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Quirinale, l’ora di Prodi Ieri due schede bianche per la deputata Fontana (Pd)

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Nella foto, la Fontana e il Quirinale

Fumata nera ieri per l’elezione del presidente della Repubblica. Franco Marini non ha retto l’onda d’urto dei dissidenti e dei franchi tiratori, uscendo dalla prima votazione con soli 521 voti, quindi al di sotto del quorum. All’insegna delle schede bianche la seconda votazione. Oggi si vota ancora e il Pd cambia candidato. Indicato da Pierluigi Bersani, dopo una riunione convocata in mattinata, Romano Prodi.

Il voto di ieri ha mostrato la spaccatura all’interno del Pd e dello stesso centrosinistra con Sel che da subito ha votato per il candidato del Movimento 5 Stelle, Stefano Rodotà. Quanto ai parlamentari locali, tutti gli occhi sono stati puntati sull’onorevole Cinzia Fontana del Pd. Durante la giornata si sono moltiplicati gli appelli sulla sua pagina Facebook perché non votasse Marino. E lei, da sempre fedelissima del partito cosa ha fatto? Dopo non averci dormito una notte ha deciso: due schede bianche. Oggi il Pd voterà Prodi. Un candidato più apprezzato dai parlamentari e da parte della base, anche se c’è ancora una buona parte che storce ancora il naso.

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Commenti
  • sandra

    Chiudere le prove di dialogo faticosamente aperte con il centro destra a guida Berlusconi e’ una sciagura per il Paese. Fermatevi!
    Anteponete per una volta l’ interesse generale all’ interesse di partito !
    Dopo Romano Prodi al Quirinale c’ e’ il nulla ! Rimarranno solo macerie.

  • rete

    Infatti sono rimaste solo macerie, complimenti!Siete allo sbando ,ora unitevi ai grillini cosí Silvio vi fotte in un sol colpo.Gilberto non piangere….hahaha.

  • Sandra

    Senza astio , nell’ ora della rovinosa caduta di Bersani, poche parole ma sincere agli amici e concittadini del Pd e del centrosinistra , dette da chi non si vergogna di Berlusconi e lo ritiene a pieno titolo leader del centrodestra e del Paese.
    L’ incontro di Pd , Pdl e lista Monti sul nome di Marini era un segnale forte , significativo sul piano della riappacificazione del Paese, propedeutico ad un governo di larghe intese estremamente necessario al Paese. Non capirlo e’ stato un atto di arroganza e di stupidita’. Lo dico sperando di non offendere nessuno, ma non so trovare un’ altra parola se non stupidita’ allo stato puro.
    Con conseguenze facilmente prevedibili, per un partito Nel quale convivono Prodi e D’ Alema, e devastanti, non solo per il PD , ma soprattutto per il Paese. A poco serve ora gridare al tradimento. Il tradimento c’ e’ stato prima , quando e’ stato fatto saltare l’ accordo su Marini per pregiudiziali ideologiche pretestuose, volgari, offensive e irresponsabili.
    Cosa chiedere al Pd ? Un passo indietro, la consapevolezza di non dover perseverare sulla linea dell’ autoreferenzialita’ autodistruttiva , e la presa d’ atto che l’ antiberlusconismo come unico collante della sinistra non funziona piu’.
    Meno stupidita’ , meno paraocchi , piu’ intelligenza , piu’ responsabilita’ , piu’ senso dello Stato.
    Lo dico col cuore e con la preoccupazione di veder vacillare le Istituzioni proprio Nel momento Nel quale c’ e’ piu’ bisogno di coesione e di scelte condivise.

    • italiana

      Per carità! il senso dello stato che tu invochi è quello che ha avuto il parlamento a maggioranza centrodestra quando votò che Berlusconi credeva davvero che Ruby fosse la nipote di Mubarak? E dove eravate mentre l’Italia rischiava il default? Scusa ma io lezioni da voi non ne voglio