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Rifiuti e Aem, scontro in maggioranza su futuro inceneritore

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Procedono il loro iter le linee guida del piano rifiuti elaborate dal Tavolo comunale voluto dall’assessore Francesco Bordi, ma spaccano la maggioranza o quel che resta di un centrodestra frantumato.  La seconda ed ultima riunione del Tavolo, venerdì pomeriggio, ha segnato una nuova frattura, inasprendo lo scontro tra l’ambientalista Bordi e l’ex capogruppo Pdl Luca Grignani, partito all’attacco contro il testo illustrato da Bordi, accusandolo di non averlo condiviso in maggioranza (“e su questo potremmo passare oltre”), di non averlo portato in Giunta, ma soprattutto di non averne valutato l’impatto economico – finanziario insieme al gestore. Ossia Aem Gestioni, l’ex municipalizzata che a suo tempo ha conferito l’impianto di termocombustione di San Rocco nel patrimonio di Lgh, situazione che priva il Comune di effettuare un reale controllo sul suo utilizzo (il Comune partecipa ad Aem Gestioni solo per poco più del 30%). Grignani si è detto preoccupato delle conseguenze finanziarie sul gestore dello spegnimento entro tre anni dell’inceneritore, come  inserito nella bozza di linee guida su richiesta del Pd. Una scadenza temporale più lunga rispetto alle richieste degli ambientalisti, le trenta associazioni delle quali si è fatta portavoce Maria Grazia Bonfante: spegnimento dell’inceneritore da effettuare ragionevolmente entro il 2014, risparmiando così sul previsto intervento Aem di miglioramento emissioni dell’ordine dei 4 milioni; estensione della differenziata spinta a tutta città con  introduzione della tariffa puntuale; costituzione di una società totalmente pubblica, svincolata da Lgh, per la gestione rifiuti, separando la raccolta dal riciclo; creazione di un soggetto indipendente che  si occupi di un impianto di riciclaggio materiali. 

Bordi ha replicato a Grignani, asserendo che queste linee non sono una novità, che sono state illustrate e condivise dal sindaco in più di un incontro con le associazioni, e che soprattutto è la normativa regionale che impone di andare verso il superamento degli inceneritori. “Mi sembra che lei non sia perfettamente  informato”, ha detto Bordi, mentre Grignani ha lamentato  lo scarso tempo a disposizione per documentarsi. Molto nutrita la presenza di attivisti 5 Stelle, che hanno parlato attraverso il portavoce cittadino Alex Conti, Alessandro Tegagni e Luca Ponzani: “Lo spegnimento entro tre anni serve solo a far fare profitti al gestore,il Comune adotti da subito la delibera dei Comuni  a rifiuti zero, che porterebbe a Cremona le migliori esperienze già in atto”. “La raccolta differenziata non può essere una spesa aggiuntiva per le famiglie cremonesi”, ha poi aggiunto Conti, mentre Elia Sciacca ha ribadito le sue considerazioni sulla politica fallimentare di Aem per quanto riguarda la distribuzione calore. “Questo è un tavolo aperto ai cittadini e trovo indecoroso lo spettacolo che state offrendo”, ha detto Alessia Manfredini, Pd. “Queste linee guida ripropongono il documento già votato dal Consiglio il 30 settembre quasi all’unanimità (tutti tranne Schifano, Idv). Da allora ad oggi cosa avete fatto?”, ha chiesto rivolta a Grignani. “Leggetevi le 250 pagine di piano provinciale rifiuti, lì troverete molti dati. Oggi dobbiamo arrivare a una sintesi, il resto è un problema vostro. Credo che tre mesi per elaborare un progetto di massima per un impianto alternativo all’inceneritore, possano essere sufficienti al vostro gestore. Il capoluogo di provincia deve dare un segnale forte e chiaro sulla differenziata”. Grignani ha a sua volta ribadito le ragioni per cui occorre concordare con il gestore il processo: “E’ attraverso i soldi che procurano le discariche, che Aem gira al Comune di Cremona quei denari che servono anche ai servizi sociali. C’è un problema di costi per la collettività che mi preoccupa, in assenza di un piano di fattibilità tecnico – economico per queste proposte non me la sento di prendermi la responsabilità di votare il documento”.

Maura Ruggeri ha poi chiesto che la Regione inserisca  l’inceneritore Aem tra quelli da dismettere per obsolescenza sul bacino territoriale. Sullo sfondo un dubbio: quando costerà il decommissioning all’azienda? E soprattutto sono stati accantonati i fondi necessari per lo spegnimento dell’impianto?

Condivisione bipartisan del documento da parte dei sindaci del circondario serviti da Aem che hanno partecipato al Tavolo: tra gli altri i rappresentanti dei comuni di Bonemerse, Gerre de Caprioli, Vescovato, oltre a Crema, capofila della differenziata in provincia. Bordi non è arretrato di fronte alle rimostranze della sua maggioranza, assicurando di portare il documento in Giunta e  poi in consiglio comunale nella prima seduta utile, già a fine gennaio.

Giuliana Biagi

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Commenti
  • ak-679-ut

    Questo non è il PD di Renzi. Fanno finta di essere riformisti ma sono estremisti, odiano la modernità, inseguono la decrescita, pensano che la capacità industriale sia negativa. Insomma sono dei Grillini e delle Grilline ma non lo sanno. SVEGLIATELE.

  • Italo

    Cosa si vuol fare? Come a Forlì dove i cittadini pagano il doppio rispetto a Cremona. Geniale!

  • ale

    Finalmente la politica si è svegliata e non è più sussidiaria delle scelte compiute dalla ex municipalizzata. L’interesse primario di quest’ultima è fare business, quello del Comune è fare l’interesse dei cittadini. Capisco che a molti questa presa di posizione della politica non piaccia e vada a rovinare i forti interessi in gioco. Interpreto i pareri di chi mi a preceduto in tal senso, consapevole che la stragrande maggioranza dei cittadini, come dimostrato in occassione del referendum, pensa di chiudere definitivamente e quanto prima l’inceneritore di Cremona.

    • Ck238-89

      Lei è consapevole solo dei suoi interessi.. Renzi dice il contrario.

  • Enrico Lombardi

    se la modernità consiste nel bruciare materie prime allora preferisco la clava al martello!