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'Ndrangheta: arresti a Crotone, c'è anche Nicolino Grande Aracri

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Operazione dei carabinieri contro alcuni clan della ‘Ndrangheta nel crotonese colpevoli di almeno 7 omicidi accaduti tra il 1989 e il 2007, in una guerra tra cosche. Ordinanza di custodia cautelare anche per Nicolino Grande Aracri (già detenuto per altra causa), a cui viene addebitato un omicidio nell’ambito della guerra tra cosche scatenata tra la fine degli anni ottanta e la prima decade degli anni 2000. Nicolino Grande Aracri è ritenuto un personaggio di grande rilievo nel vertice delle ‘ndrine nelle zone del reggiano, della bassa parmense e del cremonese. Nel 2005 la corte d’assise d’appello di Brescia aveva comunque ribaltato la sentenza del carcere a vita inflitta dalla corte d’assise di Cremona, assolvendolo dall’accusa di essere stato il mandante del duplice omicidio delle Colonie Padane, avvenuto il 6 settembre del 1992, quando furono assassinati il 29enne Dramore Ruggiero e il 39enne Antonio Muto e restarono feriti i fratelli Rosario e Michele Diletto, tutti di Cutro. Decisiva, nella recente operazione dei carabinieri, la testimonianza di Lea Garofalo, la testimone di giustizia fatta uccidere a Milano dal marito, Carlo Cosco. La donna aveva fornito un importante contributo per svelare gli affari delle cosche della ‘ndrangheta del Crotonese. Nei giorni scorsi si sono svolti a Milano i funerali della Garofalo. La figlia Denise, si è collegata telefonicamente durante i funerali rivolgendo un saluto commosso alla madre. Vive da tempo sotto protezione in una località segreta. Gli arrestati, in tutto 17, sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio aggravato, porto e detenzione di armi e materie esplodenti, produzione e traffico di sostanze stupefacenti, ricettazione.

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