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'Porto, la Regione decida' Imprese a confronto con Melazzini

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foto Sessa

Primo incontro del neo assessore alle Attività produttive della Regione, Mario Melazzini, con le categorie economiche cremonesi, questo pomeriggio, 15 maggio in Camera di Commercio. Su iniziativa del vicepresidente della stessa commissione Carlo Malvezzi, l’assessore aveva visitato, in mattinata, lo stabilimento Auricchio di Pieve S. Giacomo. Proprio il presidente della Camera di Commercio ha inquadrato il contesto economico cremonese, con l’importante peso delle esportazioni in area europea – l’85% di tutto l’export cremonese – e un trend in ascesa (+4,7% tendenziale nel quarto trimestre 2012, dato più elevato della media lombarda), con un ruolo rilevante dei settori chimico (10%) e alimentare (13%). Tra i punti critici segnalati da Giandomenico Auricchio, il difficile accesso al credito e la necessità di creare reti di impresa per favorire la loro internazionalizzazione. Richiesta anche la semplificazione delle procedure burocratiche, per quanto riguarda gli adempimenti delle imprese e per l’ottenimento dei contributi.

Hanno poi preso la parola il presidente della Provincia Massimiliano Salini e alcuni dei rappresentanti delle categorie economiche. Tra gli altri, il direttore dell’Associazione Industriali Ernesto Cabrini ha rilanciato la richiesta che la Regione prenda una decisione sul futuro del porto di Cremona e dell’area di Tencara nell’ottica dell’intermodalità e della logistica delle merci. Il porto di Cremona è stato descritto come un enorme monumento alle intenzioni, esiste da una cinquantina d’anni e non è mai stato messo nelle condizioni di funzionare veramente. Non soltanto per i noti problemi di navigabilità del Po, ma anche – ha detto Cabrini, ‘perchè non gode di quelle agevolazioni economiche garantite invece ai porti nazionali. Al porto di Cremona c’è una dogana, come in tutti gli altri porti, se si vuole incentivare gli imprenditori ad utilizzare le vie d’acqua, occorre dare loro motivazioni economiche per farlo’.

Dagli Industriali è inoltre giunta la richiesta di fare di Cremona un centro di formazione e ricerca di valenza regionale nel campo agroalimentare.

Risposte ricche di speranza per il futuro e assicurazione di impegno affinchè le parole siano seguite da fatti, sono giunte da Melazzini. Per fare impresa, e politica di supporto alle imprese occorre coraggio e innovazione, ha detto,  il gap tra disoccupazione giovanile tedesca (5,8% in Renania) e Lombardia (26%), la dice lunga. Ha parlato di un fondo da 25 milioni per lo start up di nuove imprese; di altri 500 milioni per anticipare i rimborsi alle imprese per i debiti che le P.A. non possono ancora pagare; mentre per quanto riguarda i bandi a cui le imprese possono accedere per ottenere contributi, ha detto che occorre vigilare sulle effettive ricadute sui territori, in termini occupazionali e di crescita, per stabilire i criteri di assegnazione dei contributi stessi. Melazzini ha poi concluso ricordando l’impegno che Maroni aveva ripetutamente citato in campagna elettorale: ‘Il 75%  delle tasse deve restare sul nostro territorio. L’abbiamo promesso, dobbiamo fare di tutto per mantenerlo’.

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