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Infiltrazioni pericolose, chiusa la Sezione E del carcere cremonese

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Chiusa la Sezione E del carcere per grosse e pericolose infiltrazioni di acqua fino ai quadri elettrici. Lo annuncia il sindacato di polizia penitenziaria Sinappe, che ha più volte denunciato il problema in passato. Ora i locali dovranno essere sistemati con una ristrutturazione prima della riapertura. “Abbiamo lottato, abbiamo denunciato, abbiamo urlato e manifestato, e alla fine abbiamo vinto. E’ con vero piacere – fa sapere la segreteria Sinappe, guidata da Davide Corso – che annunciamo che nella serata di lunedì la Direzione della Casa Circondariale di Cremona ha disposto l’evacuazione dell’intera Sezione E, una di quelle maggiormente interessate da prepotenti inflltrazioni di acqua piovana fino ai quadri elettrici”.

“Le perentorie pretese del Sinappe miranti alla chiusura del reparto detentivo per l’evidente insalubrità egli ambienti e per la pericolosità delle condizioni – dichiara ancora il sindacato – sono state rappresentate ad ogni livello. Abbiamo denunciato la questione alla locale Asl, al Comando dei Vigili del Fuoco, abbiamo sollecitato la sensibilità dei mass media, siamo arrivati fino al tavolo della Commissione Straordinaria Carceri presso la Regione Lombardia lo scorso 11 novembre; e ancora lo abbiamo rappresentato alla commissione per l’emergenza penitenziaria istituita presso l’Ufficio di Gabinetto del Ministro. La nostra voce é stata ascoltata, e i nostri sforzi premiati: i 50 detenuti ospitati nella Sezione E sono stati diversamente allocati, così da poter pensare ora ad una importante ristrutturazione”.

Mentre l’attenzione del sindacato resta alta sul fronte del nuovo padiglione (in particolare sulle note questioni dell’organizzazione del lavoro e dell’organico attivo, oltre che del previsto arrivo di oltre 100 nuovi detenuti), il Sinappe rilancia anche un altro obiettivo: “Non paghi del risultato ottenuto, il nostro prossimo impegno sarà quello di ottenere la ristrutturazione della Caserma Agenti, interessata anch’essa dai medesimi atavici problemi strutturali”.

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