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Nomadi prese dopo il furto, arresto convalidato La 21enne resta in carcere

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Nel processo per direttissima celebrato oggi nei confronti delle due nomadi di origini croate arrestate mercoledì da carabinieri e polizia dopo un tentativo di furto in un’abitazione di via Sant’Erasmo, il giudice Pio Massa ha convalidato l’arresto e ha disposto per la 21enne la misura cautelare in carcere, mentre per la 26enne l’obbligo di firma presso la caserma dei carabinieri di Calusco d’Adda, in provincia di Bergamo. Le due donne, infatti, pur essendo senza fissa dimora, risiedono nel campo nomadi di Calusco d’Adda. Dunque Valentina L., mamma di una bimba di tre mesi, resterà in carcere, mentre Claudia T., già mamma di tre bambini e incinta di un quarto, ha l’obbligo di firma. Il loro legale di fiducia, proveniente dal foro di Vicenza, ha chiesto al giudice i termini a difesa, ottenendo un rinvio dell’udienza. Il processo è stato aggiornato al prossimo 4 novembre, quando molto probabilmente per le due imputate si arriverà a concordare un patteggiamento. In sostanza, attraverso il loro avvocato, le due donne, trovate in flagranza di reato, hanno ammesso le loro responsabilità, anche se in aula si sono avvalse della facoltà di non rispondere. Presenti in tribunale anche la proprietaria dell’appartamento preso di mira e la figlia che al momento del furto si trovava in casa e che, una volta accortasi della presenza delle due ladre, ha gridato aiuto dalla finestra dell’abitazione. Con loro, anche uno dei passanti che ha bloccato le due nomadi che stavano cercando di fuggire. Vista la richiesta dei termini a difesa del legale e il probabile patteggiamento che sarà concordato il 4 novembre, la loro testimonianza non servirà. Le due ladre, al momento del fermo, sono state trovate in possesso di arnesi atti allo scasso: due cacciaviti di grosse dimensioni e un attrezzo di plastica rudimentale che utilizzavano per aprire le serrature. Valentina L., in particolare, aveva ben 10 alias e per identificarla ci è voluto del tempo. Lo sviluppo degli alias condotto dal personale dei carabinieri ha così consentito di individuare a carico della donna l’esistenza di un provvedimento di cattura emesso nel 2012 dalla Procura dei Minori dell’Umbria per una condanna a 3 anni, 10 mesi e 9 giorni di reclusione poiché responsabile di concorso in furto in abitazione e ricettazione consumati in Umbertide (PG) nel 2009. Alla 21enne è stato notificato il provvedimento di cattura che era in carico alla Questura di Perugia.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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