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Galimberti: 'Porre un tetto al numero di profughi ma l'odio non serve'

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“Ogni città ha i suoi poteri forti. Per noi i poteri forti sono i cittadini, a partire da quelli più fragili”. Così il candidato sindaco Gianluca Galimberti all’incontro organizzato nella serata di mercoledì 4 giugno nella piazza dei Patrioti di Borgo Loreto. “La politica – ha proseguito Galimberti – deve tornare ad inchinarsi ai bambini, agli anziani, ai disabili di questa città. Perché è un cambio di mentalità e di prospettiva: ripartire da loro vuol dire costruire una città migliore per tutti”. Un passaggio significativo sull’immigrazione e sulla sicurezza. “Abbiamo già detto – ha dichiarato il candidato sindaco – che dobbiamo mettere un tetto al numero di profughi in città, che dobbiamo insistere su regole e controlli, ma senza dimenticare che si tratta di persone e lavorando per eliminare una cultura della paura e dell’odio che non ci porta da nessuna parte. Dobbiamo ripartire dai luoghi di socializzazione. Più parchi giochi e rilancio dei centri anziani per rendere più sicuro un quartiere, accanto al coordinamento delle forze dell’ordine e ai sistemi di videosorveglianza”. “Sono orgoglioso di come abbiamo condotto questa campagna elettorale – ha concluso Galimberti – Abbiamo raccontato una politica meno urlata, meno astiosa, più capace di raccontare mitezza. Perché chi è mite è coraggioso, chi è mite sa ascoltare. Il politico mite è un politico che non ha la bacchetta magica, ma che ha capacità di ascoltare l’altro, che ha idee chiare e che sa dire: ho sbagliato e avete ragione. Se sarò sindaco mi assumerò tutte le responsabilità ma con la consapevolezza che le cose si fanno insieme. Dobbiamo ridare più dignità alle istituzioni. Chi è in consiglio comunale e chi è in giunta deve avere la consapevolezza del proprio ruolo e delle proprie responsabilità”.

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