Lettere
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In principio era Charlie, uno che si è meritato la promozione in Regione

da Giorgino Carnevali

Vo ad annotare sul mio inseparabile block-notes con la copertina d’antan rigorosamente nera ed i fogli bordati di rosso pallido, la promozione del Carletto Malvezzi. Vive a Cremona, ma non ci giurerei solo a Cremona. Vive comunque di politica, di “bella presenza”, soprattutto di presenza “ingombrante” (per via della suo “peso calorico”). Sul piano affettivo non è secondo a nessuno. Irreprensibile con se stesso, caustico con gli avversari politici. A Cremona ci sta bene (eccome!). Le sue storie sono lì da leggersi sul “quotidian nostran-popolare”. E si ripetono, con nauseante monotonia, tutti giorni, mattino, pomeriggio e sera. Finchè, un bel giorno, toh, mica che si  va ad innamorare di una certa “candidatura regionale”!? Dagli torto, tu, con gli emolumenti, i bonus, i trattamenti “fitoterapeutici” e quant’altro ti offrono in regione! Al primo lungometraggio i nostri “scrivani fiorentini” (i giornalisti di color grigiorosso…però) sanno dosare “commedia e dramma” con un occhio rivolto alla sua candidatura. Insomma, lo vedono di “buon occhio”. Naturalmente riusciva persino a superarsi allorquando indossava la fascia tricolore di sindaco (che il buon Oreste, irreprensibile, mai ha ceduto ad improvvisati “celebratori matrimoniali” benché avessero prodotto un certificato medico di sana e robusta costituzione). E lo osservavi quale indossatore d’eccellenza in innumerevoli sfilate cittadine, orgoglioso, fiero, soddisfatto, soprattutto gongolante in quel suo riempitivo simpatico sorriso facciale, secondo solo all’immenso Amore di “cultura memoria”. Tuttavia Charlie…lo avreste dovuto vedere Charlie alla trascorsa Maratona cremonese. Ansimante, fradicio di sudore, rosso sbisioso, al limite della sopravvivenza, tuttavia mai scomposto nel suo incedere, Tutti salutava…chi riconosceva (o meglio, salutava tutti poiché dalla fatica non riconosceva più nessuno). E la “volata” (eufemismo di bottega), sapete chi gliela tirava…la volata? Niente meno che il fido Borsella di cognome, consigliere comunale di nome. E’ simpatico Charlie, anche a me “mi” è simpatico, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di condizioni personali e sociali, ma di credo politico…”ehnno”, lui ci ha il suo, io ci ho il mio! Come faremo a “perdurare” orfani della sua presenza proprio qua a Cremona città? Ma tant’è che lui, al Pirellone/gongola come un ragazzone. Ce n’era tanto bisogno, di lui, al Pirellone. Mi state mancando, Charlie, mi state mancando. Sempre in bocca al lupo, Charlie, soprattutto in culo alla balena (che è un augurio, non una blasfema). Ah! Un’ultima cosa, state tranquillo, nessuno a Cremona intaccherà il vostro capitale di preoccupazioni urbanistiche!

Giorgino Carnevali

P.S. A Carletto, spiritoso e piacione oltre ogni ostacolo, rammento che il mio goliardico vergato incedere di cui sopra non ha inteso assolutamente arrecare offesa alcuna alla di lui persona, men che meno mancare di rispetto, semplicemente esternare la mia soddisfazione per l’agognata meta…finalmente raggiunta. D’altronde, nella vita, bisogna crescere, magari anche a Montecitorio, chissà!

 

 

 

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