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Ammanco Croce rossa, sfilano i primi testimoni della difesa

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Nella seconda udienza che vede imputato l’ex commissario del comitato locale della Croce rossa Mirko Rizzi – che respinge l’accusa di peculato per la vicenda, scoppiata alla fine del 2011, dell’ammanco di 16.095 euro – è stato il turno dei testimoni della difesa.

Luca Zorza, ex vice di Rizzi fino alla prima metà del 2011, è stato il primo a rispondere alle domande dell’avvocato Marco Bencivenga e del pm Fabio Saponara davanti ai giudici Maria Stella Leone, Francesco Sora e Tiziana Lucini Paioni. Zorza ha spiegato in aula che dopo una fase iniziale, Rizzi, assunta la carica di commissario, si è avvalso della sua collaborazione in qualità di vicecommissario e di quella di Barbara Bottazzi, volontaria assunta per la segreteria (siamo nel 2010). “Nel locale segreteria era custodita la cassaforte a muro. Le chiavi della cassaforte sono affidate in primo luogo a commissari e presidenti. Bottazzi non credo avesse le chiavi”. Bottazzi, secondo quanto detto da Zorza, gestiva comunque del denaro, ad esempio relativo al pagamento di fatture. “Le chiavi della cassaforte – ha aggiunto Zorza – passavano da una gestione all’altra, credo senza modifiche alla serratura perché penso che se ci fosse stata l’intenzione di cambiare qualcosa sarebbe stato addirittura necessario sostituire interamente la cassaforte”. Un mazzo l’aveva Zorza (fino alle sue dimissioni), l’altro Rizzi. “Non so se Bottazzi l’aveva – ha detto l’ex vicecommissario -. Bottazzi maneggiava moneta contabile. Gestiva gli invasi dei pagamenti delle fatture. Io e lei non eravamo mai in ufficio contemporaneamente. Bottazzi faceva orario d’ufficio, io arrivavo dopo. La delega per operazioni di cassa e in istituto di credito? La segretaria l’aveva. Non sono certo l’avesse Rizzi”.

In aula è poi arrivato Giorgio Andrusiani, commissario dei volontari. “Io – ha raccontato – raccoglievo quote di tesseramento e qualche fattura di servizio. Consegnavo i soldi al comitato locale, normalmente a Bottazzi. Avevo le chiavi dell’ufficio segreteria. Nell’ufficio c’era la cassaforte ma non so se Bottazzi aveva le chiavi”. “Se ho mai sentito parlare di smarrimento di chiavi? Solo voci, da altri volontari, ma non ricordo chi, dopo le dimissioni di Rizzi”.

Il processo è stato poi aggiornato al prossimo 2 dicembre.

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