominare Beltrami, Eugenio Beltrami, quello famoso per la strada “trafficata” e per essere la Scuola dalla quale e’ uscita una nota EXAssessRICE per giustificare una Cremona Matematica. (e se pensiamo che Beltrami era quasi autodidatta e Senatore del Regno e pensiamo ai deputati di adesso mandati da Cremona, Oddio, ho un mancamento!)
      E l’orologio del Torrazzo? E l’ingegneria e l’Architettura?
      Tutto nel Cesso, che noi si e’ impegnati a allestire Centri Islamici senza doglierci per le circonferenze islamiche.

      Cosa si e’ perso! Buttato via!
      Colonizzati dalle Universita’ del circondario: Pavia, Piacenza, Milano, Brescia, che evidentemente danno e tolgono a piacimento, La Scuola di Paleografia e Filologia musicale, Internazionale per docenti e specificita’ una sorta di Congrega avulsa dalla citta’, e la sua collezione di strumenti finita chissa dove, magari impolverata, Il restauro degli Strumenti e’ a Pavia.
      Il CERTAMEN del Manin e la Storia Romana, la strada Romana seppellita sotto una montagna di indifferenza prima che da metri di detriti.
      La biblioteca, gli incunaboli, le collezioni li’ ad impolverarsi.
      Pero’ mettiamo in mostra salami, formaggi e acciai, costruiamo chiese, in decenni e fanno schifo (Villetta, Cambonino, Zaist), uccidiamo il Centro, facciamo aree industriali in tempo di crisi industriale e aree espositive quando di esposizioni faraoniche non ce n’e’ piu bisogno (volgiamo parlare della nota concessionaria che quando era in Centro vivacchiava alla grande e poi quando si e’ trasferita…) e il visitatore che arriva a Cremona e’ accolta da mostri dei soliti noti.
      Si voleva fare il museo del Calcio e prima ancora si voleva abbattere il Palazzo dell’Arte: ho detto tutto.

      Strade stradine vecie
      Strade de la me cita’

  • nancy

    Ma il Teatro Ponchielli non ha dei soci privati? Perché deve essere il Comune a finanziarlo, per la gran parte? Mi spiego: vorrei capire il motivo per cui si è fatta una Fondazione per “sganciarsi” dal Comune, se poi le risorse per camminare con le proprie gambe non ci sono e non ci saranno mai. Se non ci fosse l’intervento pubblico chissà da quanto tempo il nostro Teatro avrebbe chiuso i battenti…

  • Francesco Capelletti

    Caro amico, siamo alle solite: Cremona, per non dire l’Italia tutta, è sempre stata meravigliosa grazie a chi ci ha preceduto nel corso dei secoli; oggi ci sono gli italiani, non quelli che “fatta l’Italia, facciamo gli Italiani; ma quelli di oggi, per l’appunto: perle ai porci.