17 Commenti

Tante 'piccole' scosse e corsa al gas, solo coincidenze?

Lettera scritta da Gualtiero Nicolini

Preg.mo Sig. Direttore,

a mia memoria  “storica” non  ricordo di aver  mai avuto notizia di così tanti “piccoli”  (ripeto per fortuna piccoli) terremoti in giro per l’Italia come in questi ultimi periodi (senza contare  poi quelli molto più evidenti e a volte disastrosi  che spero però abbiano diversa natura, ma che mi pare comunque siano aumentati come frequenza  rispetto al passato).

Non sono un esperto in materia ma il dubbio che  almeno una parte di questi movimenti tellurici possano dipendere dalla corsa agli stoccaggi e alle centrali di pompaggio non credo sia proprio così “peregrina“. Il dubbio infatti “ sorge spontaneo” allorquando lo stesso Ministero che autorizza gli  stoccaggi, le centrali di pompaggio ed i lunghi metanodotti afferma testualmente qualora la sismicità registrata, in un raggio d’azione di 10 km dai “fondo-pozzo” dello stoccaggio, durante le operazioni di gestione dello stoccaggio stesso, anche successivamente al fermo dell’impianto, uguagli o superi la magnitudo locale di 3.0, dovranno essere adottati tutti gli accorgimenti opportuni atti a riportare la magnitudo locale massima dei sismi a valori inferiori a 2.0.

Il ministro attuale sta quindi infatti proseguendo tranquillamente nella politica del governo Monti e dell’ultimo decennio autorizzando a tutto a rischio dei cittadini opere che servono a trasportare il gas  ed  a commerciarlo a favore  di  aziende private. Sono  interessati al problema, vicino a Cremona, i Comuni di Sergnano e di Bordolano  e,  guarda caso,  la terra se non sbaglio  di recente  ha cominciato a tremare anche nella zona di Lodi. Coincidenze?

Mentre i Comuni interessati  puntano ad opere di compensazione non risulta che le nostre altre  istituzioni  si stiano interessando  al problema e  parlo dei Comuni vicini  (che non credo  oltretutto possano guadagnare qualcosa dall’operazione in corso ) della  Provincia e  della Prefettura in quanto “giustamente”  non pensano  corretto di poter prendere posizioni antigovernative.

Ma non è forse ora che i cittadini comincino invece a farsi sentire? Oppure aspettiamo tutti insieme e con calma magari le prime scosse  e poi  penseremo a muoverci quando forse sarà troppo tardi? (Ovviamente spero davvero di sbagliarmi).

Gualtiero Nicolini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Giacomo

    Condivido in toto le considerazioni e paure del sig. Gualtiero Nicolini e, auspico siano prese più precauzioni a tutela dei cittadini esposti al rischio

  • giorgino carnevali

    OFELE’ OFELE’, A OGNUNO EL SO MESTE’ !

    E’ troppo chiedere ad ognuno di fare il proprio “mestiere”? Signor Gualtiero, lasciate perdere certe gratuite per nulla gratificanti vostre affermazioni: “Non sono un esperto in materia ma il dubbio che almeno una parte di questi movimenti tellurici possano dipendere dalla corsa agli stoccaggi (gas metano, un gas naturale…ce lo aggiungo volentieri io!) e alle centrali di pompaggio non credo sia proprio così “peregrina“”. Ecco, appunto, focalizzate la vostra attenzione piuttosto su quell’ “esperto in materia”, soprattutto su quel “dubbio peregrino”. Ci vuole ben altro per produrre “terremoti” seppure di lieve entità. Un poco come se, pizzicando le corde di un violino in una stanza (e voi, il violino, “lo” conoscete bene il violino!), la vibrazione prodotta inducesse la caduta (dal soffitto) dei lampadari. Niente panico, col tempo maturerete anche codeste convinzioni; è annunciazione di sicurezze nei propri mezzi! Alla buon’ora, signor Gualtiero.

