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Rossoni mette sul tavolo 7mila preferenze, Jotta la Gelmini: cosa conterà di più? E chi dopo Malvezzi in lista?

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Ultime quarantotto ore di fuoco nel Pdl per la definizione delle liste. Le bozze partite da Milano per la sede di via dell’Umiltà potrebbero essere stravolte dalla direzione nazionale, almeno per gli elenchi di Camera e Senato. Al Senato i quindici eleggibili sono tutti bloccati dai big. All’inizio ci aveva provato anche Gianni Rossoni ma lo spazio per potersi inserire era pressoché nullo per cui ha virato sulla Camera. Domani Formigoni dovrebbe annunciare la sua candidatura e potrebbe essere il capolista al Senato in Lombardia. Partita ancora aperta alla Camera. A questa sera il capolista del Lombardia 3 dovrebbe essere Giancarlo Abelli, il Faraone, amico personale del presidente Berlusconi per il quale dovrebbe scattare la deroga per gli ove 65. Dopo di lui dovrebbe esserci il coordinatore di Mantova Ghiraldini, un rappresentante di Pavia (ma le chances del sindaco rottamatore Cattaneo sembrano diminuire) poi probabilmente un rappresentante del territorio cremonese. Già abbiamo raccontato della sfida tra i due ex amici Jotta-Rossoni per l’ultimo posto utile in caso di vittoria del Pdl, in una posizione comunque di limite. Anche in queste ore la sfida è continuata. Mariastella Gelmini è scesa in campo per Mino Jotta, Gianni Rossoni ha dalla sua le settemila preferenze prese alle ultime regionali e uno sponsor di peso nella nostra provincia. Politicamente (appunto per la Gelmini, fino a qualche giorno fa, sponsor anche del politico di Offanengo) sembrerebbe più forte Jotta ma Rossoni conosce perfettamente le strade della politica e fino a sabato cercherà di strappare il posto su quell’ultimo treno per Roma. Conterà di più la sola spinta della Gelmini per Jotta o le carte che sta mettendo sul tavolo Rossoni (preferenze e sponsor)? Sabato a Roma le liste saranno rese pubbliche.

Giochi ancora fermi a livello regionale. Carlo Malvezzi è blindato dall’accordo tra Pdl e componente ciellina. Nelle richieste di Cl c’è Malvezzi sul collegio cremonese per la Regione (uno dei sei possibili consiglieri appannaggio dei ciellini insieme ai dieci posti per Roma). Il vicesindaco di Cremona è un punto fermo. Poi rimane la donna da candidare:  Cesira Bassanetti, sindaco di San Bassano, è sempre uno dei nomi possibili (è in quota al segretario regionale Mantovani) ma lei non avrebbe ancora avanzato la sua candidatura. Potrebbe così tornare fuori il nome di Paola Orini, donna cremasca e assessore provinciale, ma in questo caso sarebbe bruciato il terzo aspirante, cioè Simone Beretta. Tutti i giochi restano aperti. Mercoledì a Milano si è visto anche Domenico Maschi a colloquio con Mantovani. Quindi resta in piedi anche la sua candidatura insieme a quella di Gallina, Bertusi, Daldoss, Agazzi, Abruzzi e un paio di nomi restati top secret (tra cui un imprenditore). Martedì sera è convocato il coordinamento provinciale del partito e in quella sede si saprà la composizione del terzetto per la Regione Lombardia.

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Commenti
  • Toropazzo

    Non vi sembra che Rossi dietro a Rossoni dall espressione stia pensando: ” ma che c….. sta dicendo!”

  • Toropazzo

    Uno sponsor di peso innominabile per Rossoni…… Ma chi sarà mai? Si accettano scommesse………

    • giovanni

      guarda che a pensare male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca

  • ABC

    Scusate ho capito bene ??? Una persona garantisce 7 mila voti ma dove li prendi ???? Li compra ??? Dove ? Come ?

    • giovanni

      Che i voti si comperino non mi sorprende affatto. Dopo si rifanno con lo stipendio di parlamentare che, salvo errori, glielo paghiamo noi. A costoro della gente cremonese e/o cremasca non gliene frega niente; l’importante è andare a Roma o Milano e continuare ad impinguare il proprio portafoglio. Il tutto con il sorriso a tutta dentiera.

  • DAGLI AL BERLUSCA
    Può essere giudicato in tanti modi, ma è indiscutibile che a novembre 2011 fu cacciato dalla finanza internazionale e noi italiani facemmo finta di credere a Napolitano e Monti; contro ogni previsione, oggi, a un mese dal voto, sta rimontando alla grande, e stavolta tocca a Draghi, capo della Banca centrale europea: l’incertezza politica allontana gli investitori dall’Italia.
    In parole povere, se diamo il voto al Berlusca, il nuovo Monti ci raddoppierà l’Imu, e così ogni anno fin che non la capiamo.
    Però cari biscazzieri, abituati a tenere sempre il banco, qualche volta chiamate le cose col loro nome: noi votiamo e voi comandate.

    Cremona 18 01 2013 http://www.flaminiocozzaglio.info

    • angelo

      la deutschebank non è la bundesbank, lo ha ammesso lo stesso pifferaio in diretta nella puntata di santoro di giovedì 10 gennaio 2013, è stata una gaffe………….(alla faccia) e così pure ha indotto in errore il suo vespa nell’ultimo libro….quindi niente complotto internazionale ma la solita colossale bugia………che si deve fare per campare è……….

  • Gianni

    Due domande: Jotta è presidente dell’Aler Cremona da anni. Quali sono le qualità manageriali che ha messo in mostra nel suo ruolo?

    Rossoni è un politico di riferimento del cremasco: quali iniziative ha preso per il progresso civile ed economico del cremasco?

  • Cassano

    Berlusconi è stato fatto fuori da Berlusconi. La sua ex moglie era lucida e disperata, come tutti gli ex amori di Silvio. Solo Flaminio continua a seguire il pifferaio…

  • danilo

    Paola Orini : un nome per tutte le stagioni. Prima con Torchio , ora con Salini. Sempre dove ci sono incarichi retribuiti. E un po’ di dignità ?