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Darsene a nuovo, 15 milionidi investimenti al porto Ed entro l'anno lo scalo merci

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Appaltate le opere di riqualificazione di uno dei piazzali della darsena nell’area portuale di Cremona, uno dei tasselli del maxi programma di intervento che la Provincia sta portando avanti per rilanciare l’utlizzo della via d’acqua per il trasporto merci. Circa 15 milioni la somma a disposizione dell’ente derivante da un finanziamnto regionale del 2010, per la verità molto ridotto, praticamente un terzo, rispetto allo stanziamento iniziale disposto a favore di Provincia di Cremona, Mantova e dell’Aipo.

Gli ultimi lavori assegnati riguardano il rifacimento del piazzale di nord est, per 366 mila euro  (più altri 19 mila tra Iva e oneri di sicurezza). E’ stata scelta la ditta che ha offerto il massimo ribasso, la Ibm srl di Provaglio d’Iseo, con uno ‘sconto’ di oltre il 31%. Ma in ballo c’è un altro appalto, per il quale sono partite le procedure, riguardante il piazzale di nord ovest, con opere per 832 mila euro che sommate ad oneri per la sicurezza, Iva e somme a disposizione portano  la spesa complessiva a 1,2 milioni.

‘Si tratta di un insieme di azioni per riqualificare le darsene e mettere in sicurezza le strutture portuali ‘, spiega l’assessore ai Trasporti e al Patrimonio Giovanni Leoni, ‘con l’obiettivo di far ripartire questo settore, pur in un momento di crisi economica durissima. Oltre ai circa 15 milioni regionali che siamo utilizzando, c’è in prospettiva la realizzazione di un ulteriore terminal – valore 5 milioni – inserito come opera di compensazione per il Terzo Ponte nella delibera del Cipe che autorizza il progetto di Centropadane’. Un progetto che però è al palo in attesa di conoscere dall’Anas quale sarà la sorte della concessionaria cremonese-bresciana-piacentina.

‘Come Provincia di Cremona – spiega Leoni – stiamo cercando di riattivare al più presto il tavolo interistituzionale, mai più convocato dal 2008,  che coinvolge tutti gli enti territoriali interessati alla navigazione sul Po, per fare fronte comune col governo, dimostrando che il fiume deve diventare una vera autostrada del mare. Il Governo dovrebbe riequilibrare gli investimenti sulle infrastrutture tenendo conto di questa esigenza. La navigazione fluviale oggi è più costosa di quella su gomma, soprattutto a causa delle difficoltà di regimazione del corso d’acqua. Dobbiamo fare in modo, con adeguati investimenti sulla navigabiblità del Po,  che la via d’acqua si integri con ferro e gomma, in modo che il suo utilizzo risulti conveniente, soprattutto per alcuni tipi di trasporto come i coils d’acciaio e altre merci pesanti’.

Il trasferimento dello scalo merci dalla stazione di Cremona al porto canale, attraverso un binario dedicato da Cavatigozzi al Porto, rappresenta l’altro puntello fondamentale su cui poggia l’idea dell’intermodalità. Entro l’anno ‘Rfi dovrebbe essere in grado di assegnare i lavori per il raddoppio della linea ferroviaria – spiega Leoni -. Sono lavori a cui contribuiscono anche Provincia, Comune e Regione e consentiranno lo spostamento di circa 30.000 carri /vagoni all’anno dalla stazione centrale, dove interferiscono con il traffico passeggeri, direttamente al porto’. Con  indubbi benefici anche per la vit del pendolari.

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