    • Marta

      Caro Giorgino Carnevali, questi mega stoccaggi di milioni e milioni di mc di gas, con il continuo pompa giù e tira su per 40 anni e più, per favore, valli a fare sotto le sabbie del deserto, in Africa e non sotto casa mia, nella bellissima pianura Padana già sovrapopolata. Ci sarebbe più sicurezza e tanto altro per tutti, anche per te!!! Pensaci

  • giorgino carnevali

    MARTA LA LAURA E…MARIA L’E’ FIACA (sorelle di Lazzaro)!
    (…da: La vita di Gesù).

    Metteteci almeno la “faccia” signora Marta, con tanto di cognome. Forse sarete più credibile. Forse. Tant’è che mi fanno pena, mi angustiano, a “me”, quelli che lanciano il sasso senza dire: “Sono stata io”. Vi state nascondendo dietro un dito. Contenta voi…! Inutilità di certi interventi, anche i più ben intenzionati. Vi do tre minuti, non di più, per scegliere tra le sabbie africane o la pianura padana. Oggi come oggi io scelgo…e basta. Ovviamente scherzo, tuttavia il problema degli approvvigionamenti energetici non lo si risolve con i classici: “IL VIOLINO, CON LE SABBIE D’AFRICA, CON L’ACRONIMO INGLESE ‘NIMBI’ (not in my back yard….NON NEL MIO CORTILE)”. Guardate il vostro orologio, Marta: che ora segna il vostro orologio? E’ l’ora che io, voi, tutti…ci si impegni almeno per non essere scombussolati dalla vita. Ma parlare di terremoti, mamma santissima, cerchiamo di venir su bene, va là, perché allora, davvero, dovremo tutti stringere le chiappe!

    • Annamaria Menta

      Caro Giorgino, io il nome e il cognome lo metto sempre e ti dico: non ti pare che a forza di non fare e farsi domande ci si trova con le acciaierie in cortile? (qualsiasi riferimento è più che voluto).
      La lettera di Nicolini mi pare più una serie di domande, che un elenco di comandamenti o sentenze.
      Ci fosse più gente che domanda chiarimenti magari le cose andrebbero meglio.
      …e in ogni caso le chiappe è sempre meglio tenerle ben strette….e di energia ne abbiamo da vendere, infatti la vendiamo (e usiamo male quella che compriamo dall’estero. Chi è più ‘fuori’, chi evoca terremoti o chi gioca al ‘piccolo mercante energetico’ sulla pelle di tutti?)
      Per inciso, ho forti dubbi sull’utilità e la necessità di questi stoccaggi anche in pieno deserto.

      • Masotti

        A si?E con che cosa ti scaldi d’inverno col bue e l’asinello?

  • Gianni & Giacinta

    “Proteggi il tesoro che ti appartiene: il territorio dove sei nato, dove risiedi, dove vivi, dove lavori e l’Italia ”

    • Giacomo

      BRAVISSIMI!!!

  • Masotti

    Nicolini, ex insegnante di italiano e ora esperto geologo tellurico……mah……

  • Lora Daria

    Per il sig. Giorgino Carnevali grande esperto tellurico ( lui) ci vuole ben altro che gli stoccaggi per produrre terremoti ! Bene si vede che il signor Giorgino è davvero un esperto e se lo è davvero …. meglio così per tutti ma ritengo che sia corretto comunque esprimere dubbi e fare domande soprattutto in questi periodi in cui come giustamente è stato osservato la terra sta tremando un po’ troppo !!!!.
    Oppure caro direttore prima di scrivere qualcosa sul suo giornale è necessario dover chiedere il permesso al sig. Giorgino ?

