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Pendolari sul piede di guerra Sciopero del biglietto, avanti a oltranza: "Continueremo finché non ci daranno risposte" Galimberti chiede incontro in Regione con i consiglieri del territorio

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AGGIORNAMENTO – “Lo sciopero andrà avanti finché non verremo ascoltati”: sono decisi i pendolari della Milano-Cremona-Mantova, che da mercoledì pomeriggio hanno dato il via allo sciopero del biglietto, dopo l’ennesimo treno cancellato lungo la tratta incriminata. Uno sciopero che rimane nei canoni della legalità, in quanto non prevede il mancato acquisto del biglietto o dell’abbonamento, ma il non mostrarlo al controllore. I pendolari che aderiscono lo sciopero sono muniti di un documento (SCARICA QUI) da mostrare al momento del controllo, al posto del biglietto, in cui si dichiara che “Trenord da troppo tempo sta ignorando le elementari clausole contrattuali dei diritti dei viaggiatori. Io sono in possesso di regolare documento di viaggio però, aderendo allo sciopero, ho deciso di non mostrarlo”. Gli aderenti allo sciopero dichiarano inoltre che mostreranno il proprio documento di viaggio “Solo in caso di intervento della forza pubblica”.

“Non vogliamo creare sconto tra viaggiatori e personale viaggiante, che come noi è vittima della situazione, ma è venuto il momento di fare la voce grossa – spiega Matteo Casoni, portavoce del comitato di pendolari InOrario -. Lo scioperò è già iniziato, anche se per i primi giorni abbiamo chiesto tolleranza da entrambe le parti”.

“Abbiamo chiesto un incontro con i vertici di Trenord e della Regione per parlare seriamente del problema, ma per il momento non abbiamo ricevuto alcune risposta – continua Casoni -. Ogni nostra richiesta cade nel vuoto. Mi chiedo anche che fine abbia fatto il Tavolo avviato a gennaio in Prefettura sui problemi dei pendolari: da allora non ne abbiamo saputo più nulla. Non vogliamo che qualcuno con la bacchetta magica risolva ogni problema, ma solo che ci vengano date delle risposte e soprattutto che qualcuno inizi a fare qualcosa”.

Primi imputati, inutile dirlo, sono proprio i nuovi treni Vivalto: i ritardi e le soppressioni di queste settimane, infatti, riguardano proprio i nuovi convogli. “Sono treni che non vanno bene, ormai lo hanno capito tutti. Non funzionano, si bloccano, le porte sono già guaste e gli impianti di condizionamento pure. E’ inutile girare attorno al problema, vanno tolti subito”.

IL SINDACO GALIMBERTI CHIEDE INCONTRO IN REGIONE CON I CONSIGLIERI DEL TERRITORIO

Dal Comune, nel pomeriggio di giovedì, hanno fatto sapere con una nota che il sindaco Gianluca Galimberti ha inviato una lettera ai tre consiglieri regionali del nostro territorio (Agostino Alloni, Federico Lena e Carlo Malvezzi) nella quale chiede la loro disponibilità a un incontro, “da tenersi a Milano martedì 24 giugno, per discutere delle problematiche riguardanti il trasporto ferroviario locale, tema quanto mai attuale e di interesse generale, anche alla luce degli ultimi forti disagi che hanno subito gli utenti della linea Milano – Cremona – Mantova”. “In attesa di ricevere la disponibilità dei tre consiglieri regionali, il sindaco Galimberti precisa – si legge nella nota diramata da Palazzo comunale –  che ritiene opportuno stabilire innanzitutto insieme a loro le modalità per incontri, da tenere a tutti i livelli possibili (Regione, Trenord e Governo), in modo da affrontare tale situazione che sta divenendo sempre sempre più difficile e penalizzante per la nostra città e per gli utenti. Successivamente verrà chiesto che si tenga a Cremona un incontro con i rappresentanti dei pendolari e i dipendenti delle ferrovie”.

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