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Giornata Mondiale Acqua, Comitato: 'A Cremona situazione a rischio stallo'

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Torna in primo piano la partita cremonese sull’acqua pubblica. L’occasione, la Giornata Mondiale dell’acqua indetta proprio per il 22 marzo. Il Comitato locale ‘Acqua bene comune’ – come gli altri gruppi in Italia e in Europa – ha organizzato una mobilitazione speciale nel weekend. Dal 22 al 24 marzo banchetti in centro per raccogliere le firme a favore dell’iniziativa dell’Ice, Iniziativa dei Cittadini Europei. Con questa mobilitazione i firmatari chiedono che le istituzioni dell’Unione Europea e gli Stati membri siano tenuti ad assicurare a tutti i cittadini il diritto all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, che la gestione delle risorse idriche non sia soggetta a logiche di mercato unico o a forme di liberalizzazione, che l’Ue intensifichi il proprio impegno par garantire un accesso universale all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari. Banchetti in corso Campi, dunque, nelle giornate di sabato e di domenica.
Un’occasione per ritornare sulla situazione del servizio idrico cremonese, a rischio stallo. A dicembre il consiglio provinciale ha approvato l’atto di indirizzo della Lega sulla partecipazione diretta dei comuni alla gestione del servizio. A gennaio la Regione ha dato l’ok tecnico al Piano d’Ambito che apriva ai soggetti privati. Poi, più nulla. Dopo la “sconfitta” in consiglio, Salini ha preferito non portare più ai voti lo stesso Piano d’Ambito passato sotto il fuoco di opposizioni e Lega. Nel frattempo, è stato creato il soggetto unico che ha riunito le cosiddette sette sorelle, società del territorio che si occupano del servizio idrico. “Il soggetto unico – spiegano dal Comitato – verrà incaricato ufficialmente per un anno in attesa che si facciano le verifiche per applicare l’atto di indirizzo del Consiglio, ossia per fare in modo che il gestore sia partecipato direttamente dai Comuni. C’è un anno di tempo per fare questa trasformazione: non si stia fermi. Non si arrivi alla scadenza senza che il soggetto unico sia pronto ad acquisire definitivamente il servizio. Per questo ci batteremo per l’uscita del servizio idrico dalla gestione delle multiutility e per l’ingresso nel soggetto unico dei comuni”.
Sul tavolo anche il ricorso dei sindaci contro la delibera dell’Ato favorevole alla società mista, a cui il Comitato ha dato sostegno depositando una memoria. “C’è stato un ricorso simile in Toscana – conclude il Comitato – finito a favore dell’acqua pubblica. Per noi è una conferma, una carta in più da giocare. Ci chiediamo solo come l’autorità d’Ambito possa ancora rimanere in piedi nonostante le decisioni contrarie all’esito referendario”.

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Commenti
  • Paisa’

    La decrescita infelice è alle porte, aiutiamola