  • ezio corradi

    Ho apprezzato la lettera del Sig. Gualtiero Nicolini soprattutto perchè richiama alla precauzione ed alla prudenza, invitando alla meditazione su cosa si vuol fare del nostro territorio. I cittadini che vogliono informarsi e riflettere su quanto leggono possono trovare ampia documentazione nei siti che parlano delle risorse energetiche, della politica degli stoccaggi, farsene una conoscenza, una coscienza e cominciare a ragionarci sopra. Quanto il sig. Nicolini afferma nella sua lettera, non è proprio così campato in aria, purtroppo. Mentre appare ampiamente sottovalutato da coloro che sono responsabili della cosa pubblica a partire dalla salute, dalla sicurezza dall’ambiente. Chi vuole informarsi può cercare la delibera n. 532 del Ministero dell’Ambiente del 15 ottobre 2012 che dichiara possibili sismi di Magnitudo 3,0 “delle testa del pozzo” (scritto in un italiano-burocratese…) e per un raggio di 10 km dallo stoccaggio di Sergnano. Carta geografica alla mano si arriva ben oltre la città di Crema ed i suoi abitanti, fino a raggiungere Ripalta Cremasca, Comune questo sede di un altro importante stoccaggio che i progetti in discussione prevedono di utilizzare al 110% della sua potenzialità. A nord di Sergnano, sempre nel raggio di 10 km, si trovano i Comuni di Fornovo San Giovanni, di Caravaggio, di Treviglio, di Mozzanica, a sud-est troviamo Offanengo: le località citate sono sedi di industrie chimiche a rischio di incidente rilevante soggette -come glii impiantidi stoccaggio- alla Direttiva Seveso D.lgs 334/1999. Per quanto riguarda invece il Comune di Bordolano e lo stoccaggio per il quale sono in corso solo i lavori di perforazione dei sette nuovi pozzi al “Cluster A” ed al “Cluster B”, la recentissima “Decisione” del Ministero dell’Ambiente n. 18804 del 08 agosto 2013, dichiara con la “Prescrizione 1 comma c)” possibili anche qui sismi dovuti alle attività di stoccaggio metano di Magnitudo 3.0 “dai” fondo-pozzo. Carta geografica alla mano si arriva da Bordolano fino a Villachiara, Genivolta, Soresina, Annicco, Olmeneta, Robecco, Verolavecchia, Verolanuova, Pontevico. Che dobbiamo dire? Queste “decisoni/prescrizioni” le ha scrite il Ministero dell’Ambiente dei Governi italiani del 2012 e del 2013: dobbiamo dire anche a loro “Offelè, fa el to mesteer”, oppure qualche fondo di verità ci sarà? E allora come mai fino ad oggi, 2 settembre 2013, non ci hanno mai detto nè scritto nulla di questi problemi nei vari progetti presentati a Bordolano dal lontano 2008? E della presenza delle sorgenti sismogeniche ITCS002 in grado di scatenare sismi di magnitudo 6.1 secondo i dati dell’INGV, perchè nessuno a livello politico e delle Istituzioni Regionali, Provinciali e Comunali del Cremonese e del Bresciano tranne qualche raro caso, ne parla? Che dire poi del fatto che nessuna fidejussione è sta versata nei vari Comuni e che mancano i Piani di Emergenza Esterni di Bordolano, Ripalta Cremasca, Ripalta Guerina e Sergnano? Avete mai visto voi, una fabbrica classificata in “Direttiva Seveso” funzionare senza i Piani di Emergneza Esterni? Ecco, a Cremona, in provincia, in quegli impianti citati, succede che si lavora in mancanza dei Piani di Emergneza Esterna ed i cittadini che abitano nelle vicinanze non sanno neppure cosa fare in caso di emergenza. Altro doloroso capitolo è la constatazione delle gravi carenze di organico e di attrezzature per i Vigili del Fuoco che dovrebbero intervenire. Qualcuno se ne sta occupando a livello politico e amministativo? Ce lo faccia sapere! Ha dunque ben ragione il Sig. Gualtiero Nicolini a sollevare qualche dubbio: se così stanno le cose, il nostro territorio, le nostre case, il nostro mondo del lavoro agricolo ed industriale, i nostri cittadini, stanno correndo qualche serio rischio. Negato dalla solita pletora di negazionisti e minimalisti che non si preoccupano del futuro, ma “de l’argent”! Ne vogliamo parlare civilmente, un volta tanto?

    • Giacomo

      BRAVISSIMO EZIO CORRADI e CHIARISSIMI I SUOI COMMENTI!

  • Rododendro

    Ci sono persone che esprimono garbatamente i loro dubbi e le loro perplessità, ci sono altre molto informate che sottolineano con documentazione circostanziata purtroppo che quanto espresso non sono dubbi così campati in aria infine ci sono altre persone piccoli saputelli che si credono invece pieni di saggezza e di sagacia che si ergono loro sì a tuttologhi. Buona serata sig. Carnevali Giorgino. Sa che …. un bel tacer non fu mai scritto ?

