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'Stop a feste abusive' , esercenti 'Si intervenga contro rave al coperto', vertice in prefettura

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Nella foto, da sinistra, Fugazza, Zanoni e Zanchi e i rappresentanti delle forze dell’ordine che hanno partecipato alla riunione in prefettura

Dopo l’allarme lanciato dagli organi di stampa sui risultati della festa privata organizzata dai ragazzi delle superiori a palazzo Cattaneo, festa finita con il ricovero di due sedicenni per intossicazione etilica, questa mattina in prefettura è stata convocata una riunione nella quale si è fatto il punto della situazione e studiati piani di intervento per impedire che si ripetano episodi del genere. Una vera e propria moda, quella dello sballo a tutti i costi, una moda, come si può leggere anche dai dati sui consumi di alcol in Italia, soprattutto tra i giovanissimi, che rischia ogni volta di trasformarsi in tragedia.

All’incontro in prefettura hanno partecipato Luciano Zanchi, presidente nazionale di Assointrattenimento Confindustria, Rosario Zanoni, presidente provinciale del sindacato italiano Locali da ballo, Edoardo Fugazza, presidente della Fipe, Federazione italiana pubblici esercizi, Ugo Rizzi, medico del 118 e i rappresentanti delle forze dell’ordine: il questore Vincenzo Rossetto, la funzionaria della direzione amministrativa della questura Giovanna Sabato, il tenente colonnello dei carabinieri Cesare Lenti, il comandante della guardia di finanza Alfonso Ghiraldini e il comandante della polizia municipale Fabio Ballarino Germanà.

“L’obiettivo principale”, ha sottolineato Zanchi, “è cercare di impedire che i nostri ragazzi vengano danneggiati”. Noi abbiamo sempre cercato di fermare queste feste abusive”, gli ha fatto eco Zanoni, “noi qui rappresentiamo le categorie economiche, ma siamo prima di tutto genitori”. “In queste feste”, ha continuato Zanoni, “non c’è controllo, sono feste illegali, rave party al coperto”. Da parte sua, Fugazza ha definito “un suicidio per tutti” gli open bar, eventi dove è possibile bere quanto si vuole pagando una quota fissa. “Bisogna che ci sia la percezione di essere in discoteca solo nelle discoteche”, ha spiegato Zanchi: “negli altri locali è consentito solo un intrattenimento leggero, mentre non è concessa la partecipazione attiva del pubblico, ad esempio con il ballo, cosa permessa solo nei locali autorizzati”.

Al termine della riunione, Zanchi ha detto che “il prefetto e le autorità hanno ben compreso il problema e speriamo che ora si attuino le misure necessarie affinchè queste situazioni non debbano più ripetersi. “Nell’incontro”, ha proseguito Zanoni, “abbiamo sottolineato le problematiche dei ragazzi e anche quelle delle categorie economiche. Ci auguriamo che le autorità prendano a cuore la situazione”.

Certo, il problema di queste feste private ‘non autorizzate’ non è nuovo. In merito, sono già partiti diversi esposti. E il fatto che il fenomeno c’è, ed è ben presente, lo ha confermato anche Ugo Rizzi, responsabile del 118: “specialmente nei week end, dove interveniamo ripetutamente nello stesso posto per soccorrere minori”. “Ma al di là dell’intervento”, ha spiegato Rizzi, “è importante sottolineare i danni provocati dall’alcol: il bere in modo spasmodico e quasi compulsivo provoca danni soprattutto nei non adulti, nei quali le capacità fisiche sono più lente a metabolizzare gli effetti dell’alcol, che da tutti evidentemente non è percepito come pericolo, ma che invece ogni volta è un pezzetto di danno che i ragazzi si fanno”.

I partecipanti alla riunione hanno espresso anche una raccomandazione alla proprietà del Cattaneo, osservando che sarebbe opportuno assumere “un atteggiamento più responsabile verso le questioni della sicurezza e ciò anche attraverso un più stretto contatto con le istituzioni preposte affinché possano consigliare – quando non imporre – tutte le misure necessarie atte a garantire, oltre che il rispetto della legge, la salute e la sicurezza di tanti minori che, spesso, confidando nell’organizzazione, si abbandonano ad eccessi nel consumo delle bevande o arrecano grave disturbo alla quiete pubblica”.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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