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Carcere, preoccupa la vecchia struttura Questione in Commissione regionale 'Infiltrazioni e black-out. E c'è carenza di personale'

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Mentre si aspetta la piena entrata in funzione del nuovo padiglione del carcere di Cremona (ma l’apertura di quest’area permetterà di risolvere solo alcuni problemi) continuano a preoccupare, in ambienti sindacali e non solo, diverse questioni: le condizioni della vecchia struttura, la pianta organica del personale attivo e la situazione dei mezzi a disposizione. La questione è finita in Regione, nella Commissione speciale sulla situazione delle carceri in Lombardia. Nella giornata di lunedì il caso è stato tirato fuori dal segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Sinappe, Roberto Santini, nel suo intervento, in audizione, nella commissione regionale.

Santini ha iniziato con una panoramica sulle criticità delle carcere a livello nazionale e lombardo. E ha parlato di “coperta troppo corta”: “Non si possono aprire nuovi padiglioni detentivi senza pensare ad un incremento di personale, oggi la partita viene gestita con un rimpasto di risorse che, fra somme e sottrazioni, non modifica il totale in Regione e modifica (incrementandolo) unicamente il numero dei detenuti. Questo è quanto è accaduto lo scorso venerdì negli istituti di Bergamo e Milano San Vittore dove sono piovuti dall’alto, come mannaie, degli ordini di missione che sottraggono da questi due istituti risorse del ruolo sottufficiali per fronteggiare le esigenze del nuovo padiglione di Pavia. Seguirà a ruota medesima azione per l’apertura di Voghera e poi per quello di Cremona”.

Santini si è poi concentrato sulla Casa circondariale di Cremona: “Seppur relativamente giovane (si tratta di una struttura costruita nella metà degli anni ottanta ed inaugurata nel 1992) è l’emblema della disastrosa condizione sopra descritta: gravi infiltrazioni di acqua piovana nei reparti detentivi, nelle stesse camere detentive, in diversi uffici amministrativi, nelle zone di transito pertinenti il reparto colloqui, ed infine in un piano intero destinato agli alloggi del personale di Polizia Penitenziaria. Infiltrazioni che interessano addirittura i quadri elettrici (la soluzione individuata è stata quella di posizionare secchi per la raccolta dell’acqua piovana) e che oltre a creare una aria insalubre a causa dell’umidità, mettono evidentemente a rischio la sicurezza di chi opera o transita in detti locali. Conseguenza immediata e diretta di ciò sono i diversi black-out che hanno interessato l’intera struttura penitenziaria nei giorni di maggiore piovosità, con gravissimo rischio per la sicurezza di tutti i presenti”.

Inoltre: “La questione, sovente alla ribalta della stampa grazie anche alle sollecitazioni del Sinappe, attenzionata anche dall’Asl sempre interessata da questa Organizzazione Sindacale, è ben nota all’Amministrazione penitenziaria che alacremente rammenda ciò che non è più riparabile. Tanti i rilievi tecnici effettuati negli anni, senza che si sia addivenuto ad una effettiva risoluzione della problematica. Analoghi rilievi sono stati effettuati dalla locale Compagnia dei Vigili del Fuoco che dopo attento sopralluogo, ha provveduto a dichiarare inagibile il secondo piano della caserma agenti senza esprimersi in merito all’agibilità e sicurezza dei reparti detentivi interessati dalle medesime infiltrazioni”.

“Come abbiamo detto nell’incipit – è andato avanti Santini – proprio Cremona è uno di quegli istituti che sarà interessato dall’ampliamento a seguito dell’inaugurazione del nuovo padiglione detentivo. Il Sinappe ritiene giusto rivendicare, prima ancora che entri a regime la nuova struttura ricettiva, l’effettuazione dei lavori di ripristino in sicurezza degli spazi esistenti. E oggi chiede proprio a codesta Commissione, fra l’altro, di perorare tale causa presso i competenti Uffici dell’Amministrazione Penitenziaria, oltre alla chiusura temporanea dei reparti E ed F maggiormente interessati dalle infiltrazioni, nell’attesa di una calendarizzazione di interventi strutturali risolutivi”.