  • giorgino carnevali

    COL CUORE “AMPUTATO”.

    Saluto volentieri l’amico Ezio, sempre attento ed impegnato. Mi scuso con Gualtiero per l’irriverenza gratuita a lui riservata. Di “saputelli”…beh ho avuto modo di conoscerne…di “saputelli” …Rododendro, tuttavia le mie convinzioni sono supportate da “certa” letteratura da me “malamente interpretata” (potrebbe essere anche successo!) che così recita testualmente:

    TERREMOTI E STOCCAGGI GAS- di Enzo Boschi (Università di Bologna)

    Le dettagliate ed approfondite ricerche di Agip-Eni realizzate per la ricerca degli idrocarburi, sviluppate dal dopoguerra in poi, hanno rivoluzionato le conoscenze relative agli assetti strutturali dell’intera Pianura Padana e ai suoi rapporti con la Catena Appenninica.
    Le “Pieghe Ferraresi” sono costituite dalle strutture plicative e fagliate (faglie inverse) piuttosto complesse: sono queste le strutture sismogenetiche interessate dalla attuale sequenza sismica. Esse possono essere caratterizzate da una attività sismica di bassa e media intensità, quindi con magnitudo tipicamente fino a 6.0 (sebbene non si è in grado di escludere categoricamente terremoti di magnitudo maggiore).
    Amplia letteratura INGV è già disponibile su web oltre ai report tecnici preparati per i progetti operativi sui giacimenti e stoccaggi in zona da anni, portati avanti principalmente dalla Unità Funzionale “Geochimica dei Fluidi, Stoccaggio geologico e geotermia” (Fedora Quattrocchi) e studi di quel gruppo sono in corso in queste ore di emergenza sismica, per verificare che in una zona così densa di gas naturale nel sottosuolo, sia in giacimenti che in stoccaggi, non vi siano fughe di gas negli acquiferi superficiali e nei suoli: i primi riscontri stanno appurando che effettivamente pericoli non ve ne sono, come atteso.
    In particolare si cercano evidenze superficiali, riferite a fenomeni di “neotettonica”, rilevabili con metodi strutturali e geochimici, quali faglie o zone di disgiunzione o frattura entro coperture sovrastanti le anticlinali sepolte di Mirandola e della Dorsale Ferrarese.
    Tutto ciò fu ben dettagliato nel passato da me medesimo negli anni scorsi, anche in incontri pubblici a Mirandola, nell’ambito del possibile approfondimento di studi che poteva portare o meno ad ulteriore sito di stoccaggio gas naturale in Pianura Padana che è la zona migliore in Italia per questo tipo di infrastrutture strategiche: si tenga presente infatti che tutto il bacino padano è caratterizzato depositi di copertura impermeabile con spessori di 4-5 km nel margine settentrionale, per arrivare fino a 12 km, con annessa presenza sottostante di serbatoi di idrocarburi, spesso utilizzati adesso come stoccaggi di gas naturale per le riserve strategiche e la modularità stagionale per la rete gas di Snam.
    Tali giacimenti si sono conservati bene in profondità, nonostante le centinaia di sequenze sismiche che, durante gli ultimi periodi geologici, hanno subito: sequenze sismiche del tipo della sequenza sismica odierna che ha interessato la struttura sismogenetica nel ferrarese.
    Non si hanno ad oggi notizie di variazioni/incidenti ai siti di stoccaggio gas della Stogit nella regione in queste prime ore di sequenza sismica.
    Si fa altresì presente che la struttura sismogenetica che si sta muovendo NON ospita uno stoccaggio di gas naturale al momento e quindi nessuno può dire che “sono i siti di stoccaggio gas a creare i terremoti di magnitudo moderata, come quelli di questi giorni”. Sempre servono studi specifici sismologici, geochimici e geomeccanici caso per caso, stoccaggio per stoccaggio.
    Paradossalmente questa sequenza sismica ci da l’opportunità di posizionare, con estremo dettaglio, la sorgente sismogenetica, già nota in letteratura INGV, per meglio capirne le interazioni o anche la mancanza di interazioni con i giacimenti di gas naturale/stoccaggi, ben più superficiali della profondità sismogenetica odierna (2 km invece dei 6-20 della posizione dei terremoti attuali).

