Cronaca
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Sala Zanoni stracolma per l'assemblea Pd Poche polemiche e voglia di vincere le comunali guardando alle liste civiche

foto Sessa

Il momento in ricordo di Kiro Fogliazza

Una delle assemblee provinciali del Pd tra le più partecipate, quella di martedì sera sul dopo-voto. Tanta gente in Sala Zanoni, posti a sedere esauriti, 120 persone a discutere, a parlare, a cercare di interpretare le ragioni di una vittoria ai numeri che sa di sconfitta amara. “Quando si perde – ha detto Titta Magnoli in apertura di serata – sai che non ce l’hai fatta, quando vinci ma non puoi governare e sei in una fase di stallo è ancora peggio perchè ti senti impotente”.  Ed era questa la sensazione che si è avuta dalla assemblea del Pd. Le polemiche, quelle che sono girate su facebook o su twitter nella dura contrapposizione tra frazioni dello stesso partito sia nelle primarie che in campagna elettorale, sono rimaste per ora fuori dal confronto. Qualche velato accenno in un documento della sezione Pd di Piadena, qualche mugugno rimasto però sotto traccia. Senza dubbio è servita a stemperare gli animi la sobria relazione di Titta Magnoli. Il segretario provinciale, di certo non uno che si affeziona alla propria sedia come dimostra la sua storia, ha analizzato il voto nazionale, quello regionale e i risultati locali: Bersani deve provare a trovare un accordo con Grillo su alcuni punti, la cocente sconfitta in Lombardia di Ambrosoli che ha vinto in tutti i capoluoghi di provincia – Varese escluso – ma ha perso nelle campagne e nelle valli e il Pd che resta primo partito a Crema e a Cremona. E poi la prospettiva del 2014 con il voto amministrativo in provincia, a Cremona e Casalmaggiore. “Come Martina al regionale, non mi dimetto. Se sarà necessario sono pronto a fare un passo indietro da segretario anche prima del congresso  – ha detto Magnoli – Intanto cominciamo il percorso per trovare candidati liberi e forti per le amministrative”. E, quasi a rassicurarlo, anche Luciano Pizzetti nel suo intervento ha affermato che i segretari di partito si dimettono al congresso, il luogo deputato per le analisi e le dispute politiche. “Intanto però bisogna pensare al voto anche localmente. In città il Pd era al 32% nel 2009 quando Corada ha perso, e lo è tuttora mentre la coalizione è di gran lunga sotto il 46% di allora (è al 35%). Quindi se vogliamo vincere bisogna guardare oltre il centrosinistra”. E, in corridoio, Agostino Alloni, gli fa eco sottolineando che per vincere bisogna adottare il modello Crema: proposte chiare e un civismo vero, della gente.

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