E ancora: “Oltre alle gravi carenze strutturali, si registrano carenze di personale di Polizia Penitenziaria e del comparto ministeri (educatori, contabili ed addetti alla segreteria). Alla luce del D.M. marzo 2013, che prevede per la struttura cremonese n. 249 unità di Polizia Penitenziaria, ad oggi sono amministrate n. 202 unità di cui n. 20 distaccate presso altri Istituti e sedi dipartimentali. L’istituto cremonese ad oggi registra una carenza organica di n. 67 unità di Pol. Pen. con evidenti disagi per il personale a causa del mancato rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro nella parte relativa all’orario di lavoro giornaliero previsto (8 ore anziché 6). Degno di nota è anche la questione riguardante gli automezzi in dotazione al locale nucleo traduzioni vetusti e con a carico oltre trecentomila km, tale situazione si ripercuote sulla sicurezza quotidiana sia del personale impiegato in tale servizio sia dei detenuti trasportati. Il numero di tali automezzi risulta insufficiente per le esigenze dell’istituto anche in virtù dell’apertura del nuovo padiglione, da anni si attende ormai una sostituzione ed integrazione con altri automezzi”.

In conclusione, e in generale, queste le parole del segretario generale del Sinappe, finalizzate a sollecitare interventi per risolvere le criticità: “L’impegno che oggi si chiede a questa Commissione è quello di analizzare insieme alle parti sociali quanto sin qui rappresentato per cercare una soluzione condivisa, logicamente in relazione ai reciproci spazi di competenza; la valutazione di uno stanziamento di fondi che valga a sollevare almeno in parte le criticità derivate dai tagli orizzontali che hanno interessato tutte le Amministrazioni dello Stato e che non hanno risparmiato quella penitenziaria. Si chiede un interessamento affinché possano individuarsi forme di fiscalità agevolate in relazione alla specificità dell’impiego svolto e del momento contingente che interessa l’intero sistema penitenziario. L’attenzione che vorrà assicurarsi non può non estendersi ad agevolazioni in merito alla questione alloggiativa per il personale di Polizia Penitenziaria considerato che per la gran parte trattasi di personale fuori sede. L’eventualità che si possa valutare lo stanziamento di fondi per l’espletamento di attività formative (che vanno via via riducendosi all’interno dell’amministrazione per la penuria di risorse economiche) è altra delle priorità che si portano oggi all’attenzione di codesta commissione. In via prioritaria, si sottopone la risoluzione pratica delle carenze strutturali per la Casa Circondariale di Cremona e per gli altri istituti penitenziari che soffrono della medesima piaga”.

LE PAROLE DEL CONSIGLIERE REGIONALE CREMONESE MALVEZZI (PDL)

“Un impegno deciso per migliorare le condizioni dei penitenziari in Lombardia”. È l’assicurazione che Carlo Malvezzi, consigliere regionale cremonese del Pdl, ha lanciato nella Commissione Straordinaria per le Carceri al termine dell’audizione di Santini del Sinappe.

Malvezzi ha ritenuto utile la relazione di Santini: “Quando ho favorito l’incontro della Commissione regionale con il segretario del Sinappe, dietro sua esplicita richiesta, ritenevo necessario che una situazione allarmante come quella carceraria venisse portata all’attenzione di Regione Lombardia fin nei minimi dettagli. Sul nostro territorio (quello lombardo, ndr) scontiamo una preoccupante carenza di poliziotti (gli attuali 4.470 andrebbero aumentati di circa 1.000 unità), peggiorata, tra l’altro, da continui distaccamenti presso altri istituti anche fuori regione. Il tutto per far fronte alla presenza di 8.937 detenuti distribuiti in 18 edifici”. E bisogna considerare anche un Ospedale Psichiatrico Giudiziario e un istituto per minori.

Non va dimenticata, ha precisato ulteriormente Malvezzi, “la necessità di ristrutturazione di molti penitenziari lombardi. Dalla relazione di Santini è emersa infatti l’urgenza di intervenire presso diverse case circondariali, non ultima quella di Cremona che, seppur relativamente giovane (inaugurata nel 1992), necessita di opere di riqualificazione nella sua parte più datata”.

Non solo l’indicazione dei problemi ma anche l’individuazione delle soluzioni. Malvezzi ha sintetizzato quelle proposte dal Sindacato autonomo della polizia penitenziaria e ha assicurato il massimo impegno: “Uno stanziamento di fondi straordinari per gli interventi strutturali; agevolazioni fiscali a favore del personale penitenziario e un’attenzione maggiore alla situazione alloggiativa dei poliziotti, considerato che si tratta, in gran parte, di personale fuori sede. Su questi punti – ha detto il consigliere del Pdl – ho garantito a Santini tutto il mio interessamento e la spinta affinché Regione Lombardia, per quanto di sua competenza, intervenga urgentemente, a cominciare da una più favorevole sistemazione alloggiativa dei poliziotti e dall’impiego di risorse per la formazione del personale di cui ci è stato riferito esserci urgente bisogno. Una situazione così drammatica va affrontata con strumenti e mezzi straordinari e in tempi celeri”.

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