    TERREMOTI POLITICI – di Diego Gavagnin

    L’Italia è un paese sismico, lo sappiamo da sempre. Anche se dopo ogni sisma dimentichiamo tutto e rimettiamo la testa sotto la sabbia. Poi nuova tragedia e nuove accuse al destino cinico e baro. Molto in linea con il carattere nazionale, anche se sembrava che qualche cosa stesse cambiando e le amministrazioni avessero capito che il problema non è il terremoto, inevitabile, ma la prevenzione del rischio. Invece non è andata così se una delle Regioni ritenute più efficienti, l’Emilia Romagna, non ha sentito la necessità di revisionare adeguatamente dopo il 2006 le normative antisismiche in considerazione della nuova classificazione che ha elevato anche la pianura padana ad area sismica.
    E non si può dire che l’argomento del rischio sismico non fosse ben presente nel dibattito tecnico-politico regionale, acceso dalla richiesta di svolgimento di ricerche, appunto sismiche, da parte della società Ers per una analisi di fattibilità di uno stoccaggio di gas (avvertenza per il lettore: nel quale anche se indirettamente sono coinvolto professionalmente). La richiesta per lo svolgimento delle ricerche sismiche è stata ripetutamente bocciata dalla Regione proprio a causa dell’alto rischio sismico dell’area, la stessa devastata dal terremoto di questi giorni. Talmente sismica, secondo la Regione fin dal 2007, che non valeva neanche la pena di saperne di più con ricerche specifiche preliminari. Chissà, magari se quelle ricerche fossero state fatte si sarebbe salvata qualche vita in più. Di fatto la pericolosità sismica della zona ha avuto valore solo contro il progetto di stoccaggio e non per tutte le altre infrastrutture industriali, edilizie e storico-artistiche miseramente crollate ora dopo ora dal 20 maggio scorso. Sullo sfondo di questo irrazionale comportamento della Regione e delle altre Amministrazioni locali il contesto elettorale, con il PD – che governa la Regione – sottoposto ad una costante erosione prima da parte della Lega e poi dai “grillini”. Ne è nata una gara a chi la sparava più grossa contro il progetto di stoccaggio che, a loro dire, certamente se realizzato avrebbe potuto addirittura provocare il terremoto. E’ chiaro che questo micidiale bombardamento politico-mediatico ha influito sulle emozioni delle popolazioni e quando il terremoto tanto evocato è arrivato per davvero, i cittadini si sono convinti che lo stoccaggio fosse entrato in funzione, magari di nascosto, e quindi avesse innescato il dramma, arrivato a 24 vittime. Le autorità poi hanno tardato molto nel chiarire che lo stoccaggio non esisteva e non poteva avere alcun ruolo nel sisma, mentre la Società non veniva creduta. Sullo sfondo anche il difficile rapporto tra Stato e Regioni nella gestione delle infrastrutture energetiche e la presenza nella stessa area, a pochissimi chilometri dagli attuali epicentri, di veri stoccaggi in funzione e anche molto più grandi di quello proposto. La Regione si è interrogata se fermare per motivi di sicurezza tutti gli impianti, per poi accontentarsi di chiedere al Governo di bloccare le ricerche preliminari di quello che non c’è. Nonostante il parere negativo della Regione, il Ministero dell’ambiente aveva infatti dato parere favorevole allo svolgimento delle ricerche scientifiche e si sa che Errani, presidente non solo dell’Emilia ma anche del Coordinamento di tutte le Regioni, se l’era legata al dito. Non si sa bene cosa si siano detti tra Errani, Clini e Passera, ma ieri il Ministro dell’ambiente Clini è andato a Canossa “riconosco di aver sottovalutato il parere negativo della Regione” ha detto, ed oggi lo Sviluppo economico ha rigettato la richiesta per le ricerche. La pericolosità dello stoccaggio in sé è invece tutta da dimostrare, nonostante questo terremoto, peraltro previsto per intensità anche maggiore nelle specifiche progettuali, perché, paradossalmente, quando la terra trema le strutture geologiche che contengono gli stoccaggi sono il posto più sicuro. E’ banale: lo stoccaggio è un sistema chiuso in sé stesso che ha già resistito a milioni e milioni di terremoti senza che ne fuoriuscisse il proprio contenuto sia esso gas, acqua, petrolio o CO2.

