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Casa Pound e messa per Mussolini, Ministero: 'Informativa dettagliata'

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Il sottosegretario all’Interno Filippo Bubbico risponde all’interrogazione del parlamentare cremonese Franco Bordo di Sel sulla cerimonia religiosa in memoria di Benito Mussolini celebrata il 27 aprile al Civico Cimitero e sull’apertura della sede di Casa Pound in via Geromini. “Al termine della cerimonia – ha spiegato Bubbico – la Questura ha trasmesso come negli anni precedenti un’informativa dettagliata alla Procura della Repubblica. Il movimento di Casa Pound, costituito a Cremona il 16 ottobre 2012, a cui aderiscono una sessantina di simpatizzanti, ha organizzato presidi che hanno provocato reazioni della parte antagonista”. Il riferimento anche alla giornata di inaugurazione della sede di Casa Pound in via Geromini e alla contro-manifestazione di protesta di 250 antagonisti.  ‘In considerazione della forte tensione sociale – ha detto Bubbico – sono state intensificate attività investigative e di controllo per garantire ordine e sicurezza pubblica. Durante il passaggio nell’area adiacente a Casa Pound, la parte antagonista ha acceso alcuni fumogeni e ha tentato di raggiungere il luogo dell’inaugurazione, desistendo per la forte presenza di forze dell’ordine. Anche in merito a questi episodi è stata informata l’Autorità giudiziaria anche in seguito ad un’indagine ancora in corso per l’individuazione dei responsabili”.
“Più in generale – ha continuato il sottosegretario – il Ministero dell’interno ha seguito con attenzione l’evolversi del fenomeno dedicando attenzione ai gruppi estremisti e alla frange più radicali in tutta Italia. Le autorità provinciali di sicurezza svolgono importante attività di prevenzione e di controllo. In quest’ottica, vengono costantemente controllati i luoghi di aggregazione dei simpatizzati di Casa Pound”.
“L’ordinamento vigente – ha concluso Bubbico – consente l’adozione di un provvedimento di scioglimento di  movimenti che si ispirano al Fascismo solo in seguito di una sentenza penale irrevocabile che abbia accertato la riorganizzazione del disciolto fascista. Allo stato attuale non risultano pronunce giurisdizionale che consentano l’adozione di provvedimenti”.
Franco Bordo si è detto non soddisfatto della risposta del sottosegretario.

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