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Discarica di amianto, a rischio la commissione Intanto acquisiti i file

Sopra, da sinistra Nicoli Cristiani, Locatelli, Breno e Raimondi

Discarica di Cappella Cantone. Non c’è solo l’inchiesta della Procura di Milano. C’è anche una commissione apposita composta a consiglieri regionali che sta cercando di capire di più sull’iter che ha portato la Giunta lombarda a dare l’autorizzazione nel 2011 all’apertura della discarica di amianto. Una commissione che da maggio ha lavorato nel più stretto riserbo (le audizioni sono state secretate da regolamento) e che rischia di dover chiudere i battenti con la fine della legislatura regionale e di buttare al vento tutto il proprio lavoro. Intanto, l’assessore Marcello Raimondi, accusato di corruzione perché referente in Giunta di Rossano Breno e Luigi Brambilla della Compagnia delle Opere bergamasca, ai quali (oltre che all’ex vicepresidente del Consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani) l’imprenditore Pierluca Locatelli avrebbe pagato tangenti per ottenere l’ok al sito, potrebbe essere convocato nelle prossime settimane per un interrogatorio dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e dai pm Paolo Filippini e Antonio D’Alessio. Non prima che gli agenti della Finanza abbiano finito di analizzare i file informatici acquisiti negli uffici delle società di Breno e Brambilla. I chiarimenti di Raimondi dovevano essere sentiti anche dai colleghi consiglieri, ma il futuro della commissione è incerto. Già giorni fa, dovevano essere ascoltati i rappresentanti del comitato di cittadini contro l’amianto, ma la seduta è saltata perché a inizio settimana, dopo l’azzeramento della Giunta travolta dagli scandali giudiziari, i consiglieri regionali hanno cominciato a dimettersi, in vista dello scioglimento del Consiglio.

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