    Ma la sicurezza del nuovo stoccaggio è un problema di tutta evidenza secondario rispetto alle altre motivazioni di tipo elettoralistico e politico.

    Così vanno le cose nel nostro Paese alla faccia dello sviluppo economico ed energetico e alla necessità di investimenti esteri.

    Buona serata a tutti, soprattutto a….! Ma questa è un’altra storia da raccontare. Vien su la notte, non mi rimane che riflettere.

  • Rododendro

    Letteratura o …… ” spazzatura” ? Non Le viene magari il dubbio che le ricerche Agip Eni possano essere forse anche un pochino interessate ?

  • Akinator

    ANCHE ALLA LUCE DI QUESTO ARTICOLO PUBBLICATO OGGI DALLA STAMPA ERA LECITO O NO PORSI DELLE DOMANDE O FACCIAMO ANCORA FINTA DI NULLA ?

    Lunedì 2 Settembre 2013

    ROMA – L’estate 2013 è stata da record per i terremoti: soltanto in luglio il numero di scosse registrate ha superato tutte le attese e il bilancio complessivo della stagione vede ben sette sequenze sismiche in atto, dalle Marche alla Sicilia.

    Nessun allarme, però: che l’Italia sia un Paese simico è noto e a far impennare il conto delle scosse non è stata l’intensificazione dei terremoti, ma la sensibilità e la concentrazione degli strumenti. Da sole, sono state sufficienti solo tre sequenze (ad Ancona, in Lunigiana e a Forlì) «per fare centinaia di terremoti. Ma sono tutte concentrate in zone nelle quali la rete sismica è molto buona, al punto da registrare anche scosse con magnitudo vicine allo zero», osserva Amato.

    Per avere un’idea del confronto con gli anni passati, l’esperto dell’Ingv propone come punto di riferimento il mese del record, luglio 2013. «Complessivamente sono stati registrati 2.874 terremoti, con una media di 100 al giorno», rileva Amato. Le scosse di magnitudo superiore a 4 sono state 2, entrambe avvenute al largo di Ancona; quelle superiori a 4 sono state 30 (molti nella Lunigiana, nella zona di Forlì e al largo di Ancona, e ancora nel Frusinate, nella Sila e nel Tirreno); quelle di magnitudo superiore a 2 sono state ben 311. Considerando poi i piccoli terremoti, ossia quelli di magnitudo compresa fra zero e 2, questi sono stati 2.610, relativi alle sette sequenze sismiche in atto: premi fra tutte quella delle Marche, al largo di Ancona, quindi quelle in Lunigiana e nella zona di Forlì, poi la sequenza in Umbria, nell’area di Ascoli Piceno, e ancora nel Pollino, in Sicilia, dall’Etna alle Eolie, e in Calabria.

    Nel luglio 2012 i terremoti che hanno scosso l’Italia sono stati complessivamente 1.267, meno della metà. Tuttavia quelli di magnitudo superiore a 4 sono stati ben 5, quelli di magnitudo superiori a 3 sono stati 18 e 225 di magnitudo superiore a 2. Nel 2011 si erano registrati 1.580 terremoti: anche allora 5 di magnitudo superiore a 4, 36 superiori a 3 e 214 superiori a 2. Nel 2010 i numeri erano molto diversi, con un totale di 1.490, con nessun terremoto di magnitudo superiore a zero, 10 superiori a 3 e 166 superiori a 2.

    Complessivamente «le oscillazioni nel numero dei terremoti di magnitudo superiore a 4 sono abbastanza nella norma: si tratta di poche unità e non sorprende che possano oscillare da un anno all’altro», osserva Amato. Le differenze maggiori riguardano invece i piccoli terremoti: «è un segno – conclude il sismologo – che la rete ha funzionato bene e che migliora di anno in anno».

  • Akinator

    Chissà di cosa è esperto invece il Masotti ?